di Edoardo BlandinoCome ogni lunedì eccoci arrivati alla chiacchierata con Patrizio Sala. L’ex giocatore granata analizza insieme a noi l’ultimo match contro l’Atalanta ed il momento poco brillante degli uomini di Franco Lerda.Innanzitutto buongiorno Patrizio.«Grazie e un saluto anche a tutti voi»Al di là del risultato,...

di Edoardo Blandino

Come ogni lunedì eccoci arrivati alla chiacchierata con Patrizio Sala. L’ex giocatore granata analizza insieme a noi l’ultimo match contro l’Atalanta ed il momento poco brillante degli uomini di Franco Lerda.

Innanzitutto buongiorno Patrizio.
«Grazie e un saluto anche a tutti voi»

Al di là del risultato, il Toro ti è piaciuto?
«Il calcio ha mille visione. Una partita da me vista in un certo modo, da altri può essere vista in un altro. Io direi che nel secondo tempo questa squadra mi è piaciuta, ovviamente al di là degli ultimi 10 minuti».

Obodo in quella posizione suscita molte perplessità.
«Secondo me non è una questione che Obodo possa convincere o meno. Il problema è un altro: credo che Lerda non abbia alternative. Credo che ci sia difficoltà a gestire un gruppo ristretto e quindi è costretto a far giocare il centrocampista che abbia più attitudine di tutti all’inserimento. È Obodo il giocatore che è più bravo ad inserirsi di tutto il gruppo dei centrocampisti».

Contro il Vicenza mancheranno Pratali e Ogbonna, oltre allo squalificato Sgrigna. A questo punto è meglio lanciare qualche giovane o continuare a puntare su più rodati?

«Questo non lo so. Ti posso rispondere che il Toro è una bella coperta, ma è un po’ corta sia dietro che in mezzo e soprattutto davanti. Per vincere il campionato o entrare nei playoff o nelle prime due squadre devi avere qualcosa in più degli altri».

Spiegati meglio.
«Quanti esterni di qualità ha il Toro per questa categoria? Quante punte di qualità? Io di punte ne vedo solo una. Non parlo di attaccanti, ma di punte, perché c’è un abisso di differenza. Possiamo dire che il modulo è spregiudicato, ma le caratteristiche di ognuno sono caratteristiche che non si possono cambiare. L’Atalanta per esempio ieri ha tolto due punte e ha messo due punte. Certo, ci sono varie possibilità di interpretare un sistema di gioco, ma senza i giocatori è dura».

Siamo arrivati a circa un quinto del campionato. Qual è il tuo bilancio?
«Più che bilancio parlerei di bilancino. È un bilancio ristretto: quattro sconfitte su otto gare non sono poche. Non dimentichiamo poi che hai affrontato squadre che sulla carta sono molto meno pericolose dell’Atalanta».

Sei anche tu dell’idea che il campionato sia ancora lungo o è meglio cominciare a vincere in fretta.
«Sono sempre dell’idea che sia un campionato lungo, ma sono anche sempre dell’idea che partita dopo partita il campionato sia sempre meno lungo. Fino ad oggi hai raccolto poco e in certe partite hai meritato anche poco, anche se non è né bravura dell’Atalanta, né colpa del Toro se un ragazzino appena entrato sbuccia la palla».

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