Mimmo Caso: “Per il Torino l’Europa League sarebbe il coronamento di una stagione splendida”

Mimmo Caso: “Per il Torino l’Europa League sarebbe il coronamento di una stagione splendida”

Esclusiva TN: ”I biancocelesti stanno dimostrando grande professionalità, non è facile giocare in un questo ambiente ”

di Redazione Toro News

 

Ha vestito la maglia del Torino con Gigi Radice nel campionato di serie A 1984/’85, mentre in biancoceleste ha rivestito il ruolo di giocatore, allenatore delle giovanili e allenatore della prima squadra. Chi dunque meglio di Domenico ”Mimmo”Caso per commentare il match di domani tra Lazio e Toro?

Signor Caso, se dovesse fare un pronostico per questo incontro che potrebbe valere l’Europa League cosa direbbe?
Sulla carta è senza dubbio un incontro molto equilibrato, con le due squadre che hanno un’occasione più unica che rara: giocarsi l’Europa League insieme a Parma, Milan e Inter. E’ dunque difficile fare un pronostico, con i granata che stanno disputando una grandissima annata che verrebbe coronata da un eventuale piazzamento in Europa e la Lazio che si trova in un buon momento, in seguito alle vittorie su Sampdoria e Parma e alla sconfitta condita da una buona prestazione domenica contro il Napoli. Tutte e due vorranno sicuramente vincere.

Per lei non è una partita come le altre, con tanti ricordi che la legano a entrambe le piazze, non è così?
Al Toro ho vissuto due anni fantastici sotto l’aspetto professionale, soprattutto il secondo, dove con Radice in panchina è arrivato l’inatteso secondo posto dietro al Verona campione. Fu un’annata esaltante e inaspettata, finita purtroppo con un po’ di rammarico, anche se queste cose fanno parte del calcio. Con la Lazio in serie B invece sono stati campionati particolari, con la società che ha vissuto momenti difficili e travagliati come la penalizzazione legata al calcio scommesse. Forse proprio per via di queste vicissitudini però i ricordi sono ancora più belli e intensi, perché in mezzo alle avversità tendi ad affezionarti di più alle cose e a mettercela tutta, cosa che abbiamo fatto conquistando il meritato ritorno in serie A.

La Lazio non sta sicuramente vivendo un momento facile, con una pesante contestazione da parte dei tifosi verso la società: da giocatore quanto è complicato scendere in campo in uno stadio vuoto e, almeno in parte, ostile?
E’ inutile nascondersi: è durissimo giocare in un Olimpico vuoto, con 2/3/4 mila spettatori, è qualcosa di irreale. Nonostante questo scenario così complesso però squadra e tecnico stanno facendo qualcosa di encomiabile, dimostrando grandissima professionalità.

I biancocelesti hanno appena conquistato, la scorsa settimana, la Coppa Italia Primavera ai danni della Fiorentina, si sono qualificati per le finali di categoria e hanno sfornato un elemento interessantissimo come Keita; anche il Toro però, dal canto suo, sta andando fortissimo a livello giovanile, con la squadra di Longo già da tempo alla final eight di Rimini. Da ex allenatore della Primavera quanto sono importanti i giovani per queste due società? La cura per i ragazzi è una caratteristica che le accomuna?
Fa parte del DNA di Toro e Lazio: con le difficoltà economiche del momento e con i costi esorbitanti che al giorno d’oggi comporta una squadra di calcio bisogna tornare a investire sui settori giovanili, sia nelle zone limitrofe (Torino e Roma sono due ottimi serbatoi), sia all’estero per scovare talenti.

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