L’ex portiere granata Stefano Sorrentino è stato l’ultimo numero uno a difendere la porta del fu Torino Calcio 1906.

L’ex portiere granata Stefano Sorrentino è stato l’ultimo numero uno a difendere la porta del fu Torino Calcio 1906. La sua cessione, avvenuta subito dopo la promozione in A, aprì di fatto i tanti dubbi legati al futuro del Toro di Cimminelli, che fallì un mese dopo. Sorrentino è ancora all’Aek Atene, nonostante si sia parlato spesso di un suo ritorno in Italia, ma le voci sono rimaste tali. Come nacque la proposta greca, un po’ insolita per la verità? “L’ex direttore sportivo dell’AEK, Ilija Ivic, è stato mio compagno al Toro nel 98/99 e mi conosceva”, risponde dalla lontana Atene Sorrentino. “Così, quando hanno avuto l’esigenza di un nuovo portiere, si sono rivolti al Torino per acquistarmi. Tutto sommato mi intrigava un’esperienza straniera, tra l’altro con una compagine blasonata che mi avrebbe garantito di disputare la Coppa Uefa”.

194a14e6fd831ef77e5951c5830bb5f3.jpg

L’ambientamento non è stato tra i più facili: “In effetti è stato complicato. E’ una cultura molto diversa e Atene è una città super caotica. Momenti difficili ce ne sono stati, ma li ho superati in famiglia, grazie all’aiuto di mia moglie e della mia bambina di un anno e mezzo”. Difficoltà di dialogo anche con i compagni, come racconta il portiere: “Oltre alla lingua c’è anche il problema che in rosa ci sono tantissimi stranieri, brasiliani, argentini, serbi, finlandesi, l’allenatore è spagnolo e c’è un traduttore per i greci. Che dire, viviamo una certa confusione”. Dell’Italia gli manca il contatto con gli amici: “Per fortuna ci sono i telefoni e sono in costante contatto con alcuni ex compagni del Toro, come Balzaretti, Pesaresi e Mezzano, che sento regolarmente e mi tengono aggiornato. Nonostante la lontananza siamo molto legati”.

Se Cairo fosse arrivato prima avrebbe avuto qualche chance al Toro? “Probabilmente sì. Il Toro era la mia casa e Torino è la mia città. In granata posso contare più di 100 presenze e credo di aver lasciato un buon ricordo. Le emozioni che ho vissuto con quella maglia non le dimenticherò mai. Quegli attimi rimarranno indelebili, così come il prestigio del Toro. Anche qui in Grecia il Torino è tra le squadre italiane più conosciute ed apprezzate. E’ chiaro, se il Toro mi chiamasse sarebbe la mia priorità”. La Grecia soffre anch’essa molta violenza nel calcio: “La situazione è delicata, l’anno scorso abbiamo giocato diverse partite a porte chiuse per le intemperanze dei nostri tifosi. Qui ci sono sempre partite ad alta tensione: in tutto il campionato la capitale conta ben nove squadre, quindi sono praticamente tutti derby e molto, molto sentiti”.

(Intervista pubblicata per gentile concessione di Calcio 2000)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti