Torino-Spal, parola ai club: “Noi granata meritiamo di più!”

Torino-Spal, parola ai club: “Noi granata meritiamo di più!”

Toro-Ask-Club / Quattro domande a settimana sul match del week end precedente, dall’altra parte del microfono tre presidenti di tre Toro Club in giro per l’Italia

di Nicolò Muggianu

Quattro domande, tre pareri e un dibattito con in oggetto l’ultimo match di campionato. Nasce “Toro-Ask-Club”: il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Ogni settimana il parere di tre diversi presidenti di tre Toro Club sparsi in giro per l’Italia. Stavolta abbiamo scelto Marco Camerano (presidente Toro Club Leini), Massimo Barabini (presidente Torino Club Strina La Spezia) e Cristina Giachino (presidente Toro Club Toroinviaggio). Passione, competenza e senso critico: sono questi i tre ingredienti con cui apprestiamo a commentare Torino-Spal e non solo.

Il Torino chiude il suo 2019 con una sconfitta pesante contro la Spal: cosa non ha funzionato?

Camerano – Non hanno funzionato molte cose. Secondo me è stato sbagliato fare il cambio. Togliere  un centrocampista per inserire Zaza è stato azzardato. Lo stesso errore è stato commesso contro il Lecce. Per molti versi con gli Estensi è stata una sconfitta simile a quella contro i pugliesi.

Barabini – Direi che il problema viene da lontano, dal mercato estivo, dove troppo tardi sono arrivati i giocatori e soprattutto manca il giocatore in mezzo al campo che dia il tempo e la qualità, inoltre, una società a dir poco inesistente, che non ha saputo gestire i problemi sorti all’interno del gruppo e ultimo un mister con un gioco troppo rinunciatario, tolte poche partite, solo capace di non far giocare l’altra squadra, ma che poche volte ha imposto il gioco.

Giachino – Ci sono correnti di pensiero differenti. Ma per quanto mi riguarda penso che in questo momento il nostro ambiente sia in grande difficoltà. Per “ambiente” intendo anche la tifoseria, che è lo specchio di tutto il resto: una parte infatti è rimasta fuori, un’altra parte è entrata. Per me è un circolo vizioso, è diventato un cane che si morde la coda.

Tra le poche note positive c’è il ritorno di Belotti: giusto farlo giocare dal primo minuto al posto di Zaza?

Camerano – È stato giusto. Perché comunque Belotti è forte, ha qualità ed è il leader della squadra. Giusto che quando è a posto fisicamente giochi lui.

Barabini – Belotti dovrebbe giocare sempre, ma possibilmente nel suo ruolo principe, non ha i mezzi per allargarsi a destra o a sinistra per crossare a nessuno.

Giachino – Belotti è comunque un punto fermo. É giusto che abbia voglia di entrare subito in campo e che Mazzarri gli dia fiducia. Ma faccio parte di quella fetta di tifoseria che non darebbe via Zaza. Uno non esclude l’altro: è chiaro che nel momento in cui Belotti tornerà in piena froma, Zaza giocherà di meno, ma non sarebbe giusto sacrificarlo.

L’Europa League è ancora possibile o il Torino farebbe meglio a guardarsi le spalle?

Camerano –  L’Europa League è molto difficile. Negli ultimi 30 anni non ci siamo mai arrivati nelle prime sei posizioni, è difficile pensare che ci arriviamo questa stagione.

Barabini – Guardiamoci le spalle, ma visto la pochezza del nostro campionato uno spiraglio ci potrebbe ancora essere…

Giachino – Squadra e presidente devono puntare più in alto possibile. Non deve esistere l’idea che il campionato sia finito e che si debba puntare a salvarsi. Purtroppo, se si inculcasse un pensiero del genere nei giocatori verrebbe meno tutta la poesia del campionato. Siamo partiti partecipando a dei preliminari di Europa League e purtroppo ne siamo usciti. Il Wolverhampton però sta dimostrando di valere, se avessimo trovato altre squadre probabilmente saremmo andati avanti. La classifica non è corta come l’anno scorso, ma è anche vero che bastino due o tre partite sbagliate da altri e centrate da parte nostra, per rimettere tutto in discussione.

Il 2019 è ai titoli di coda. Qual è il suo bilancio per il 2019? E qual è il suo buono proposito per il 2020?

Camerano – Bene nella prima parte del 2019, abbiamo fatto il campionato con record di punti della storia dei 3 punti. Poi siamo calati. Il mio auspicio nel 2019 è qualche acquisto che ci faccia concludere bene il campionato. Qualche colpo di mercato che ci risollevi, non serve spendere troppo. Basta rinforzare la squadra.

Barabini – 2019 direi poco benevolo nei confronti del Toro auspico il 2020 con una nuova proprietà che sia innamorata dei valori granata, il Fila aperto ai tifosi e il progetto di un nuovo stadio, insomma una vera crescita, basta promesse, noi granata meritiamo di più.

Giachino – Si deve ripartire da tutto ciò che di buono si è fatto nel 2019 e dai punti fatti lo scorso campionato. Immagino sia stata la debacle in Europa League…è incomprensibile come la stessa squadra, teoricamente anche più forte dell’anno scorso visto l’arrivo di Verdi, non riesca a fare le stesse cose fatte nei primi 5 mesi del 2019. Mi auguro che da gennaio in poi la squadra torni a macinare punti e a riconquistare la piazza che comunque ha le sue ragioni.

