di Davide Agazzi - Una sessantina di presenze con la maglia del Toro, la prima promozione dell’era Cairo, poi le stagioni al Lecce e al Como. L’anno scorso, in Lombardia, è stata, a suo dire, ‘’la migliore stagione degli ultimi anni’’. Ora, Andrea Ardito, guarda al futuro, in bilico tra il finale di carriera da calciatore ed un sogno, quello di potersi sederse su qualche panchina. Lo abbiamo...

di Davide Agazzi - Una sessantina di presenze con la maglia del Toro, la prima promozione dell’era Cairo, poi le stagioni al Lecce e al Como. L’anno scorso, in Lombardia, è stata, a suo dire, ‘’la migliore stagione degli ultimi anni’’. Ora, Andrea Ardito, guarda al futuro, in bilico tra il finale di carriera da calciatore ed un sogno, quello di potersi sederse su qualche panchina. Lo abbiamo intervistato, in esclusiva per Toro News, per farci raccontare del suo presente, ma soprattutto per avere la sua opinione sul Toro di Giampiero Ventura.

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Dal 2009 al Como, dopo Siena, Torino e Lecce. C’è ancora la Lombardia nel futuro di Andrea Ardito?
Ho ancora un anno di contratto, credo che rimarrò qui. Nel calcio non si sa mai cosa può succedere, ma a Como mi sono trovato veramente bene. Ormai ho una certa età, finchè sto bene vorrò giocare a calcio, poi mi piacerebbe tanto sedermi su qualche panchina.

Pescara, Sampdoria e Torino. Tre promozioni diverse, quale la più sorprendente?
Sicuramente il Pescara. E’ stata la vera rivelazione del campionato, ha mostrato un calcio davvero spettacolare con tanti giocatori giovani. La Samp era favoritissima ad inizio anno, poi a gennaio non ci avrei scommesso un euro. Ha fatto veramente una grande rimonta, sfatando il tabù del terzo posto. Infine, il Toro. Era assurdo che i granata giocassero in Serie B. Hanno cambiato rotta, costruito una squadra meno spettacolare di altri anni, ma adatta alla categoria, con grande merito di Ventura.

Ora il Toro guarda alla Serie A. Che cosa bisogna cambiare e cosa bisogna tenere?
Sicuramente bisogna cambiare un po’ la mentalità, perché la A è un campionato molto diverso. Poi, secondo me, dopo una promozione così ampiamente meritata sarebbe giusto mantenere l’ossatura dello scorso torneo. Diverse squadre hanno dimostrato che durante il primo anno di A non è necessario stravolgere l’organico per fare una buona stagione.

In mezzo però c’è il mercato. Gazzi, Brighi, Silva e Rodriguez sono i nomi giusti per il nuovo centrocampo? Servirà il famoso regista?
Credo di si, sono dei buoni giocatori, che dovranno essere integrati con quelli già presenti in rosa. In Serie A servono giocatori completi. In mezzo al campo servirà sicuramente un giocatore capace di impostare l’azione, uno come Almiron non sarebbe affatto male.

Infine, domanda sui due giocatori simbolo di questi anni, Bianchi ed Ogbonna. Dove il loro futuro?
Sono due discorsi diversi. Bianchi è un giocatore maturo, ha già dato tanto al Toro e ha già provato la Serie A a diversi livelli. Credo che se arriverà l’offerta giusta lascerà la fascia di capitano. Ogbonna è una delle promesse del nostro calcio, secondo me farebbe bene a seguire Ventura in questa stagione, ma immagino quanto sia difficile rifiutare l’offerta di un grande club.

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