di Roberto Maccario Domenica Torino-Siena avrà uno spettatore d’eccezione: Mario Beretta. Il tecnico lombardo guarderà con grande attenzione questa partita tra due squadre che, nel bene e nel male, hanno segnato un pezzo importante del suo passato. Noi di TN lo abbiamo intervistato questo pomeriggio.  Buongiorno Mister, alla...

di Roberto Maccario

Domenica Torino-Siena avrà uno spettatore d’eccezione: Mario Beretta. Il tecnico lombardo guarderà con grande attenzione questa partita tra due squadre che, nel bene e nel male, hanno segnato un pezzo importante del suo passato. Noi di TN lo abbiamo intervistato questo pomeriggio.

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Buongiorno Mister, alla vigilia di Torino-Siena quali sono le sue sensazioni e cosa ricorda delle sue esperienze su queste due panchine?
Le due situazioni non sono paragonabili in quanto a Siena sono rimasto per due anni mentre a Torino solo per cinque giornate. In Toscana ho lasciato un ottimo ricordo, abbiamo disputato due buone stagioni e raggiunto due salvezze difficili. Quella granata invece la reputo un’esperienza negativa dal punto di vista professionale però la ricordo comunque con orgoglio perché il Toro rappresentava per me un punto d’arrivo importante, un’occasione che non capita tutti i giorni. Purtroppo non ho potuto fare quello che volevo perché sono arrivato nel momento piu’complicato degli ultimi anni : contestazione dei tifosi, cambio del direttore sportivo e aggressione ai calciatori al ristorante. A mio avviso se fossi rimasto forse avremmo potuto raddrizzare la situazione ma la società ha deciso così ed io rispetto le sue scelte.

Lei ha lavorato durante la tanto discussa gestione di Cairo, qual è il suo bilancio sull’operato del presidente?
La gestione attuale è partita nel migliore dei modi, con una promozione in serie A non facile nella stagione 2005-2006; poi è arrivata una serie di errori ma credo che quando non si raggiungono gli obiettivi prefissati la colpa sia da dividere tra tutti. Sono però contento perché in questa stagione Lerda ha la possibilità di lavorare con continuità e credo che ciò sia giusto e importante per un allenatore.

Sta seguendo il Torino e il Siena in questo campionato? Come vede queste due squadre?
Il Siena ha sicuramente un impianto di gioco collaudato, la squadra è partita molto bene e sta mantenendo le aspettative di inizio stagione, senza il sorprendente Novara probabilmente sarebbe prima in classifica.
Il Toro invece è stato piuttosto sfortunato e ha dovuto convivere con una serie di fastidiosi infortuni che hanno costretto a stare fuori giocatori importanti come Bianchi, poi sono sorte altre problematiche che hanno complicato il cammino dei granata. Il Siena ha dimostrato di avere piu’ continuità ma credo che il Toro, se riuscirà a recuperare tutti i suoi elementi e troverà la necessaria fiducia nei propri mezzi, potrà puntare alla promozione.

Un personalissimo pronostico ?
Dico X per non scontentare nessuno: me stesso, gli amici di Siena e anche quelli di Torino dove, nonostante la breve permanenza, ho stretto buoni rapporti con alcune persone.

Lei ha iniziato la stagione in Grecia, al Paok Salonicco. Come mai ha deciso di fare questa esperienza e perchè è finita così presto?
Ho accettato la proposta perché Zisis Vryzas mi aveva parlato molto bene di questa società e del campionato greco in generale,poi però mi sono accorto di non essere compatibile con la loro mentalità, completamente diversa dalla mia e quindi abbiamo optato per una rescissione consensuale del contratto.

Attualmente ha progetti per il futuro?
Senza dubbio voglio tornare in panchina al piu’ presto perché mi sono stancato di stare a casa, ho rifiutato alcune proposte perché non mi convincevano completamente, cerco un progetto serio e una società solida indipendentemente dalla categoria.

Sappiamo che lei ama girare per l’Europa per studiare ed aggiornarsi sempre sulle nuove metodologie di allenamento, potrebbe segnalarci qualche elemento interessante?
Recentemente sono stato in Inghilterra , in Olanda e in Svezia. Quello svedese, pur non essendo un campionato di primo livello, è un torneo dove si lavora bene e dove si possono trovare dei calciatori di prospettiva, su tutti cito Avdic dell’ Elfsborg che ha giocato in Europa League contro il Napoli.

Grazie Mister per la sua grande disponibilità, ricordiamo anche che lei fu molto coraggioso a presentarsi in conferenza stampa lo scorso anno dopo la sconfitta di Cittadella, in quello che sembrava il punto di non ritorno per il Toro.
Io cerco di fare il mio lavoro al meglio, poi si può vincere o si può perdere; anche quando sbaglio ritengo di non avere nulla di cui vergognarmi e non mi tiro mai indietro, fa tutto parte della nostra professione.

(Foto M. Dreosti)

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