Il 30 aprile, all’Hirisoshima Mon Amour, si terrà il concerto degli Statuto, storica band torinese molto legata ai colori granata. In vista dell’evento abbiamo intervistato il loro leader, cantante e frontman: Oskar Giammarinaro.  

Il 30 aprile, all’Hirisoshima Mon Amour, si terrà il concerto degli Statuto, storica band torinese molto legata ai colori granata. In vista dell’evento abbiamo intervistato il loro leader, cantante e frontman: Oskar Giammarinaro.

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Ciao Oskar, cominciamo dal concerto: che pezzi canterete? Come si svilupperà la serata?

Il concerto dell’Hiroshima aprirà il tour per i nostri 30 anni di attività e si terrà lo stesso giorno dell’uscita del nostro nuovo album “Un giorno di festa”; e proprio di una festa deve trattarsi. Infatti non sarà un normale spettacolo ma verrà dato un importante spazio al Toro, con Mondonico come ospite della serata. Abbiamo scelto lui perché rappresenta un simbolo del Torino e dei valori che vogliamo vedere nel calcio: un calcio a misura d’uomo, dove non conta solo il guadagno ma l’appartenenza. Inoltre con Mondo in panchina abbiamo raggiunto i risultati migliori degli ultimi anni a livello sportivo e ci siamo tolti le ultime soddisfazioni.

Ci sarà anche un’importante novità, giusto?

Presenteremo in esclusiva un pezzo del nuovo disco dedicato a Giorgio Ferrini: lo abbiamo fatto ascoltare in anteprima al figlio Amos che lo ha apprezzato molto; i diritti della canzone andranno al Museo della Memoria Storica Granata e per questo in quella parte dello show saranno presenti anche Domenico Beccaria e lo speaker del Toro.

Attraverso un comunicato stampa avete dichiarato di appoggiare la marcia sul Filadelfia e di voler partecipare alla manifestazione, giusto?

Sì, il Fila è la casa del Toro: abbatterlo è stato il gesto più grave e più efficace da parte della città per eliminarlo. Questo stadio rappresenta una ricchezza morale, essendo stato il campo del Grande Torino, ma anche economica e sportiva, essendo stata la sede di un vivaio da cui sono usciti tanti campioni. E’ fondamentale ricostruire il Filadelfia e ridargli il posto che merita, facendolo ritornare la casa delle giovanili granata. Sinceramente non sono molto fiducioso a riguardo ma facciamo comunque il possibile.

Prima parlavi di Mondonico, credi che anche Ventura sia stato un buon condottiero o ti aspettavi di più?

Ventura ha fatto molto bene e ha raggiunto dei risultati soddisfacenti con il parco giocatori a disposizione. Dall’anno scorso è riuscito a dare uno spirito e un’identità a questo gruppo, cose che mancavano da tempo. Non si è mai fatto influenzare da nulla, non ha mai guardato in faccia nessuno quando ha dovuto fare delle scelte e ha trasmesso ai ragazzi un concetto importantissimo: anteporre il noi all’io.

Per quanto riguarda la dirigenza e il futuro del Torino sei fiducioso?

Ero fiducioso quando è arrivato Cairo, ora sinceramente ho perso speranze ed entusiasmo: come sempre però spero di essere smentito dai fatti.

Roberto Maccario

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