Dal Cagliari approdò al Torino dopo essersi laureato campione del mondo in Spagna ’82 (senza mai scendere in campo), dove disputò un paio di buone stagioni sotto la guida di Bersellini, togliendosi, tra l’altro, anche la soddisfazione di vincere il famoso...
Dal Cagliari approdò al Torino dopo essersi laureato campione del mondo in Spagna ’82 (senza mai scendere in campo), dove disputò un paio di buone stagioni sotto la guida di Bersellini, togliendosi, tra l’altro, anche la soddisfazione di vincere il famoso derby del 3-2. Normale che per Franco Selvaggi Torino-Cagliari sia una partita che evoca dolci pensieri.
Franco Selvaggi, per chi farà il tifo domenica quando si troveranno di fronte Torino e Cagliari?
“Per tutte e due, dal momento che, fra le squadre in cui ho militato, sono le due che mi sono rimaste più nel cuore, insieme al Taranto dei miei anni giovanili”.
Cosa le è rimasto dell’esperienza vissuta in maglia granata?
“A Torino ho trascorso due anni molto intensi della mia carriera di calciatore. Anche se può sembrare una frase fatta, la maglia granata è davvero qualcosa che ti rimane cucita addosso per tutta la vita. Mi auguro e credo di aver lasciato un buon ricordo. Quando feci ritorno al Comunale con la maglia dell’Udinese la curva Maratona mi incitò scandendo il mio nome e queste sono cose che rimangono dentro”.
Cosa pensa della formazione di Ventura?
“La vittoria contro l’Atalanta è stata fantastica, ma il 5-1 Bergamo non deve far montare la testa e occorre rimanere con i piedi per terra. Sono sicuro che il Toro riuscirà a salvarsi senza patemi, ma non sono ancora in grado di capire fino a che punto i granata potranno spingersi in alto in classifica. Il Torino può tuttavia fare affidamento, oltre che su un buon gruppo di giocatori, anche su di uno staff tecnico di prim’ordine, a cominciare, ovviamente, da Giampiero Ventura. Personalmente ho avuto il piacere di dare il patentino a Sullo, il suo vice (attualmente Selvaggi svolge il ruolo di docente della Scuola allenatori del settore tecnico Figc)”.
L’inizio di stagione del Cagliari è invece stato un po’ difficoltoso, compreso il cambio di allenatore. Pensa che i sardi possano finire coinvolti nella lotta per non retrocedere?
“Credo che si tratti di un malessere passeggero. La struttura della squadre è buona; ad esempio, Naingolaan è uno dei migliori centrocampisti in Europa e sono convinto che la squadra riuscirà a riprendersi. Sul difficile inizio del Cagliari ha influito anche la vicenda dello stadio. Poter contare sul fattore campo è molto importante, specie per una squadra che deve lottare per salvarsi”.
Se la sente di fare un pronostico per domenica?
“Assolutamente no. Come ho detto prima si tratta delle due squadre che mi sono rimaste più nel cuore e non mi voglio esprimere”.
Giovanni Rolle
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