di Alessandro SalvaticoRolando Bianchi gli ha “scippato” il titolo di investimento più oneroso della presidenza Cairo, e ora i due attaccanti potrebbero formare una coppia da 1,2 milioni di euro che, in Serie B, rappresenterebbe più di un lusso. Parliamo, dunque di Elvis Abbruscato; ma siccome i soldi non fanno la felicità, la speranza è che i due, se saranno davvero...

di Alessandro Salvatico

Rolando Bianchi gli ha “scippato” il titolo di investimento più oneroso della presidenza Cairo, e ora i due attaccanti potrebbero formare una coppia da 1,2 milioni di euro che, in Serie B, rappresenterebbe più di un lusso. Parliamo, dunque di Elvis Abbruscato; ma siccome i soldi non fanno la felicità, la speranza è che i due, se saranno davvero loro la coppia titolare, facciano gol in proporzione alla spesa sostenuta per ottenerli e allo sforzo realizzato per trattenerli. Anzi, più che una speranza, è un obbligo come afferma lo stesso attaccante reggiano. Che non dispensa sicurezze su nulla.

22d2f137fdd11496245603981235376e.jpg

In molti puntano su di te per la stagione che sta per iniziare. E tu, punti su Elvis Abbruscato?
Non posso dirlo io. Il campionato che sta per iniziare, di sicuro, rappresenta una bella opportunità per me: per far vedere che sto bene, che sono più che a posto, dopo un anno come quello che ho passato. Ma non posso dire nulla di più perché in Serie B si riparte da zero, non c’è chi è già in vantaggio sugli altri, e bisogna mettere in campo la massima umiltà. Per me è un’occasione.

Da zero? Per i tifosi, forse, partite anche da sotto zero: la squadra ha di che farsi perdonare. Ma non Abbruscato, che certo non può essere considerato tra i protagonisti della retrocessione.
Il fatto di non aver praticamente partecipato al campionato può far sembrare che sia così, ma non lo è. Perché della squadra fanno parte tutti, anche chi non gioca, anche chi rimane in tribuna, anche chi è infortunato. A me spiace tanto per come è finito il campionato, veramente male, non ce lo aspettavamo.

Dunque le colpe sono di tutti?
Di tutti. Così come lo sono i meriti quando le cose vanno bene. E’ una squadra quella di cui stiamo parlando, non può che essere così; tutti vanno bene, tutti vanno male. Deve essere così perché se no le cose andrebbero ancora peggio, quando un gruppo di ragazzi non è una squadra si fanno figure pietose.

Un anno fa, di questi tempi, non volevi tornare a Torino: eri stato bene a Lecce. Ora è concreta la possibilità che tu sia protagonista con la maglia granata addosso, nel prossimo campionato.
Quest’anno non ho potuto dimostrate niente, se non in quelle poche partite…otto, credo (dieci per la precisione, ndr), e non intere. No, l’anno scorso non avrei voluto restare; ora invece è cambiato molto. Certezze non ne ho. Nessuna. L’ho detto, in B si riparte da zero.

Quanto ti pesa, giocare in cadetteria? E’ un fattore che sembra incidere molto su alcuni dei tuoi compagni, meno su altri.
Questa è una categoria dove il nome conta ancora meno che in A, la formazione la fa il campo. E’ un passo indietro per tutti, che però a volte si traduce in dieci passi avanti, se fatta nel migliore dei modi: penso all’Atalanta, al Chievo, a squadre che da una retrocessione hanno imparato e hanno ottenuto belle salvezze negli anni successivi, con un gruppo forte. Non mi pesa particolarmente giocare in B ma certo mi piacerebbe la A. Quel che più di ogni altra cosa vorrei, ora, è tornarci tra un anno. Da oggi lavoriamo per questo.

Da oggi, siete in ritiro. Siete tanti, e avete un obiettivo solo, che è appunto tornare nella categoria che in molti pensano vi competa.
Dobbiamo tornarci! Vogliamo la Serie A subito. Io giocherò? Dico solo che, quando saremo 19, sarò più contento. Quando si è così tanti, i progetti non sono ben definiti, non c’è chiarezza, non si lavora al meglio. Il Torino ha tanti giocatori, alcuni importanti, che non deve svendere; ma siamo troppi, da parte mia c’è grande entusiasmo nel partire, sperando presto di essere, appunto, in 19 più i ragazzi. Quando si è in 30 in ritiro, c’è sempre un’aria di incertezza che permea il tutto, e solo quando tutto sarà più chiaro e definito potrò capire se giocherò davvero o no.

Con Colantuono hai parlato, e immagino non ti abbia fatto promesse.
Sì, ci ho parlato, mi è parsa una persona schietta. No, nessuna promessa, e meno male: me ne avesse fatte, mi sarei preoccupato, perché quelli che me ne facevano, a Torino, non hanno avuto molta fortuna… Meglio così. La formazione la fa il campo, ripeto, specie in B.

Buon lavoro, Elvis, e buon ritiro. Solo più un’osservazione: l’Abbruscato intravisto nelle poche presenze del 2008 sembrava molto diverso da quello di due stagioni prima. Lo era?
Altroché, se lo era. Purtroppo quando ero in forma non mi facevano giocare, e certe cose sul morale pesano. Ma nel frattempo avevo capito molte cose. Ne ho capite ancora di più ora, comunque, e l’infortunio è stato davvero utile. L’Estate scorsa, arrivavo da un campionato vinto, stavo benissimo ed ero felice; sono tornato quando non era quel che volevo, mi sono fatto male e siamo retrocessi, peggio di così penso sia difficile. Ma ho acquisito molta forza da questa esperienza, ho capito molte cose. Non sono mai stato forte come ora.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti