Il protagonismo di Ilkhan, il ruolo di Njie, il riscatto di Anjorin e lo stadio: cosa ne pensano i Toro Club delle ultime in casa granata?
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Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Mauro Barberis (vicepresidente Toro Club Almese), Giuliano Barossi (presidente Toro Club Villanova d'Asti) e Gianpiero Audisio (vicepresidente Toro Club Taxi and Friends). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.
Ilkhan titolare ha cambiato il gioco del Toro: affidarsi a lui nelle ultime 4?
Barberis: "Assolutamente sì, a me piace Ilkhan molto più degli altri centrocampisti. Sono convinto che si dovesse puntare su di lui anche prima e che sia stato abbastanza trascurato dalla società. Per il centrocampo della prossima stagione, bisognerà capire che tipo di gioco si vorrà fare, se Cairo vorrà rivoluzionare la squadra o potenziarla. Non è importante riscattare Prati, ma molto di più Obrador, anche se la cifra di riscatto è di 9 milioni. Con le noccioline non si fa il mercato. I giocatori, oggigiorno, costano e quindi, per fare una squadra decente, bisognerà mettere mano al portafoglio".
Barossi: "Secondo me sì, è un ragazzo con ottime qualità. Sa attaccare e sa difendere, riesce anche a proporre un buon gioco e crea spazio ai compagni. Io lo farei giocare sempre. Forse prima non era tanto in forma con D'Aversa oppure una scelta tecnica, perché quando entra io vedi che sta sempre bene. Mentre con Baroni credo fosse una scelta sbagliata dell'allenatore, che non mi ha mai convinto e anche con Ilkhan non è mai riuscito a valorizzarlo".
Audisio: "La domanda è impegnativa, la situazione è quella che è. Io penso che si affideranno a lui perché non vedo alternative. Il problema è che in questa società è tutto così aleatorio che è difficile avere certezze. Ilkhan non ha concorrenti nel ruolo di regista. Perciò dico sì ma con disincanto".
D'Aversa ha cambiato le carte contro l'Inter con Marianucci e Njie sulla corsia destra: spazio a loro e questo modulo nel finale di campionato?
Barberis: "È stata più che altro una mossa disperata, perché la fascia destra non funzionava. Coco, nelle ultime partite, ha fatto diversi errori e perso la concentrazione, ed è il suo più grande difetto. D’Aversa è riuscito a rimediare, ma non è che sia servito granché. Ci vogliono esterni che sappiano giocare se si vuole fare un 3-5-2. A me Pedersen piace: è uno che corre tanto ma crossa male, e se imparasse a crossare sarebbe forte. Mentre Lazaro lasciamolo pure partire, ha fatto il suo tempo al Torino".
Barossi: "Io direi di provarli, li abbiamo e dobbiamo provarli. Ormai i giochi sono fatti, bisogna solo cercare di finire in maniera dignitosa la stagione. Purtroppo gli errori sono stati fatti prima. Se Baroni fosse stato esonerato prima di Natale avremmo un bel po' di punti in più. Purtroppo abbiamo sbagliato tutto prima: quando si va in ritiro la squadra deve essere completa e invece come sempre da anni manca un progetto".
Audisio: "Potrei dire di sì visti i risultati contro l'Inter. Francamente Marianucci non mi sembra tutto questo giocatore brillante. Njie ha scardinato, se vogliamo, la difesa dell'Inter, l'ha messa in difficoltà. Anche qui, è un sì ma senza entusiasmo. Non abbiamo scoperto Mbappé o Neymar, ecco".
Con la salvezza matematica sono arrivati due riscatti obbligatori: Kulenovic e Anjorin. Secondo voi il Toro può ripartire anche da loro nella prossima stagione?
Barberis: "Da Anjorin no, mentre per Kulenovic bisogna capire cosa si farà con le punte. Quest’anno possiamo ringraziare che Simeone stia segnando, ma se questi dovessero andare via il prossimo anno saremo di nuovo senza punte. Kulenovic è un buon rincalzo. Anjorin non mi piace proprio, non bisognava nemmeno prenderlo. È una scelta di Vagnati, che secondo me non ha mai davvero fatto mercato: ha speso tanti soldi inutilmente".
Barossi: "Kulenovic non lo vedo troppo adatto. Si può provare con Anjorin. Io, però, proverei innanzitutto a tenere Adams, Vlasic e Simeone. Se si vuole fare qualcosa bisogna ripartire da questi tre. Se tu cedi anche solo uno dei tre siamo di nuovo da capo e dobbiamo rifare tutto, ripartendo da zero e così non va bene".
Audisio: "Io credo che la risposta l'abbia data Petrachi. Dipende anche dalla stagione che vogliamo fare. Se l'obiettivo è sempre arrivare a metà classifica ci sta, un riscatto bisogna farlo. Due così sono quasi imprescindibili. Se si punta più in alto però bisogna mettere mano al portafoglio e mettere su un'altra squadra".
Cosa ne pensate della svolta stadio con il partenariato pubblico-privato?
Barberis: "Un presidente serio fa un programma, non va a cercare escamotage per fare le cose. Ma, visto che a Cairo importa poco del Torino, non so fino a che punto diventerà qualcosa di valido. Se si vuole fare qualcosa, la si fa nei tempi migliori. Ci ha messo una vita per fare il Robaldo, figuriamoci per rifare lo stadio. Anche Cairo ha fatto il suo tempo al Torino. Non c’è più niente di Toro dietro di noi, ha svenduto tutto".
Barossi: "Naturalmente sarebbe stato più bello se lo stato fosse stato acquistato e di proprietà. Anche perché qualora esistesse qualche acquirente interessato al Toro, con uno stadio di proprietà sarebbe più appetibile. Alla fine credo comunque che piuttosto che andare a giocare a Novara meglio giocare in casa nostra. Penso che Carretta abbia fatto il possibile per venirci incontro. Siamo sempre li che cerchiamo di tacconare, come si dice in gergo. All'ultimo Cairo cerca sempre di girare intorno alle cose e aggirare il problema. Lui ci ha permesso di continuare ad esistere ma con il Toro, però ci ha guadagnato tanto, senza dare molto in cambio. Al Toro servono persone che trasmettono la sua storia, che ci mettano il cuore e non solo per interesse. A me spiace soprattutto per i giovani che si affezionano a giocatori che poi dopo 1 o 2 anni vengono venduti. I giovani vanno preservati. Ritengo anche che il Toro sia un patrimonio che appartiene a noi tifosi, dobbiamo essere rispettati e le cose ci devono essere dette come stanno Se Cairo avesse fatto così sarebbe cambiato, ma adesso ricucire con la tifoseria è impossibile".
Audisio: "In realtà se parlassimo di altre situazioni, sarei entusiasta in un senso o nell'altro. Però c'è sempre di mezzo Cairo. Non possiamo prescindere dal fatto che abbiamo vinto un solo derby, dal fatto che siamo andati in Europa soltanto per demeriti altrui o dalla mancanza di soddisfazioni e gioie. Mi sembra che qualunque valutazione non possa fuggire da questa. La cosa sembra interessante ma rimane questa impossibilità di provare entusiasmo".
Interviste ai Toro Club a cura di Matteo Curreri, Andrea Novello e Davide Bonsignore
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