Il punto sullo stadio del Torino e della manifestazione di interesse

La questione legata allo Stadio Olimpico Grande Torino ha avuto evoluzioni importanti negli ultimi giorni. Il Torino FC ha infatti formalizzato una manifestazione di interesse preliminare nei confronti della Città di Torino per un partenariato pubblico-privato. L'obiettivo è lo sviluppo strategico degli impianti dello stadio e del Centro Sportivo Robaldo attraverso la finanza di progetto. A suggellare questa fase, il club granata ha annunciato la firma di un protocollo d’intesa con il Politecnico di Torino per la redazione del progetto urbano. Nella giornata di oggi presso il Consiglio Comunale di Torino si è discusso del tema per un’interpellanza presentata dal consigliere Firrao.

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La visione dell'assessore Carretta

L'Assessore allo Sport, Domenico Carretta, ha voluto fare chiarezza sui procedimenti peritali attualmente in corso. Una società esterna ha infatti completato le perizie necessarie a stabilire la base d'asta per futuri bandi. È stato ribadito con fermezza che tali esiti non sono stati comunicati al Torino FC né ad altri soggetti esterni, proprio per tutelare la trasparenza di un iter amministrativo che dovrà valutare attentamente l'interesse pubblico di ogni proposta. Proprio in merito ai tempi e alle modalità dell’iter, l'Assessore ha precisato: "Il 20 aprile c’è stato l’interesse preliminare che anticipa il project. Sappiamo che c’è un concorso con il Politecnico e lo accogliamo con favore, sapendo cosa vuol dire il Torino per questa città. Dalla nota che ci è stata inviata si tratterebbe di un interesse anche per il Robaldo". Un passaggio reso possibile dal lavoro diplomatico e finanziario dei mesi scorsi: "Questa città si è attivata per levare le ipoteche dallo stadio. Ci sono ora le condizioni per valutare nel dettaglio le proposte che arriveranno". Inoltre, l’assessore ha spostato l’attenzione sull’argomento concerti: "C’è anche un accenno ai mancati introiti della città per quanto riguarda i concerti. Ho qui una nota: abbiamo un accordo con il Torino, che dal 2023 contrattualizza direttamente con chi organizza l’evento in cambio di quelle somme incassate per rifare il manto erboso. Non c’è un mancato introito per la città, ci sono invece ricadute importanti – prosegue l’assessore -. I concerti portano turismo e, in una prospettiva futura, essendo una città che ha due stadi ed è un fatto più unico che raro in Italia, chi ha presentato il project o chi eventualmente parteciperà ad un bando si troverà nella necessaria condizione di avere una idea di sviluppo concorrenziale rispetto ad un modello che c’è". La visione finale è quella di un polo cittadino polifunzionale: "Questo potrebbe portare ad una situazione in cui ci saranno due stadi che vivranno per 365 giorni e che andranno ad integrare altro oltre alla manifestazione sportiva".

La risposta del consigliere Firrao

Alle rassicurazioni della Giunta ha però risposto il consigliere di opposizione Firrao, che pur accogliendo positivamente le novità, ha mantenuto un profilo più cauto, spostando l'attenzione sulle preoccupazioni della tifoseria e sulle scadenze imminenti. "Non ci sono state fornite date o percorsi realmente nuovi", ha incalzato Firrao, ricordando come la priorità resti la stabilità della permanenza granata nell'impianto: "Ai torinesi interessa che i tifosi granata abbiano una casa e, con la concessione in scadenza, essa non è ancora al sicuro. Ben venga la manifestazione d’interesse, ma dobbiamo capire come si coniugherà con la stagione sportiva del prossimo anno". Inoltre il consigliere Firrao ha poi toccato un tasto sensibile, quello del legame identitario con lo stadio, sottolineando che, al di là dei rapporti con la presidenza, per il popolo granata lo stadio è un simbolo che meriterebbe una prospettiva di lungo termine, "magari di proprietà". Infine è stato sollevato l’argomento relativo ai concerti: lo spostamento di diversi eventi di questo calibro all’Allianz Stadium potrebbe creare qualche problema. "Il fatto di non avere questi incassi crea un problema per il manto l'anno prossimo. Mancheranno dei fondi e, se da qualche parte perdi, vorrà dire che dovrai tagliare da un’altra parte". Per questo motivo, la questione non finisce qui: "Chiederemo un approfondimento in Commissione per capire le tempistiche, vista l’importanza dell’immobile per la città".

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