Mauro Tarasco: “Serve conoscere il valore della nostra maglia”

Un tifoso del Toro vero, uno di quelli che si porta dietro la grinta e la tenacia del tremendismo.

di Matteo Baricco

Ho fatto due chiacchiere con Mauro Tarasco, Direttore Sportivo del Torino FD, l’uomo che vuole un Toro orgoglioso, organizzato e vincente: “Sono stato colto da un ictus emorragico celebrale nell’Agosto 2010, ma subito dopo la convalescenza ho tentato di tornare a giocare a calcio. Purtroppo, nonostante il Torino FD mi abbia offerto la possibilità, non sono riuscito a ricominciare come prima. Ero davvero arrabbiato per quello che mi era successo, finché il Presidente Claudio Girardi non mi ha chiesto di restare, proponendomi di affiancare l’allenatore Mottura e dare una mano in Società. Ho risposto subito si”.

E da allora non vi siete più mollati!
Il Torino FD è più di una squadra, è una realtà che ti permette di conoscere il valore delle esperienze che vivi e, se dovessi stilare un bilancio, quello che ho imparato è infinitamente superiore a quello che ho dato. Per me è come una seconda pelle e cerco di aiutare dando una mano nelle convocazioni, nella preparazione atletica e cercando di trasmettere ai giocatori cosa significhi essere del Toro: portiamo una maglia importante e non possiamo sfigurare facendoci prendere dall’agonismo.

Però volete sempre vincere…
Certo! Ogni volta che giochiamo l’obiettivo è portare a casa il trofeo, ma serve farlo con il sudore e il rispetto per l’avversario. Ho allenato per tanti anni squadre dilettantistiche e non appena sono entrato nel Torino FD ho capito che tutto quello che avevo vissuto fino ad allora non era calcio: genitori arrabbiati, insulti, scorrettezze … c’era di tutto. Sembra scontato, ma il Calcio è davvero tutta una questione di soldi e la passione diventa sempre più marginale.

La passione però non garantisce al Calcio Disabili di decollare, giusto?
Proprio perché non ci sono i soldi! Purtroppo dobbiamo inseguire annualmente sponsorizzazioni che ci permettano di andare avanti e talvolta dobbiamo anche autotassarci per le trasferte. Noi siamo una realtà fortunata perché abbiamo il supporto del Torino FC, ma il Calcio Disabili stenta a decollare in tutta Italia per mancanza di visibilità e fondi.

La visibilità potrebbe arrivare con la partecipazione della nazionale a Rio 2015, ci sono novità?
Si! Quattro dei nostri sono convocati per il ritiro di Coverciano del 4-5-6 aprile. Girardi, Braglia, Pavanati e Zecchini saranno l’avamposto granata tra gli azzurri e facciamo tutti il tifo per loro.

E quali sono i prossimi appuntamenti del Toro FD?
Il 7 aprile saremo a Modena per una partita di Calcio a 11, mentre il 12-13 aprile andremo a Castellarano per un torneo di calcio a 5 con il nostro Secondo Livello.

Il Secondo Livello è una novità del 2013, sta funzionando?
È una grande esperienza perché ci permette di far giocare un numero sempre maggiore di giocatori in sempre più competizioni. Purtroppo non abbiamo troppa continuità negli allenamenti e proprio i ragazzi del secondo livello avrebbero bisogno di più momenti dove imparare come ci si muove in campo. A parte questo stiamo vincendo un po’ ovunque, sintomo che ci abbiamo visto giusto.

Ultima domanda: cosa speri per il Torino FC?
Che continui a valorizzare la Primavera: stanno andando forte e potrebbero darci delle belle soddisfazioni. Il Toro ha sempre avuto un settore giovanile invidiabile e ripartire da lì potrebbe ridarci un po’ di quell’orgoglio smarrito negli ultimi anni. Anche noi vorremmo aprire una scuola calcio per disabili under 18, ma di questo parliamo la prossima volta”

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