"Il giocatore ha una clausola rescissoria di 100 milioni per l'estero. Se arriva una società a pagare questa cifra e lui è interessato, io non potrei fare altro che accettare. Al momento però..."
Calciomercato Torino, Cairo: "Belotti? Ad ora nessuna offerta, e se Hart rimanesse..."
Ha parlato nuovamente Urbano Cairo, in questi giorni molto impegnato per le attività in vista del Giro d'Italia, la corsa di ciclismo organizzata da Rcs, di cui è presidente e ad. Da Milano, dove ieri ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della corsa a Palazzo Marino a Roma, a margine della presentazione del palinsesto Rai per il Giro, Cairo ha risposto a domande sul calciomercato del Torino. Ecco le sue parole.
Sul futuro di Hart, il presidente ha affermato: “Siamo contenti di Joe, è una brava persona, se fosse possibile proseguire con lui sarebbe una buona cosa. Bisogna vedere le decisioni del City e del ragazzo, dobbiamo capire le loro intenzioni. Per ora abbiamo preso un bravissimo portiere serbo Milinkovic-Savic e che ha dimostrato nel campionato polacco di avere qualità incredibili". Al presidente è stato poi chiesto del futuro di Iturbe: "Vediamo, ha avuto un po’ di sfortuna con l’infortunio capitatogli a Cagliari ma ha avuto una crescita graduale da quando è arrivato mettendo in mostra buone qualità. Noi abbiamo un ottimo rapporto con la Roma, certo è che chiedono cifre importanti per l'acquisizione del cartellino".
E sul futuro di Belotti e Zappacosta? "Io li vedo al Toro, sono entrambi legati a noi da contratti. Per Belotti mi sono impegnato a lasciarlo andare a due condizioni: una squadra dall'estero deve arrivare con 100 milioni in mano e lui deve essere d'accordo a partire. Per ora tutto ciò non è successo. Se ci sono altre offerte? Non c'è nulla in ballo, ci sono tanti interessi, in tanti vengono a vedere le partite del Torino per lui e Zappacosta, tutto qui".
E' da poco ufficiale il commissariamento della Lega Serie A, con Carlo Tavecchio che ha assunto l'incarico. Cosa ne pensa il presidente del Torino? Credo che sia uno sbocco naturale, è già successo in passato che quando la Lega fu commissariata il presidente stesso della Federazione andasse a prendere il ruolo di commissario. Non è una bella cosa essere arrivati al commissariamento" – ha aggiunto Cairo – "ma ci sono problemi di gestione ed è importante resettare, per ripartire poi in maniera diversa, organizzando le cose in modo tale che la Lega di Serie A sia più moderna e al passo con i tempi per non perdere opportunità che ci sono, come nello sviluppo dei diritti televisivi all’estero dove siamo in ritardo rispetto alla Liga o Premier League".
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