Renzo Ulivieri, tecnico dalla lunga carriera e dai pochissimi peli sulla lingua, ha allenato i granata nella stagione 2002/2003, la più difficile forse nella storia del Toro, in cui prese il posto di Camolese ma venne poi esonerato per far posto alla coppia Zaccarelli-Ferri, che non riuscirà ad...
Renzo Ulivieri, tecnico dalla lunga carriera e dai pochissimi peli sulla lingua, ha allenato i granata nella stagione 2002/2003, la più difficile forse nella storia del Toro, in cui prese il posto di Camolese ma venne poi esonerato per far posto alla coppia Zaccarelli-Ferri, che non riuscirà ad evitare una retrocessione ormai annunciata.
Per lui anche una parentesi sulla panchina del Parma nel 2001, in seguito all’addio del grande Arrigo Sacchi.
Attualmente è presidente dell'Associazione Italiana Allenatori.
Buongiorno signor Ulivieri, cosa ci racconta della sua esperienza a Torino?
E’ stata un’esperienza difficilissima, durata poco e molto dolorosa. Dispiace non avercela fatta: so che la situazione era complicata per chiunque, ma purtroppo il senso di insuccesso rimane.
A Parma invece fu una vicenda totalmente diversa, con grandi giocatori a disposizione, vero?
Sì, è vero, fu un’altra cosa: il primo anno è stato molto bello, nel secondo siamo usciti dalla Champions League e poi abbiamo avuto i soliti problemi che arrivano quando manchi un obiettivo importante.
Domenica invece che gara si aspetta tra Parma e Toro?
Il Parma non è in un gran momento: quest’anno gli emiliani giocano sempre bene ma alternano alti e bassi nei risultati, e questo è un periodo no; prevedo comunque una grande reazione da parte loro dopo la sconfitta di domenica a Marassi con la Samp e quindi per il Torino non sarà una partita semplice.
Chi sono gli uomini che possono decidere la partita da una parte e dall’altra?
Non mi sbilancio: il calcio è sempre imprevedibile, a volte una gara viene decisa da uno sconosciuto mentre il giocatore più atteso fa una cavolata e ti condanna alla sconfitta.
Quanto peserà tra i granata l’assenza per squalifica di uno come Cerci?
Cerci è un giocatore importante sulla fascia, quasi determinante, specialmente per il gioco di Ventura: punta l’uomo, lo salta, rientra, fornisce assist ai compagni, quindi è inutile dire che il Toro potrebbe sentire la sua mancanza.
Come sta andando il suo lavoro all’Associazione Italiana Allenatori?
Non è un vero e proprio lavoro, più una forma di volontariato: è un momento difficile per tutte le associazioni, noi stiamo tenendo duro e l’attività procede abbastanza bene.
Grazie mister.
Grazie a voi.
Roberto Maccario
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