Rafa Obrador è il Mr. Wolf della fascia sinistra granata. Per anni il Toro ha inseguito l’uomo giusto a sinistra, tra vari tentativi tutti fallimentari, e finalmente l’ex Real Madrid — con un nome che richiama l'illustre merengue che ha lasciato il segno a Torino, Martin Vazquez — ha risolto il problema. Ma c’è un “ma”, di per sé gigantesco: non è un giocatore del Torino e i granata dovranno pagare 9 milioni per il riscatto al Benfica, proprietario del cartellino. Intanto D’Aversa se lo gode. Il suo impatto è stato fin da subito positivo, già con la precedente gestione. Dalla sfida di Coppa Italia contro l’Inter è sempre stato schierato dal primo minuto, tanto da far sorgere il dubbio su come fosse possibile che José Mourinho non lo abbia mai preso in considerazione.

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Torino, Obrador convocato dall’Under 21 spagnola
In attesa del ritorno di Aboukhlal, che rimarrà fuori anche contro il Milan, Obrador non ha rivali. Ora, per il classe 2004, i riflettori della Scala del Calcio, prima di rispondere alla chiamata della propria nazionale Under 21. Rafa è dallo scorso autunno nelle rotazioni del ct David Gordo e, fin qui, ha già raccolto quattro presenze, condite da un gol e un assist. Il suo percorso con la Spagna nelle qualificazioni ai prossimi Europei di categoria continuerà anche in questa sessione di gare internazionali di marzo: in calendario le sfide in casa di Cipro il 27 marzo e, il 31 dello stesso mese, quella davanti al proprio pubblico contro il Kosovo. Dopodiché, altre otto partite per convincere il Toro a esercitare il riscatto e diventare uno dei protagonisti della prossima stagione.
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