Nella puntata odierna di “Vista da voi” abbiamo voluto dare voce alla tifoseria granata della capitale, nella settimana che porterà al confronto tra granata e giallorossi nell’Olimpico romano. A parlare con Toro News è Massimiliano Perosino, uno dei soci più attivi del club “Fedelissimi Granata...
Nella puntata odierna di “Vista da voi” abbiamo voluto dare voce alla tifoseria granata della capitale, nella settimana che porterà al confronto tra granata e giallorossi nell’Olimpico romano. A parlare con Toro News è Massimiliano Perosino, uno dei soci più attivi del club “Fedelissimi Granata Roma 1971”.
Signor Perosino, come si diventa tifosi del Toro a Roma?
“E’ una passione trasmessami da mio padre, Piero Perosino, che è stato portiere della Primavera del Toro all’inizio degli anni Sessanta. Una passione che ho coltivato fin da bambino e che non mi ha mai abbandonato, anche nei momenti più difficili della squadra granata. Ho seguito il Toro ovunque, anche a Licata e Castel di Sangro; l'altra faccia della medaglia sono state, ovviamente, le trasferte a Madrid ed Amsterdam. Essere del Toro a Roma non è facile, dato che in città ci sono due squadre che vantano un grande seguito, oltre, ovviamente, a un po’ di tifosi a strisce, che come in ogni altra città non mancano mai. Devo dire, comunque, che il Torino generalmente suscita simpatia anche presso i tifosi delle altre squadre”.
Sarà all’Olimpico a tifare per la squadra di Ventura?
“Ovviamente ci sarò, sono andato a comprare il biglietto oggi stesso. E ovviamente ero all’Olimpico anche quando i granata sono venuti a giocare contro la Lazio. A quella partita, purtroppo, è legato un aneddoto un po’ sgradevole”.
Può spiegarci meglio?
“Quando la squadra era ad allenarsi al centro della Borghesiana, io mi trovavo fuori dai cancelli insieme ad altri tifosi, compresi alcuni bambini che volevano solamente incontrare i propri beniamini per un autografo, una foto o per farsi firmare la maglia. Purtroppo i cancelli non ci sono stati aperti e quando sono riuscito a parlare con qualche dirigente della società, Petrachi mi ha spiegato che quelle erano le disposizioni per timore che si infiltrasse qualche osservatore del Napoli, contro il quale i granata dovevano giocare la partita successiva. A me è capitato di seguire il Toro anche nei momenti d’oro, come ai tempi della finale di Coppa Uefa e devo dire che non si è mai verificato un episodio simile. Per fortuna, quando i giocatori se ne sono accorti sono dimostrati tutti molto disponibili e anche Ventura mi è apparso molto dispiaciuto”.
Tornando al Toro, è soddisfatto del campionato che sta facendo la squadra di Ventura?
“Apprezzo molto il fatto che Ventura sia riuscito a ricreare un po’ dello spirito Toro. L’unica pecca è in attacco. A parte Bianchi, non abbiamo un vero bomber in grado di scardinare le reti avversarie e questo costituisce un limite, specie per le partite in casa. Sono dispiaciuto che la società non abbia scelto di confermare almeno uno fra Antenucci ed Ebagua e mi auguro che Ventura possa concedere un po’ di fiducia a Diop. E’ nella storia del Toro lanciare i giovani e poi non mi sembra che le alternative siano poi di primissimo livello”.
Si sente di fare un pronostico per la gara di lunedì sera?
“Sicuramente sarà una partita con dei gol, perché entrambi gli allenatori hanno una spiccata vocazione offensiva. Troveremo una Roma ferita dalla sconfitta nel derby, ma il Toro dovrà giocare senza timori reverenziali, come i granata hanno fatto sia contro la Lazio che nella partita successiva in casa del Napoli”.
Giovanni Rolle
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