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  1. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 mesi fa

    “La fortuna del presidente è la presenza di una frangia di tifosi che vive nel proprio solipsismo granata (quelli che non guardano la nazionale di calcio perché ci sono troppi gobbi; che apprezzano solo la “maglia sudata” in un calcio professionistico, in cui forse sarebbe preferibile un giocatore magari meno sudato ma più tecnico dei nostri centrocampisti; che apprezzano l’attuale presidenza perché non vogliono investimenti stranieri; che non guardano altro calcio perché esiste solo il Toro, ecc.). A costoro la vittoria rubacchiata di Genova va bene. Come se ambire ad un Toro diverso, in grado di competere ai massimi livelli non fosse espressione di un tifo vero” detto da torinista vero su questo sito…
    poi aggiungo….
    “Il Toro di Cairo è come una pianta di plastica, non muore mai ma mai fiorisce. Non ha bisogno di essere innaffiata, basta una spolveratina ogni tanto per farla apparire vera agli osservatori lontani o distratti. Accudirla non costa nulla anzi, c’è chi paga per vederla, convinto sia vera e, a volte, lo appare persino. Ti accorgi che è finta quando noti che non cresce, che la terra in cui è piantata è arida, che il padrone la usa come specchietto per le allodole. Però è un’imitazione fatta così bene che capiti attiri frotte di lombrichi” (Michele Monteleone, autore del libro “Orgoglio Granata”).

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  2. ddavide69 - 3 mesi fa

    Ma no, perché meritare di più..ci sono quelli che ti cazziano perché alzi la testa e pretendi ti si dia un po’ di dignità dopo decenni di mazzate . Semplicemente ti sei stancato di vedere sempre qualcuno con una storia neanche minimamente avvicinabile, e vorresti che la si smettesse di parlare e si cominciasse a fare e …magari con qualche risultato. Invece no , bisogna essere contenti di essere del toro e farsi prendere in giro oltre che dal proprietario anche dai tifosi delle altre squadre che a rotazione ti arrivano davanti…o anche le ultime in classifica che sempre più frequentemente riesumiamo. Ecco questi tifosi sedicenti veri, di vero c è che ce l hanno veramente piccolo…

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    1. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 mesi fa

      Tutto vero Santo Dio!

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      1. ddavide69 - 3 mesi fa

        Hanno veramente rotto la pelotas con questa storia che loro sarebbero le ‘anime pure’ , il cosiddetto metro di paragone che se nonbti va bene tutto allora non sei del Toro oppure sei mediocre. Ma la mediocrità e provincialismo sta proprio dietro a questo modo di porsi a mio giudizio. Non si può dire una parolaccia perché altrimenti sei maleducato ,se tuo figlio piange perché il toro ha perso allora sei un genitore che ha insegnato delle cose sbagliate. Questo deve essere il prototipo del tifoso del Toro? Mah io spero proprio di no

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        1. Iltorosiamonoi78 - 3 mesi fa

          E’ proprio cosi. Noi che abbiamo qualche anno in piu ci ricordiamo di qualcosa….ma i ragazzini di adesso come fanno a diventare del TORO. Mi spiace per loro

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        2. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 mesi fa

          Gente fucsia, non Granata. Questa gente fa il gioco di chi ci vuole far sparire e non se ne accorgono neppure. Se guardi al sito “accontentisti buonisti e perdonisti” li massacrano tutti i giorni su questo argomento. Da vedere.
          È un po’ lo stesso argomento del libro : storia di un’aquila che si credeva un pollo” di Antony De Mello. Bisogna accontentarsi, potrebbe essere peggio,non rischiamo etc etc… per carita’

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          1. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 3 mesi fa

            “La fortuna del presidente è la presenza di una frangia di tifosi che vive nel proprio solipsismo granata (quelli che non guardano la nazionale di calcio perché ci sono troppi gobbi; che apprezzano solo la “maglia sudata” in un calcio professionistico, in cui forse sarebbe preferibile un giocatore magari meno sudato ma più tecnico dei nostri centrocampisti; che apprezzano l’attuale presidenza perché non vogliono investimenti stranieri; che non guardano altro calcio perché esiste solo il Toro, ecc.). A costoro la vittoria rubacchiata di Genova va bene. Come se ambire ad un Toro diverso, in grado di competere ai massimi livelli non fosse espressione di un tifo vero” detto da torinista vero su questo sito…
            poi aggiungo….
            “Il Toro di Cairo è come una pianta di plastica, non muore mai ma mai fiorisce. Non ha bisogno di essere innaffiata, basta una spolveratina ogni tanto per farla apparire vera agli osservatori lontani o distratti. Accudirla non costa nulla anzi, c’è chi paga per vederla, convinto sia vera e, a volte, lo appare persino. Ti accorgi che è finta quando noti che non cresce, che la terra in cui è piantata è arida, che il padrone la usa come specchietto per le allodole. Però è un’imitazione fatta così bene che capiti attiri frotte di lombrichi” (Michele Monteleone, autore del libro “Orgoglio Granata”).

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