di Igor StasiMassimo Taibi è stato il portiere dell’ultima promozione in Serie A del primo Toro di Cairo, ma è stato anche estremo difensore dell’Ascoli, quindi quella di stasera è una partita tra due sue ex squadre che gli ricordano esperienze importanti anche se sicuramente diverse.Massimo Taibi lei ha vestito la maglia dell’Ascoli...

di Igor Stasi


Massimo Taibi è stato il portiere dell’ultima promozione in Serie A del primo Toro di Cairo, ma è stato anche estremo difensore dell’Ascoli, quindi quella di stasera è una partita tra due sue ex squadre che gli ricordano esperienze importanti anche se sicuramente diverse.

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Massimo Taibi lei ha vestito la maglia dell’Ascoli dal 2007 al 2009 quando ha deciso di chiudere la sua carriera di calciatore. Come ricorda questa esperienza?

La ricordo discretamente bene, certamente sono stati anni un po’ complicati perché ho incontrato ad Ascoli alcune difficoltà, tutto il contrario della mia esperienza a Torino sicuramente esaltante e dove mi sono trovato divinamente.


Quella in maglia granata è stata certamente un’ esperienza difficile da dimenticare…


E’ stato l’anno della promozione in Serie A, il primo anno di Cairo contraddistinto da un entusiasmo incredibile. Quei 60.000 spettatori alla finale contro il Mantova, sono stati semplicemente straordinari e indimenticabili.


Come giudica dall’esterno il campionato di quest’anno delle sue due ex-squadre?


L’Ascoli sta facendo un buon campionato, è una buona squadra che sta rispettando le aspettative di inizio stagione, nonostante forse abbiano perso qualche punto durante il cammino. Il Torino ora sta facendo discretamente bene, tutti ci aspettavamo che avrebbe ammazzato il campionato, ma nonostante tutto quello che è successo la sua stagione non è certo da buttare via è ancora in piena lotta per i play-off. Insomma non lo vedo così male come tanti vogliono far sembrare in questi ultimi tempi.


Secondo lei la rivoluzione nel mercato di gennaio del Torino è riuscita ad invertire la tendenza negativa di inizio stagione?


All’inizio del campionato tutti dicevamo che era una grandissima squadra che doveva promuoversi senza nessun problema, ma evidentemente non è stato così e ancora una volta vi è stata la dimostrazione che i nomi non fanno vincere i campionati. A gennaio sono stati mandati via giocatori forti, per prenderne degli altri di categoria, più adatti a questo campionato, dando quindi una giusta quadratura alla squadra.


Quindi il Toro è ancora in corsa per tornare in Serie A?


Assolutamente sì, ci sono ancora tante partite da giocare e loro sono lì.


Guardando invece la situazione societaria del Toro, e la volontà espressa dal Presidente Cairo di vendere, lei che ha fatto parte della prima squadra di questa presidenza cosa ne pensa?


Il Toro purtroppo ha sempre questi problemi, ogni anno ci sono sempre le voci di un cambiamento di società alle porte, cosa che sicuramente alimenta un po’ di problemi nell’ambiente. Io personalmente non credo che Cairo voglia vendere, anche perché il Presidente ha investito molti soldi nella società. Certamente ha sbagliato nella scelta di acquistare certi giocatori, ma non si può certo dire che non abbia speso molti soldi.


Di cosa si sta occupando attualmente? E’ riuscito a diventare preparatori dei portieri?

No non sono un preparatore, ma ora sto lavorando come Direttore Generale della Rubierese squadra della Provincia di Reggio Emilia dove mi occupo della gestione tecnica della Società e delle squadre giovanili

Un pronostico per la partita di stasera?


E’ difficile fare pronostici ma vedo leggermente favorito il Torino anche se deve fare attenzione perché l’Ascoli fuori casa gioca sempre bene.

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