La stagione, il cambio D'Aversa-Baroni, la contestazione: opinioni dal Fila
Da quattro mesi il Filadelfia non apriva le porte ai tifosi. Lo ha fatto per la prima volta da quando c'è D'Aversa ieri nel primo pomeriggio ospitandoli dopo la vittoria sul Parma. I granata sono stati accolti dagli applausi, sostenuti sugli spalti dai tifosi che hanno presenziato alla sessione di allenamento a porte aperte, 700 in totale. Il clima è stato disteso, di sostegno alla squadra e anche a D'Aversa con applausi a più riprese, ricambiati dai giocatori a fine sessione.
Torino, l'allenamento a porte aperte come occasione di confronto: la contestazione
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L'allenamento a porte aperte è stato anche l'occasione di confronto sui temi caldi in casa granata. "Se i tifosi vogliono contestare il presidente, possono farlo. La maglia però va sempre protetta - esordisce uno di loro -. Sono cinquant'anni che vado a vedere il Toro, i presidenti vanno e vengono. Ne saranno cambiati sette o otto, tolto Pianelli non è che ho visto grandi cose". Risponde un altro in merito alla contestazione: "La squadra va sempre sostenuta. In questo momento qui invece la contestazione si sta trasformando quasi in un odio personale e non va bene. Allo stadio si va per la maglia, per il Torino, perché il Torino non muore mai". Un terzo: "I tifosi che sono fuori dallo stadio per me non sono tifosi". Su questo tema il primo prende la parola ribattendo: "Lo sono alla loro maniera. Secondo me se c'è qualcuno che compra, Cairo vende ma non regala...". E un ultimo infine: "Il presidente diceva che quando i tifosi non l'avrebbero voluto, sarebbe andato via ma è ancora qui. C'è da trovare però chi prende... Contestazione? Se si vuole andare avanti che si vada avanti però se voglio entrare, io entro".