In settimana è giunta la triste notizia dell’addio di Antonio Pigino ai colori granata. L’ex portiere ha concluso la sua esperienza con il Toro dopo un rapporto decennale nel quale ha ricoperto più cariche, dall’allenatore della Primavera al Responsabile dell’Area tecnica del vivaio granata. Sotto la sua guida si sono alternati momenti felici e periodi un po’ meno piacevoli, ma che hanno...

In settimana è giunta la triste notizia dell’addio di Antonio Pigino ai colori granata. L’ex portiere ha concluso la sua esperienza con il Toro dopo un rapporto decennale nel quale ha ricoperto più cariche, dall’allenatore della Primavera al Responsabile dell’Area tecnica del vivaio granata. Sotto la sua guida si sono alternati momenti felici e periodi un po’ meno piacevoli, ma che hanno comunque contribuito a creare parte della storia del Torino. Purtroppo, come spesso succede nella vita, non tutti i matrimoni sono destinati a durare in eterno ed è giunta questa ora anche per Pigino. Noi di TN l’abbiamo contattato per capire il suo stato d’animo dopo il saluto definitivo alla società granata. «Non ho molto da spiegare – commenta con una voce poco allegra Antonio Pigino –. Dopo 13 anni in cui ero al Toro ed un'interruzione di una sola stagione insieme a Camolese alla Reggina, il rapporto è finito. Posso solo ringraziare la dirigenza precedente e quella attuale, nella persona di Urbano Cairo. Il presidente mi ha dato l’opportunità di rimanere anche quando il Toro è fallito e per questo gli sarò sempre grato». Ma come mai si è concluso tutto? L’ex giocatore nega però contrasti con Foschi: «Da parte mia non c’è stato mai nessun problema. Sono grato di avere avuto questa possibilità. Colgo l’occasione per fare un augurio di pronto ritorno in A a tutta la squadra». Pigino rivolge poi ancora un pensiero ai suoi più stretti collaboratori: «Vorrei salutare i miei cari amici Comi e Benedetti. Auguro anche a loro tanta fortuna».

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