Opinionista, telecronista, grande esperto di calcio internazionale e voce di Sportitalia per quanto riguarda il campionato argentino, Stefano Borghi è anche un grande amico di TN. Con lui abbiamo parlato del Toro e del mercato che verrà.   Ciao Stefano, come giudichi, giunti ad una...

Opinionista, telecronista, grande esperto di calcio internazionale e voce di Sportitalia per quanto riguarda il campionato argentino, Stefano Borghi è anche un grande amico di TN. Con lui abbiamo parlato del Toro e del mercato che verrà.

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Ciao Stefano, come giudichi, giunti ad una giornata dal termine del girone d’andata, i risultati fin qui ottenuti dal Toro?

Dal punto di vista concreto, quello dei punti, ritengo che il Torino sia stato molto soddisfacente: 19 punti non sono pochi e credo che non ci si potesse aspettare di più, addirittura molti giocatori sono andati oltre le proprie capacità.

Gran parte del merito va a Ventura, capace di lavorare bene con il gruppo dello scorso anno e di farlo crescere, non credi?

Sono assolutamente d’accordo, Ventura è il fautore di tutto quanto di buono si è visto fin qui e, con la sua filosofia e capacità di gestione, ha saputo portare i granata nelle zone tranquille della classifica. Il suo merito più grande è quello di aver migliorato tutti i giocatori a sua disposizione: penso a Glik, a Basha, a Darmian, allo stesso Bianchi, che con lui si è evoluto tantissimo a livello tattico. A volte il Mister mette in mostra qualche integralismo di troppo ma sono convinto che, per quanto fatto in questo anno e mezzo, i tifosi debbano fare un monumento a Ventura.

Si pensava che l’infortunio di Ogbonna potesse essere una grossa tegola per il Toro, invece il suo sostituto, Rodriguez, ha dimostrato di essere pienamente all’altezza: sorpreso dal “Pelado”?

No, per me non è una sorpresa perché lo conoscevo: ha giocato in due dei club più gloriosi del mondo come l’Independente e il Penarol e ha disputato una finale di Libertadores nel 2010. Sono contento che a Torino abbia fatto bene e si sia dimostrato adatto alla A. Ovviamente Ogbonna è un giocatore difficile da rimpiazzare ma lui e Glik, che dopo l’espulsione nel derby è stato, e non mi stancherò mai di dirlo, criminalizzato, hanno dato un apporto grandissimo.

Dal mercato cosa ti aspetti? Quali sono le zone del campo in cui bisogna agire con maggiore urgenza?

Servono assolutamente tre acquisti: un terzino sinistro, visto che il Toro ne ha tre ma solo Masiello, ricomparso nell’ultimo match con il Chievo, ha giocato e per altro sporadicamente, un centrocampista centrale da affiancare a Gazzi, con Basha, Vives e Brighi come alternative, e una seconda punta, di cui c’è bisogno come il pane. Tuttavia devono arrivare solo innesti da serie A, in grado di dare maggiore qualità alla rosa anche a costo di fare uno sforzo economico, per comprare tanto per fare allora meglio continuare a puntare sul gruppo.

Secondo te verranno davvero fatti innesti di qualità o no?

Sinceramente non sono molto ottimista a riguardo: se si volevano fare investimenti importanti a livello economico si facevano a giugno, a gennaio puoi prendere più che altro giocatori in esubero da altre squadre.

Nella prossima partita il Torino farà visita al Catania, una società che negli ultimi tempi ha operato molto bene sul mercato internazionale, specialmente su quello sudamericano ed argentino, portando in Italia elementi interessantissimi, ultimo dei quali Castro. Il Toro si sta muovendo in questo senso? Come migliorare l’area scouting?

A Catania questa continua scoperta di talenti è diventata ormai un modo di vivere: non era facile tenere in vita il progetto iniziato da Lo Monaco, difenderlo e svilupparlo, invece gli etnei hanno continuato a lavorare molto bene. A Torino c’è una figura importante tra gli osservatori come quella di Antonio D’Ottavio ma si tratta di una risorsa a mio avviso troppo poco sfruttata. Stiamo parlando di un grande esperto di calcio internazionale e di un professionista molto serio che potrebbe dare un aiuto enorme. Quindi una base e una struttura sono già presenti ma bisogna valutare qual è il piano strategico di investimento e soprattutto capire se davvero esiste questo famoso progetto. Scovare talenti non è un’ impresa titanica e al giorno d’oggi è facile avere un controllo quasi totale sul mondo del calcio grazie ad internet e al grande accesso alle risorse. Il segreto è tutto qui: bisogna guardare tante partite, se le guardi riesci a visionare i giocatori, se non le guardi non ci riesci.

Roberto Maccario

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