Sono parole da granata vero quelle con cui Paolino Pulici risponde alle domande della nostra intervista. L’eroe della Maratona dice la sua su tutto ciò che riguarda il Toro a 360 gradi: la prima squadra, l’avvenire, il Filadelfia e il settore giovanile e lo fa con la stessa decisione...

Sono parole da granata vero quelle con cui Paolino Pulici risponde alle domande della nostra intervista. L’eroe della Maratona dice la sua su tutto ciò che riguarda il Toro a 360 gradi: la prima squadra, l’avvenire, il Filadelfia e il settore giovanile e lo fa con la stessa decisione con cui, da giocatore, superava i difensori avversari.

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Buongiorno Signor Pulici: la classifica di serie A, in queste prime giornate, sorride al Toro, in quanto i granata hanno raccolto più di quanto ci si potesse aspettare all’inizio. Tuttavia è un risultato che forse nasconde qualche lacuna sotto il profilo del gioco e delle prestazioni, che ne pensa ?

Per ora, essendo il primo anno in A, conta solo fare punti e non giocare bene. L’obiettivo primario deve essere quello di stabilizzarsi nella categoria e dare vita ad un progetto con una certa costanza e una certa continuità per garantire al Torino un futuro migliore.

Il Toro ha la seconda miglior difesa del campionato dopo la Juventus capolista con un grande Gillet, mentre l’attacco è l’aspetto che preoccupa maggiormente per via della sterilità delle punte:lei che di goal se ne intende che medicina consiglia?

Per esperienza vi posso dire che segni solo se ci provi tanto; al giorno d’oggi non vengono fatti allenamenti specifici per far sì che chi tira trovi la condizione ottimale mentre ai miei tempi non ti insegnavano solo come entrare in area ma anche come calciare in porta in modo più pericoloso. Credo che nel calcio odierno si insista troppo sulla tattica e troppo poco sulla tecnica individuale mentre secondo me la prima viene di conseguenza rispetto alla seconda; gli schemi e tutte quelle diavolerie vanno bene ma non devono avere la priorità: se non sei bravo tecnicamente, non servono a nulla.

Lei prima parlava di progetto: crede che a Torino ci siano le basi per metterne in piedi uno, come sperano i tifosi, oppure si continuerà a fare su e giù tra A e B ?

Ora sono anche io un tifoso e non più un calciatore e, come tale, spero in un progetto: nessuno chiede di vincere lo scudetto tra due anni ma di rimanere in pianta stabile a metà classifica in serie A con onore e orgoglio e di vincere qualche partita importante.

A proposito dell’orgoglio: Ventura recentemente ha dichiarato che l’obiettivo è quello di far sì che ritorni ad esserci una stima reciproca tra tifosi e squadra, è d’accordo?

D’accordissimo: i tifosi devono tornare ad essere orgogliosi della squadra e a rappresentare il dodicesimo uomo in campo come era per noi, mentre ora non lo sono più e il Toro va meglio in trasferta che in casa.

Alla luce dei buoni risultati che sta ottenendo anche il settore giovanile, non sarebbe bello riavere il Fila come struttura che, oltre a consentire alla prima squadra di allenarsi come ai vostri tempi, ospiti anche le partite del vivaio?

Io l’ho sempre detto:per avviare un progetto vero è necessario creare un ambiente dove tutti si conoscano e, di conseguenza, si stimino, deve esserci una continuità non solo tecnica ma anche di idee e di passione tra giovanili e prima squadra. Ai nostri tempi per i giovani era un onore giocare con i grandi dopo aver vissuto con loro tutta la settimana e credo che, con una situazione di questo genere, al momento del suo impiego in prima squadra il ragazzino si senta più motivato e faccia una corsa in più: per fare goal o per evitare un contropiede avversario. Non è necessario che tutto questo venga fatto al Fila ma, ripeto, una struttura di questo tipo è fondamentale.

Grazie mille.

Grazie a voi e…Forza Toro!

Roberto Maccario

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