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SASSUOLO, ITALY - DECEMBER 21: Nikola Vlasic of Torino FC reacts about a penalty kick during the Serie A match between US Sassuolo Calcio and Torino FC at Mapei Stadium Citta del Tricolore on December 21, 2025 in Sassuolo, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)
“Prestazione convincente sotto tutti gli aspetti: distanze, determinazione, approccio, manovra”, ha spiegato Marco Baroni nel post gara di Sassuolo-Torino. Match vinto di misura dalla sua formazione. Il mister del Toro ha sottolineato soprattutto l’atteggiamento e la crescita della squadra. E i numeri Sofascore gli danno ragione sulla solidità complessiva, ma raccontano anche un Torino che avrebbe potuto (e dovuto) archiviare la partita molto prima.
La prima fotografia è quella della qualità delle occasioni: il Torino chiude con 1,60 xG contro 0,42 del Sassuolo. Tradotto: i granata non hanno solo tirato di più “per inerzia”, ma hanno costruito chance più pesanti. Le grandi occasioni sono il dato che pesa di più: 4 per il Torino contro 1 dei neroverdi. Il problema è che a quel volume non corrisponde un punteggio proporzionato, perché i granata ne realizzano solo 1 e ne mancano 3: è qui che nasce la sensazione di “partita rimasta aperta” anche quando, per produzione offensiva, avrebbe potuto essere già chiusa. Anche il conteggio dei tiri spiega la stessa storia: 10 conclusioni del Toro contro 7 del Sassuolo, ma soprattutto un divario netto nei tiri nello specchio, 5-1 per il Torino. Il Sassuolo, in sostanza, arriva poco e male alla porta; il Toro ci arriva spesso, ma non capitalizza quanto basta. Non a caso, dentro l’area il Torino calcia 6 volte (Sassuolo 5) e produce pressione costante: il dato dei falli “alti” (4 del Toro nel terzo offensivo contro 0 del Sassuolo) parla di recupero immediato e aggressività in zona palla.
Sassuolo più possesso (53%-47%) e più passaggi (462-399). Ma se l’attacco degli ospiti ha sprecato, la fase difensiva invece ha retto con personalità, come suggerisce Baroni quando parla di distanze e determinazione. Il club emiliano resta basso nella pericolosità: 1 tiro in porta, 0,42 xG, e un solo picco vero (la sua unica “big chance”). Il Torino, per proteggere il risultato, lavora anche “sporco”: 37 chiusure difensive contro 21, con 52 recuperi (Sassuolo 50) e appena 4 palle perse contro le 12 degli avversari. E nei duelli la squadra di Baroni si fa rispettare: 62% nei contrasti complessivi. Sono numeri da squadra che sa soffrire, ma anche da squadra che non dovrebbe ridursi a soffrire fino all’ultimo quando produce quattro occasioni nitide. Proprio per questo, la vittoria è meritata; però resta un campanello: quando crei 4 big chance e chiudi 0-1, ti basta un episodio per rimettere tutto in discussione. E per un Toro che vuole crescere davvero, la prossima “evoluzione” non è solo giocare bene: è chiuderla.
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