di Paolo Morelli «Una parentesi di sei mesi nel Siena, al Toro direi ben più di una parentesi». Esordisce così Daniele Delli Carri, ex difensore granata ora direttore sportivo della Renato Curi. Al Toro un andirivieni fra il '90 e il '94, con qualche prestito qua e là e solo sei presenze in granata. Poi il ritorno nel 2000 per mettere insieme 87 presenze (e due...

di Paolo Morelli

«Una parentesi di sei mesi nel Siena, al Toro direi ben più di una parentesi». Esordisce così Daniele Delli Carri, ex difensore granata ora direttore sportivo della Renato Curi. Al Toro un andirivieni fra il '90 e il '94, con qualche prestito qua e là e solo sei presenze in granata. Poi il ritorno nel 2000 per mettere insieme 87 presenze (e due reti) fino al 2003. Subito dopo, quei sei mesi al Siena, con 15 partite giocate. Partiamo da lì.

«Sono stati sei mesi di grande spessore - racconta Delli Carri - e mi sono trovato benissimo. Era una città che veniva dalla serie B, ed avevo un bel rapporto con l'ex presidente De Luca, ora scomparso. Mi sono trovato bene sia come ambiente che come squadra. Non c'era però molto feeling con Papadopulo, cosa che poi mi spinse ad andare alla Fiorentina. Naturalmente col tecnico ora è tutto chiarito». Era il Siena che conosceva la serie A per la prima volta. «Il ricordo più bello? La vittoria in casa per 3-0 contro la Lazio, forse una delle partite più belle di quella stagione».

Ma passiamo al Toro, il grande amore che non si dimentica. «Purtroppo a volte sembra di fare retorica - spiega Delli Carri - ma non è così. Sono legato a tantissimi ricordi col Toro, e già dal primo anno in granata avevo capito quanto fosse importante quella maglia, mi bastarono sei mesi». L'ex granata difende la squadra attuale. «Sono convinto che i calciatori di adesso - dichiara - conoscano il valore della maglia che indossano. Il discorso del passato può incutere timore, ma credo che fondamentalmente sia un piacere e uno stimolo a far bene. Per me è sempre stato così». Poi l'ex difensore racconta di esser venuto recentemente a Torino per vedere la gara con il Catania. «La gente mi diceva di tornare più spesso - racconta con piacere -. Ogni volta che vengo a Torino mi trovo sempre lì a ricordare, ed è un dispiacere vedere la squadra con l'acqua alla gola».

Delli Carri è molto ottimista per il futuro, e crede nella salvezza del Toro. «Sono convinto che qualcosa di positivo arriverà - confessa - e credo che col Siena sarà una partita decisiva in chiave salvezza. Loro sono una squadra molto competitiva, ma secondo me il Toro ha dato dei segnali incoraggianti nella partita col Catania». Secondo lui, la pressione non influisce negativamente. «Io vedo serenità - spiega - e il 5-1 col Milan non fa testo. La squadra sa che sta affrontando un momento importante, deve guardare sempre avanti e fare i punti». L'ex granata punta sull'aspetto caratteriale. «Il Toro - insiste - deve metterci il cuore. Per me è determinante perché l'ho vissuto personalmente. E poi la storia granata dice che questa squadra deve sempre gettare il cuore oltre l'ostacolo». Parole sante.

f312e24d3745bb231bdc7c3843e3bbd4.jpg

Foto: gazzetta.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti