Sergio Pellissier è uno dei tanti ex granata che fra due domeniche torneranno ad affrontare il loro passato a Torino. Un ritorno all’antico per il bomber, classe 1979, ha fatto tutta la trafila dalle giovanili, diventando professionista ed esordendo in serie B nel 1996-97, passando poi al Varese, in C1, nel settembre del 1998. Al Chievo è esploso, segnando 28 reti nelle ultime 4 stagioni.Cosa ha rappresentato...

Sergio Pellissier è uno dei tanti ex granata che fra due domeniche torneranno ad affrontare il loro passato a Torino. Un ritorno all’antico per il bomber, classe 1979, ha fatto tutta la trafila dalle giovanili, diventando professionista ed esordendo in serie B nel 1996-97, passando poi al Varese, in C1, nel settembre del 1998. Al Chievo è esploso, segnando 28 reti nelle ultime 4 stagioni.

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Cosa ha rappresentato per lei il Toro?

“Anni bellissimi, di formazione, lì sono cresciuto e ho imparato molto. Ho ricordi bellissimi del gruppo, della società e dei tifosi, tanto che mi sarebbe davvero piaciuto esordire in serie A con la maglia granata, anche se ovviamente sono molto felice di averlo fatto con il Chievo, la mia squadra.”

Oggi il Toro è …

“Oggi il Toro è un ottimo gruppo, una buona squadra destinata a far bene, secondo me, nonostante l’avvio un po’ difficile. Un avversario assolutamente da non sottovalutare”.

Il punto debole del Toro?

“Forse l’impatto con la nuova categoria. Ma sono convinto che ne uscirà presto, può contare su giocatori molto validi e su un grande allenatore”.

Il punto di forza, cosa e chi teme in particolare?

“Non temo un avversario in particolare, ma l’intero gruppo. Avrà dalla sua anche la voglia di riscatto, di dimostrare che la sconfitta con la Lazio è stata un episodio. E potrà contare su un’arma in più: la sua tifoseria, da sempre una delle più appassionate, il loro 12° uomo in campo”.

Che partita sarà?

“Sarà una bella sfida da seguire, perché le motivazioni non mancheranno da entrambe le parti. Anche noi infatti abbiamo grande voglia di riscattarci, di uscire da questo momento difficile, di cominciare a conquistare punti importanti per rimetterci al più presto “in carreggiata”.”

Tornerebbe al Torino oggi?

“Oggi sono un giocatore del Chievo e penso solo a far bene nella mia squadra. Anche se, come ho già detto, l’esperienza a Torino resta per me indimenticabile”.

Qual è il segreto del successo del Chievo?

“Penso che più che un segreto sia un insieme di fattori diversi: una grande cultura del lavoro, l’umiltà, “non fare mai il passo più lungo della gamba” e poi una società piccola ma molto professionale. E una grande persona come il nostro presidente”.

Quali obiettivi ha come squadra e individualmente?

“L’obiettivo del Chievo è e rimane la salvezza, come ripetiamo sempre. A livello personale, l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi, di anno in anno, e naturalmente di contribuire al bene della mia squadra”.

Torino è una piazza difficile?

“E’ una piazza bellissima, proprio per il calore e l’affetto del pubblico, che ho sottolineato prima. Ma allo stesso tempo potrebbe diventare una piazza “difficile” se i tifosi dovessero contestare la squadra: allora, invece che aiutarla, potrebbero metterla in difficoltà”.

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