Il Torino si appresta ad affrontare una Juventus alle prese con una profonda crisi d'identità e probabilmente senza Champions
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Atto conclusivo della stagione di Serie A, con l'ultima giornata che mette di fronte il Torino e la Juventus nel derby della Mole, un grande classico del nostro calcio. Per i granata è un appuntamento imperdibile, il più importante dell'anno e mai come quest'anno la truppa di D'Aversa affronterà non solo una Juventus ferita, ma sopratutto in crisi di d'identità.
Annata dimenticabile, Champions praticamente sfumata
Non è stata un'annata particolarmente brillante per i bianconeri. Dopo un restyling societario e la scelta di proseguire con Tudor in panchina, sono arrivate i primi passi falsi a ottobre. L'esonero del croato ha portato Spalletti a guidare la Juventus, con il tecnico di Certaldo che ha dato comunque una svolta. Il particolare negativo è che la stessa Juventus si è scontrata con limiti non solo tecnici, ma sopratutto caratteriali che hanno minato il restante percorso. Tra gare dominate non vinte, un mese di febbraio assolutamente negativo e gli ultimi passi falsi tra Verona e Fiorentina la Juventus ha perso anche la possibilità di qualificarsi alla prossima Champions League.
Ci sono ancora delle percentuali bassissime di riuscita, perché due tra Como, Roma e Milan devono sbagliare le rispettive gare. Ma il dado è tratto e la Juventus, in linea con gli ultimi anni, si è nuovamente smarrita. Alcuni giocatori non si sono rivelati all'altezza, altri invece sono stati praticamente inutili ai fini delle scelte tecnico tattiche di Spalletti. Una squadra costruita male e gestita peggio. Una situazione inedita, e che potrebbe tornare a favore del Torino. I granata possono avere più spinta motivazionale contro una Vecchia Signora ferita, smarrita e alle prese con quell'aggettivo che i tifosi odiano sentire dire, ma con cui hanno imparato a convivere: la mediocrità.
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