Rosina, chi calcia il prossimo rigore?“Io. Capita di sbagliare no? Poi a quanto pare porta bene, se vinciamo come è successo sia sabato sia contro il Cesena. La vittoria aiuta anche a passarci sopra a queste cose. Dalle dichiarazioni che ho letto in questi giorni, fatte dai compagni, la squadra ha fiducia in me. Adesso è vero: addosso ho un po’ meno serenità....

Rosina, chi calcia il prossimo rigore?

“Io. Capita di sbagliare no? Poi a quanto pare porta bene, se vinciamo come è successo sia sabato sia contro il Cesena. La vittoria aiuta anche a passarci sopra a queste cose. Dalle dichiarazioni che ho letto in questi giorni, fatte dai compagni, la squadra ha fiducia in me. Adesso è vero: addosso ho un po’ meno serenità. Ma a ventuno anni non posso smettere di calciare i rigori”.

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Due consecutivi però non sono pochi.

“Non fa certo piacere sbagliare. Non mi era mai capitato. Ma non sono affranto per questo. Non ho tirato centrale. E’ vero ho sbagliato dagli undici metri, ma anche il portiere è stato bravo”.

Adesso però la gente da Rosina vorrebbe vedere qualche gol su azione.

“Si effettivamente mi sta un po’ mancando. Quando sono venuto a Torino ci speravo in qualche gol in più. Muzzi sta segnando con una certa regolarità, così come Fantini. Anche Stellone quando gioca è sempre utile in zona gol. Speriamo di riuscire a farne qualcuno in più. Alla fine però l’importante è il successo di gruppo. La vittoria di squadra”.

Nonostante l’errore la Maratona cantava il suo nome.

“Onestamente quella contro il Verona, anche se sono stato lì solo sei mesi, era una partita che sentivo un po’. Ci tenevo a vincerla. Dopo quello che successo averla vinta è stato per me motivo di liberazione. La curva è sempre la nostra arma in più in casa. Poi quando sbagliamo nessuno fischia, anzi. Siamo immediatamente rincuorati. Sì, al secondo gol ero più felice degli altri. Quando ho visto la palla entrare ero contentissimo”.

E’ ancora convinto che il Toro, vedendo quanti giovani stanno giocando a Parma, sia stata la scelta giusta?

“Sì. Sono sempre convinto. Sono contento poi della stagione che sto facendo. Della stagione che stiamo facendo. E’ la mia prima in assoluto da protagonista. Sono contento del mio cammino. Il bilancio è più che positivo”.

Sabato c’è l’Avellino, in crisi e in grande emergenza. Non rischiate di sottovalutare l’avversaria per questi motivi.

“No. Con questa squadra non si corre nessun rischio in questo senso. Loro avranno un gran voglia di riscattarsi e di far muovere un po’ la classifica”.

Entro Natale sarete in vetta?

“Tutti attendono un calo fisico del Mantova. E’ impensabile poi mantenere una media del genere. Noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, guardandoci avanti ma anche alle spalle. A fine anno però vogliamo essere primi. Gli stiamo già rosicchiando qualcosa. Alla fine però vincerà chi avrà dato una certa continuità di risultati al proprio campionato. Loro, per adesso, stanno meritando di essere lassù in cima”.

Come si sente fisicamente?

“Sto bene. Dopo aver ottenuto la qualificazione con l’Under, adesso posso pensare solo più al Toro, ma soprattutto allenarmi lungo una settimana standard”.

Quando vedremo il miglior Rosina?

“Quando si metterà a segnare qualche gol in più. Il mio obiettivo è però trovare una certa continuità, specie in questo ruolo, da fantasista. Cosa sempre difficile”.

Tra poco più di un mese aprirà il mercato di gennaio. Spera di essere già riscattato dal Toro?

“Ma non sarà una trattativa facile, visto la situazione societaria che c’è a Parma. Per adesso non si capisce ancora con chi si dovrà parlare”.

Parliamo di vivaio. E’ favorevole all’utilizzo maggiore dei giovani (come lei) nel campionato italiano?

“Certo. In Italia ci sono tanti ragazzi bravi. Ci vuole solo un po’ più di coraggio da parte della società nel lanciarli. Io grazie al vivaio del Parma sono arrivato a giocare in serie A”.

Al Toro di Cimminelli ce n’erano tanti di giovani...

“Ma se avessero saputo che in 20 giorni ci sarebbe stato Cairo in molti sarebbero rimasti. Mantovani e Marchese, per esempio, miei compagni in Nazionale. Mi chiedono sempre di Toro. Ma anche tanti altri mi chiedono del Toro in questo periodo. C’è tanta curiosità intorno a noi”.

Nel giro della Nazionale ci sono anche due ex come Castellini (il giaguaro) e Serino Rampanti.

“E’ anche grazie a loro che sono qui. Mi hanno fatto una testa così per farmi venire al Toro. Sono loro che mi hanno consigliato di venire qui. Conoscevano le mie qualità, la piazza. Sapevano che sarebbe stata una grossa chance per me”.

Infine, De Biasi vuole 15 punti in queste ultime 5 gare del 2005. E Rosina?

"Naturalmente dico 15 anch’io. E’ giusto puntare al massimo”.

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