Arriviamo ad Acqui mezz’ora prima dell’inizio dell’amichevole di chiusura del ritiro granata. Il piccolo stadio della città termale è stracolmo in tutti i posti. Cerchiamo affannosamente un angolo dove poter vedere qualcosa per fare la nostra cronaca ma l’unico spazietto semilibero che individuiamo è vicino alla rete di recinzione al fondo del campo. Qui...

Arriviamo ad Acqui mezz’ora prima dell’inizio dell’amichevole di chiusura del ritiro granata.

Il piccolo stadio della città termale è stracolmo in tutti i posti. Cerchiamo affannosamente un angolo dove poter vedere qualcosa per fare la nostra cronaca ma l’unico spazietto semilibero che individuiamo è vicino alla rete di recinzione al fondo del campo. Qui incontriamo, in piedi anche lui e con famiglia al seguito, una vecchia conoscenza dei telespettatori italiani e dei tifosi granata. Mario Giordano è incollato alla rete di recinzione, come un ragazzino che vede per la prima volta i suoi beniamini a portata di mano e la sua amata squadra del cuore a pochi metri da lui. Il direttore di Studio Aperto è fatto così. non importa se aveva già partecipato in precedenza ad un incontro coi giocatori negli spogliatoi ed aveva avuto modo di parlare direttamente con loro di persona. Quando vede il Toro, Mario sembra tornar bambino. All’uscita dello stadio lo rivediamo soddisfatto e contento, felice di aver potuto regalare un altro ricordo granata al figlio dodicenne. Approfittiamo del momento e della sua sempre cortese disponibiltà per porgli alcune domande.
Come hai visto stasera il Toro ?
Questa non era una serata che poteva offrire indicazioni, è stata una bella festa granata dove noi tifosi abbiamo potuto incontrare i nostri beniamini nell’ultimo giorno di ritiro pre-campionato.
Qualche sensazione provata ?
La senzazione è positiva, l’ambiente quest’anno è certamente più sereno. La squadra evidenzia netti miglioramenti nella grinta e nelll’impegno da parte dei giocatori. Il buon lavoro di Novellino si è notato chiaramente già nelle amichevoli estive. Questa sera ho particolarmente apprezzato i giovani scesi in campo. In particolare mi ha trasmesso sensazioni positive Rubin, un ragazzo molto dotato tecnicamente. Con i dovuti paragoni mi ricorda Nesta da giovane, speriamo mantenga le aspettative. Io poi sono un estimatore di Vailatti al quale quest’anno darei finalmente una possibilità concreta di dimostrare il proprio valore. Il ragazzo lo merita e ha i numeri per poter far bene in serie A. Mi sembra di capire che anche Novellino punti molto su una sua definitiva affermazione calcistica. E’ sui giovani che si deve investire, una delle tradizionali caratteristiche del Toro che va recuperata. I giovani promettono voglia di giocare, ambizione e impegno.
La campagna acquisti della società ti soddisfa ?
La società ha operato molto bene sul mercato, non dimentichiamo che bisognava rifare quasi una squadra intera. Cairo e Antonelli hanno acquistato giocatori di sicuro valore, tra cui alcuni che hanno voglia di dimostrare di essere ancora in grado di far molto bene in serie A. Forse mancano una punta di peso, soprattutto in considerazione che Di Michele non potrà giocare i primi due mesi di campionato, ed un forte centrale difensivo. Diamo tempo al presidente di valutare le opportunità che non mancheranno di certo da qui alla chiusura del mercato.
Cosa ti aspetti dal prossimo campionato ?
Come detto sono ottimista, credo ci potremo salvare con tranquillità e non patire più le pene dello scorso anno. Col tempo vedremo, Novellino è un grande allenatore, mi aspetto molto dal suo lavoro importante anche per ridare quelle caratteristiche da Toro alla squadra che negli ultimi tempi avevamo perduto, il Toro sotto questo profilo, stava diventando una squadra come molte altre.
Finalmente ritorna il derby a Torino… Giordano sorride, avrebbe certamente voglia di parlare della sfida con i bianconeri in modo diciamo più “passionale e colorito” ma si trattiene e avvicina a sé il figlio : Quando abbiamo visto il calendario l’abbiamo subito commentato costruendo come spesso accade, una nostra ipotetica e fantasiosa tabella di risultati. Ma l’occhio ci cadeva sempre lì su quella data, il 30 settembre e ci siamo guardati scoppiando a ridere : mancano due mesi, è possibile che siamo già tanto tesi ? Non lo so come finirà il prossimo derby, possiamo vincerlo come perderlo ma la cosa più importante è che non manchi mai da parte dei giocatori l’impegno e la voglia di far bene.. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo perso un po’ questa caratteristica che era il fondamento del famoso tremendismo granata. Non pretendo l’attaccamento alla maglia come i giocatori avevano ai tempi degli allenamenti al Filadelfia ma lìimpegno non deve mai venir meno. Ritornare come una volta sarà il più importante successo ed il regalo più apprezzato che Novellino potrà fare a noi tifosi.

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