Gian Piero Ventura: il Torino ed un lustro dal sapore di rinascita

Gian Piero Ventura: il Torino ed un lustro dal sapore di rinascita

Figurine / Dalla Serie B all’Europa League e non soltanto: 71 anni oggi per il CT della Nazionale, il cui nome resta indissolubilmente legato al granata

di Redazione Toro News
Ventura in Torino-Milan Toro

Spegne oggi 71 candeline uno dei pilastri della recente storia del Torino, un personaggio controverso e spesso dibattuto ma che senza dubbio ha legato il proprio nome in maniera indissolubile alla compagine granata e non soltanto, contribuendo in larga parte anche all’attuale assetto societario. Giampiero Ventura approda al Torino nell’estate 2011, dopo una lunga trafila cominciata nel 1976 che lo porta a guidare nel corso degli anni Albenga, Rapallo Ruentes, Entella, Spezia, Centese, Pistoiese, Giarre, Venezia, Lecce, Cagliari, Sampdoria, Udinese, Napoli, Messina, Verona, Pisa e Bari. Una lunga gavetta nelle serie minori, una carriera in crescendo sino ad arrivare alla Serie A ed al miracolo sportivo con i Galletti alla guida dei quali firma il record di punti della squadra nel massimo campionato. Arriva all’ombra della Mole grazie all’ex giocatore ed amico Gianluca Petrachi, che consiglia proprio lui al presidente Cairo per risollevare la squadra reduce da una stagione pessima in Serie B.

Ventura rivoluziona ogni aspetto del Torino, a partire dalla ritrovata e crescente solidità societaria per arrivare alla filosofia di gioco ed ai conseguenti risultati sul campo: al termine della prima stagione centra l’obiettivo promozione, riportando così i granata in Serie A, e l’anno successivo firma la salvezza. Nel 2013/2014 poi, il progetto cresce sempre più ed al termine del campionato il Torino è settimo in classifica, risultato che unito alla squalifica del Parma sesto permette ai granata di riassaporare il sapore delle serate europee con la partecipazione all’Europa League. Progetto che prosegue nelle due annate successive, l’ultima inferiore alle aspettative, con l’inserimento in rosa di alcuni dei maggiori talenti italiani emergenti nel panorama calcistico nazionale. Un lustro fatto di vittorie, critiche, soddisfazioni e rimpianti, ma senza dubbio prima d’ogni cosa di fatti: se il Torino è rinato sotto tutti gli aspetti, grande parte del merito spetta proprio a Giampiero Ventura.

Derby

Nel corso degli anni porta dunque il Torino a tagliare nuovamente traguardi insperati e vivere emozioni che ormai combaciavano solamente con i ricordi: la gioia di trionfare contro le big, l’inebriante sensazione di ritrovare il successo nel Derby della Mole. Al termine della quinta stagione, con un progetto avviato ed altri non indifferenti record frantumati (oltre al essersi aggiudicato per distacco la palma di tecnico più longevo dell’era Cairo, il ligure ha anche superato due colossi come Emiliano Mondonico e Gigi Radice in numero di panchine consecutive alla guida dei granata: 217) arriva l’occasione di una vita, troppo golosa per potervi rinunciare e troppo importante per coronare una carriera in crescendo: la chiamata della Nazionale italiana. Un’avventura che si è rivelata un’enorme disfatta, così come la breve esperienza sulla panchina del Chievo.

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  1. Maroso - 6 mesi fa

    Grazie Mister, il tempo è Galantuomo.
    FVCG

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  2. Forvecuor87 - 6 mesi fa

    Sempre grato ad una persona che al Toro ha fatto solo bene.

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  3. Kieft - 6 mesi fa

    Ci ha presi in serie B fuori dai play off e ci ha portato in Europa! veniva contestato perché teneva in panchina Sansone e Bellomo che dovevano essere fenomeni ….chi se li ricorda? Hai dimenticato DAmbrosio, cerci immobile el kaoudduri belotti baselli Bruno perez….

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    1. iard68 - 6 mesi fa

      54 like più il mio… Finalmente un po’ di riconoscenza.

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  4. user-13780428 - 6 mesi fa

    Se non altro per qualche tempo abbiamo visto un bel toro, la crescita di giovani come darmian e benassi, la valorizzazione di altri come glick, etc. Grazie mister

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