”La mia prima e la mia seconda casa, contro”

Storie tanto diverse, tanto lontane per dimensione, quelle del glorioso Torino e del piccolo Cittadella, da far pensare di non poter avere punti d’incontro. Invece, uno c’é, ed ha un nome ed un cognome: quello di Matteo Rubin, che con i granata veneti é cresciuto calcisticamente “a casa”, nella propria terra, prima di venire scoperto dai granata più famosi, arrivando in riva al Po che non aveva vent’anni, esplodendo…

di Redazione Toro News

Storie tanto diverse, tanto lontane per dimensione, quelle del glorioso Torino e del piccolo Cittadella, da far pensare di non poter avere punti d’incontro. Invece, uno c’é, ed ha un nome ed un cognome: quello di Matteo Rubin, che con i granata veneti é cresciuto calcisticamente “a casa”, nella propria terra, prima di venire scoperto dai granata più famosi, arrivando in riva al Po che non aveva vent’anni, esplodendo ed entrando nel cuore dei tifosi, prima che alcuni fattori segnassero una discesa nella propria parabola (infortunio, cattivi risultati della squadra, spaccatura nell’ambiente). Ora, il “bocia” (così veniva chiamato dai sostenitori del Toro) gioca in Serie A, a Bologna, in una società che cerca salvezza e rilancio (e che ci ha cortesemente concesso quest’intervista). Sapendo  però che a giugno lo aspetta il ritorno in quella che é diventata la sua seconda casa, una casa di cui lui -grazie ad uno zio che, in Torino, gli ha insegnato vita morte e miracoli dei granata- conosce bene ogni angolo.

Matteo: Torino e Cittadella, stesso colore sulle maglie, realtà ed ambienti molto diversi.
Cittadella è la mia città, lì sono cresciuto e mi piace perchè è un posto tranquillo. Torino invece mi ha colpito proprio perchè è una piazza molto calda con un grande tifo: è diventata la mia seconda famiglia.

Il Toro é cambiato, ma continua a faticare a raggiungere i risultati che si prefigge. Quali sono le cause, secondo te?
Se il Toro fatica non è per demerito della squadra ma perchè il livello del campionato di Serie B si è alzato molto. Le concorrenti per la promozione in serie A sono tutte molto forti.

Prendendo spunto dal tuo ultimo Toro, dovendo scegliere é meglio una squadra forte sulla carta come quella dei primi quattro mesi dello scorso campionato, o meglio una giovane e piena di scommesse come quella della seconda parte?
Credo che l’importante sia vincere e credo che si possano raggiungere grandi obiettivi anche con una squadra giovane. E’ chiaro che i grandi nomi fanno la differenza ma penso sia importante puntare sui giovani.

Nella tua esperienza a Torino, qual é il ricordo più felice?
Sicuramente l’esordio in Serie A in Lazio-Torino (2-2). Giocai gli ultimi 20 minuti della gara e fu un’emozione indescrivibile, non capivo nulla. Esordire in uno stadio come l’Olimpico di Roma è stato incredibile.

E quale il miglior ricordo di Cittadella?
Al Cittadella il momento più bello è stato l’aggregazione alla Prima Squadra. Ero il più giovane, avevo 18 anni e passare dalla Primavera alla Prima Squadra è stata una grande emozione. Per me essere in C1 a quell’età significava davvero tanto.

Se invece dovessi isolare dei momenti meno belli, in entrambi le esperienze, quali vorresti cancellare?
A Torino i momenti più brutti sono stati due: la retrocessione e la sconfitta nella finale dei play off contro il Brescia. A Cittadella, invece, la sconfitta contro la Cremonese che non ci permise di andare ai play off.

Che rapporti hai con i vecchi compagni di Torino?
Il rapporto è molto buono: sono in contatto con la maggior parte di loro. Soprattutto con Zanetti, che per me è come un fratello, Bianchi, Belingheri, Ogbonna e Gasbarroni.

Come vedi, da osservatore-per quanto coinvolto affettivamente- esterno, l’andamento delle due squadre?
Il Cittadella, rispetto allo scorso anno, sta disputando il campionato un po’ dietro le quinte, ma sono sicuro che tutto si risolverà bene e riusciranno a raggiungere la salvezza. Il Torino sta facendo un buon campionato ma può far di più. Con i nuovi innesti che arriveranno a gennaio sono certo che la squadra potrà raggiungere un grande risultato mancato lo scorso anno.

Infine, facci un pronostico sulla partita. E una rivelazione: per chi farai il tifo?
Sarà una grande partita: credo che il Torino sia favorito perchè ha il vantaggio di giocare in casa e si vuole riscattare dalla pesante sconfitto subita contro il Varese. Non bisogna però sottovalutare il Cittadella che farà di tutto per farsi notare su un palcoscenico importante come quello di Torino. Per chi tifo? Ho lasciato parte della mia vita a Torino e parte a Cittadella: è difficile scegliere…spero solo sia una grande partita.

(foto M.Dreosti)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy