L'atteggiamento delle due squadre
—Il Toro chiude con il 54% di possesso e 444 passaggi complessivi contro i 392 dell’Udinese, costruendo anche più presenza stabile nella metà campo avversaria: 66 ingressi nel terzo offensivo (contro 46) e 93 passaggi completati negli ultimi 30 metri. È una partita in cui la manovra c’è, la continuità pure, ma la differenza la fa la qualità delle occasioni create e soprattutto trasformate. Anche l’area racconta una sfida ambigua. Il Torino calcia 7 volte dall’interno, l’Udinese 8, ma soprattutto gli ospiti toccano palla 30 volte in area granata contro le 19 del Toro nell’area avversaria: un dato che parla di difesa costretta spesso a proteggere la porta “dentro casa”, nonostante il possesso favorevole. Non a caso l’Udinese chiude con 38 chiusure difensive (contro 22), segno di un assedio respinto ma anche di un Torino che non riesce a trasformare la pressione in vantaggio concreto.
La parte difensiva, infine, non è “solo episodio”. Il Toro vince bene i duelli aerei (23 su 41, 56%) e ha un saldo palle perse favorevole (3 contro 10), però concede 6 corner e, soprattutto, lascia all’Udinese una partita da 1,99 xG. Quando permetti quella qualità lì, rischi di pagare caro anche con poche conclusioni concesse. La reazione finale (gol all’87’) rende il risultato più stretto. Ma non cancella il nodo: senza cinismo sulle grandi occasioni, l’inerzia non diventa mai controllo del punteggio.
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