Calciomercato / Una settimana al summit decisivo con il tecnico ligure: a lui l'ultima parola, resta solo se n'è convinto. L'ex Milan sceglierebbe il granata per rilanciarsi, sullo sfondo rimane Giampaolo
MIHAJLOVIC PRONTO PER IL SÌ
Un nome che solletica non poco il direttore sportivo granata in caso di addio da parte di Ventura è quello di Sinisa Mihajlovic, ex allenatore del Milan con la voglia di tornare subito a giocarsi il massimo campionato ripartendo da una panchina prestigiosa come quella granata.
Tra il dire e il fare, però, c’è in mezzo un abisso. Mihajlovic è un nome che piace, e non poco, ma gli ostacoli che separano un ipotetico matrimonio tra il tecnico serbo e i granata sono molti ed importanti. Prima di tutto, c’è un ingaggio da limare: l’ex blucerchiato è legato da un contratto con il Milan da circa 2 milioni di euro l’anno. Troppi per il club di Via Arcivescovado, poi occorre sottolineare il 'progetto' del Torino che non cambierà in base alle richieste dell'eventuale nuovo allenatore: produrre talenti in casa che portino risultati sportivi ed economici.
Sinora Mihajlovic, diversamente da Ventura, non è mai stato il tipo di allenatore che si presta volentieri a lavorare su giocatori per ottenere plusvalenze continue. Il serbo, infatti, storicamente, non accetta smantellamenti in nome del bilancio, e il caso emblematico di questa filosofia del serbo è rappresentata dalla rottura avuta con la Sampdoria un anno fa, quando Ferrero decise di lasciar partire Gabbiadini per fare cassa, per altro a metà stagione.
Dall'altro lato però, c'è la ferma intenzione del tecnico di rilanciarsi: proprio per questo il serbo sarebbe pronto a sposare la causa granata. Sì all'ingaggio più contenuto, sì al progetto societario, nell'ottica di ripartire e fare bene. Per questo Mihajlovic sarebbe stuzzicato dall'ipotesi di vincolarsi per due anni e poi rivedere il tutto a bocce ferme.
Lorenzo Bonansea
© RIPRODUZIONE RISERVATA