Per la nostra intervista natalizia abbiamo contattato un grande ex granata, Roberto Mussi, fortissimo fluidificante del Toro di Borsano all’inizio degli anni ’90 e protagonista anche con le maglie di Parma e Milan e con la Nazionale italiana, con la quale guadagnò il secondo posto ai mondiali americani del 1994.
Per la nostra intervista natalizia abbiamo contattato un grande ex granata, Roberto Mussi, fortissimo fluidificante del Toro di Borsano all’inizio degli anni ’90 e protagonista anche con le maglie di Parma e Milan e con la Nazionale italiana, con la quale guadagnò il secondo posto ai mondiali americani del 1994.
Buongiorno Roberto, cominciamo dal Toro: puoi fare un bilancio della prima parte di stagione granata?
L’inizio ha sorpreso tutti, la partenza è stata buona poi, come prevedibile, sono arrivate delle difficoltà, normali per un organico non così competitivo per la serie A. Il campionato sarà difficile, ci sarà da soffrire, ma il Toro ha buoni giocatori, uno su tutti Bianchi, un elemento fondamentale per questo gruppo che finalmente si è sbloccato.
Da un simbolo a un altro: Ogbonna. Da ex difensore come vedi la situazione del ragazzo? Per lui a giugno partenza sicura?
Chiaramente i tifosi lo vorrebbero vedere sempre in maglia granata e sperano che diventi una bandiera, razionalmente però credo che sarà molto difficile trattenerlo perché diversi grandi club, anche all’estero, gli hanno messo gli occhi addosso da tempo e quindi probabilmente partirà, per lo meno questa è la mia idea.
Come ex terzino sinistro, come valuti i giocatori che nel Torino ricoprono questo ruolo? Agostini e Caceres non si sono praticamente mai visti, Salvatore Masiello non convince in pieno mentre D’Ambrosio sta facendo bene ma non sta giocando nella sua posizione naturale, vero?
Sinceramente non conosco molto questi elementi, però ho visto il derby e, anche se la situazione era molto complicata, D’Ambrosio non mi ha convinto molto. In ogni caso quello del terzino sinistro è un ruolo delicato, difficile da ricoprire e anche sul mercato sono rari i giocatori che agiscono in quella posizione; il più delle volte, come ai miei tempi, si tratta di elementi adattati da altri ruoli.
A Torino ti legano tanti bei ricordi, se dovessi indicarne qualcuno in particolare però quale sceglieresti?
Sono stati cinque anni bellissimi, tranne forse l’ultimo( stagione ‘93/’94 ndr). La società e la squadra erano molto affiatate e ci siamo tolti tante soddisfazioni: siamo arrivati terzi in campionato; nel ‘90/ ’91, da neopromossa, abbiamo impedito alla Juve di accedere alle coppe europee che disputava da 18 anni consecutivi, in generale c’era un grandissimo entusiasmo intorno alla squadra e in tutto l’ambiente. Se però devo scegliere due cose in particolare sicuramente prendo l’immagine della folla di 10000 persone al nostro arrivo a Caselle dopo aver vinto la Coppa Italia 1993 e il campionato ‘89/’90 in serie B con Fascetti, una cavalcata costellata di successi. Non scelgo di certo la finale di Coppa Uefa 1992, una finale decisamente troppo sfortunata!
Infine vuole fare un augurio natalizio al Torino e ai suoi meravigliosi tifosi? Cosa sarebbe bello trovare sotto l’albero? Cosa sperare in vista del nuovo anno e del futuro?
Innanzitutto, umanamente parlando, a costo di essere un po’ retorico auguro a tutta la società e a tutti i giocatori gioia e salute, poi, a livello sportivo, spero che il Toro ritorni ad essere quello di un tempo, non dico una squadra che vinca i campionati ma ai livelli di quando giocavo io: quel Torino che manteneva sempre una buona posizione in classifica e che giocava le finali di Coppa Italia.
Grazie Roberto e tanti auguri.
Anche a voi, un abbraccio
Roberto Maccario
© RIPRODUZIONE RISERVATA