Diretto, schietto e preciso. Poche parole e tanta sostanza sia in campo sia nelle interviste: Luciano” Giaguaro” Castellini , protagonista dell’ultimo scudetto del Toro e attualmente preparatore dei portieri nelle giovanili nerazzurre, ci dice la sua sulla difesa del Torino ancora imbattuta in campionato e sul nuovo numero uno granata Jean Francois Gillet...

Diretto, schietto e preciso. Poche parole e tanta sostanza sia in campo sia nelle interviste: Luciano” Giaguaro” Castellini , protagonista dell’ultimo scudetto del Toro e attualmente preparatore dei portieri nelle giovanili nerazzurre, ci dice la sua sulla difesa del Torino ancora imbattuta in campionato e sul nuovo numero uno granata Jean Francois Gillet .

7c8229eb529404dd5495bc523567faca.jpg


Buongiorno Luciano: zero reti subite in campionato e solo quattro dall’inizio della stagione sono il modo migliore per presentarsi alla sfida contro l’Inter. Merito dei meccanismi difensivi ereditati dallo scorso anno?
Non entro in disquisizioni tattiche essendo fuori dall’ambiente ma credo che Ventura stia facendo un buon lavoro e, da ex del Toro e vecchio cuore granata quale sono, dico che se il Torino non prende goal io sono contento.


Parte del merito di questo risultato è sicuramente di Gillet. Essendo stato un grande portiere come giudica l’estremo difensore belga?
E’ sempre stato valutato troppo poco per quello che vale: in Italia ha fatto una carriera al di sotto delle sue possibilità per via dell’altezza. Io non sono per niente d’accordo in quanto non è affatto così basso ed inoltre è molto reattivo ed esplosivo. Un suo punto di forza è sicuramente il gioco con i piedi e Ventura l’ha preso per questo anche se io sono dell’idea che un portiere debba prima di tutto parare. Se anche non sai giocare il pallone al massimo finisce zero a zero…


Trentatrè anni non sono pochi per un calciatore ma, si sa, i portieri maturano più tardi, non è vero?
Non sono assolutamente tanti per un portiere: se si è ancora integri fisicamente e si ha voglia di lavorare si può fare ancora molto bene. Il problema dei calciatori di oggi è che sono troppo ricchi e quindi, dopo aver giocato quattro o cinque anni ad alti livelli, spesso smettono perché non hanno più motivazioni. Sarà perché appartengo ad un'altra generazione, meno pagata, ma a me sembra un’idiozia: le motivazioni e la passione ci sono sempre e non si gioca solo per i soldi ma perché si ama questo sport.


La difesa granata cosa deve temere dell’Inter ?
Ad Appiano Gentile stanno costruendo un’ottima squadra con solisti di livello internazionale, e credo di aver detto tutto… lavoro all’Inter da circa 20 anni e posso dirvi che c’è sempre grande ambizione all’interno dell’ambiente.


Ora si tolga invece i panni dell’interista e vesta quelli dell’ex granata: come si batte una grande squadra?
Ventura è molto più bravo di me quindi passo la palla a lui ma credo che le motivazioni, la consapevolezza di giocare un match importante e l’umiltà saranno le armi che dovrà utilizzare il Torino.


Vuole fare un saluto o una dedica particolare ai tifosi del Toro ?
Non sono un vecchio che fa retorica: dico soltanto che amo questa maglia con la quale ho giocato per tanti anni e che ricordo con infinito piacere i tifosi. Chi ha sentimenti veri sa come sono fatto.


Grazie Luciano.
Grazie a voi, gentilissimi.

Roberto Maccario

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti