Ci sono cose difficili da mandare giù, esperienze che lasciano il segno in cui ci sentiamo in credito. Traditi, perché non ci è stata data la possibilità né di fallire né di dimostrare il nostro valore. Questa in sintesi...
Ci sono cose difficili da mandare giù, esperienze che lasciano il segno in cui ci sentiamo in credito. Traditi, perché non ci è stata data la possibilità né di fallire né di dimostrare il nostro valore. Questa in sintesi l’avventura di Giuseppe Papadopulo sulla panchina del Torino, squadra che l’esperto tecnico toscano ha guidato per sole due giornate raccogliendo altrettante sconfitte contro Livorno e Frosinone, prima di ricevere il benservito con il ritorno di Lerda alla guida dei granata in un momento molto complicato. Era la travagliata stagione 2010/2011, qualche anno prima invece Papadopulo ha guidato il Siena: un’avventura decisamente migliore, con una miracolosa salvezza in serie B dopo una grande rimonta, una promozione in A e una’ altra salvezza, questa volta nella massima serie, arrivata con due mesi di anticipo.
Buongiorno Mister, partiamo dalla sua esperienza a Siena: le cose andarono bene, non è vero?
Direi di sì, è stata un’esperienza più che positiva: abbiamo ottenuto una promozione e una splendida salvezza, con i risultati che sono andati sempre migliorando nel corso dei tre anni.
Siena è una bella realtà che, a parte le vicissitudini di questa stagione legate anche alla pesante penalizzazione in classifica, sta facendo sempre bene in questi anni, anche dopo il cambio di proprietà, concorda?
Sì, io portai la squadra in A per la prima volta nella sua storia: era il 2003 e da quel giorno fino ad oggi, salvo una discesa in B, è quasi sempre rimasta nel massimo campionato, anche se magari spesso si è salvata all’ultima giornata, o all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Come valuta l’avvicendamento Cosmi- Iachini in panchina?
Non essendo nell’ambiente non posso valutare. Sono decisioni soggettive che vengono prese a seconda dei casi: a volte vedi una squadra perdere dieci partite consecutive con l’allenatore sempre in sella, altre volte viene cacciato quasi subito.
A proposito,parliamo ora della sua surreale esperienza sotto la Mole: può darci la sua versione dell’esonero? Come sono andate le cose?
Se devo essere sincero già al momento della chiamata non vedevo grande convinzione in quello che si stava facendo, però ho accettato comunque e credo che in tutti i casi si debba almeno tentare di rispettare gli accordi presi, da entrambe le parti. Io invece non ho avuto nemmeno il tempo di conoscere il gruppo, perché appena ho disfatto le valigie era già il tempo di rifarle. Quell’anno l’obiettivo era quello di portare la squadra ai play-off, che tra l’altro vinsi qualche anno prima con il Lecce ma, ripeto, non mi è stato concesso nemmeno il tempo di lavorare. Per questo non mi ritengo un ex granata; mi dispiace, c’è grande disappunto da parte mia perché Torino è una piazza molto stimolante con un ambiente estremamente positivo, purtroppo non mi sono trovato bene con il presidente.
Può dirci qualcosa in più a riguardo?
Probabilmente si è legato al dito la partita del maggio 2009 all’Olimpico quando allenavo il Bologna, una gara che non gli è mai andata giù.
Ne è sicuro? In fondo era solo una partita e, vista la posta in palio, è normale che nessuno volesse perdere, lei ha fatto solamente il suo lavoro.
E’ così, fidatevi. Dall’alto dei miei 64 anni e della mia lunga esperienza posso dirvi che non mi sbaglio, anche perché quello fu un match che si portò dietro diversi strascichi. Comunque per fortuna nel calcio tutto prima o poi si dimentica quindi ora penso soltanto a fare bene il mio lavoro sperando di trovare in futuro una società con programmi più chiari.
A proposito, qualche panchina in vista?
Ho avuto qualche proposta, specialmente dall’estero, ma per ora voglio analizzare bene tutte le situazioni e valutare con calma.
Per quanto riguarda la gara di domenica quali sono le sue previsioni?
Il Toro sarà sicuramente più tranquillo e quindi avrà più possibilità di portare a casa un risultato positivo, mentre per il Siena in caso di sconfitta si metterebbe decisamente male.
Grazie Mister.
Grazie a voi
Roberto Maccario
Foto Dreosti
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