Il fatto / La squadra costruita era giudicata dai più come migliore di quella della stagione precedente. Eppure dopo 26 giornate i punti in classifica sono gli stessi
Piccola provocazione. Nelle ultime settimane, nell'ambiente granata, si è passati dall'illusione alla disillusione. Lo testimonia anche lo striscione appeso ieri al Filadelfia. C'è scoramento per le ultime due partite del Torino, le sconfitte contro Juventus e Verona, che hanno fatto precipitare la squadra a otto punti dal sesto e settimo posto, obiettivo dichiarato di inizio stagione. Stagione non del tutto compromessa, ma quasi, già a fine febbraio. E lo scoramento è tracimato in fastidio e rabbia. In settimana si è respirata tensione, tra la bomba carta e i fumogeni durante l'allenamento del martedì e l'episodio di ieri. E così i giocatori granata, durante Torino-Crotone, si troveranno a gestire una situazione non semplice, con il pubblico granata che attenderà i giocatori "al varco".
Lo striscione di ieri è inequivocabilmente mirato anche alla società granata, che torna così nel mirino della tifoseria, come è nell'ordine delle cose quando i risultati non arrivano. La delusione è comprensibilissima e certamente al club del presidente Cairo, in tanti anni, sono rimproverabili diversi errori. Ma se il capo d'imputazione principale è la squadra costruita nell'ultima stagione, ci permettiamo di avere delle perplessità in merito. Al netto del mercato di gennaio, che avrebbe potuto forse portare in dote una pedina a centrocampo, avevamo dato un buon giudizio della campagna acquisti estiva. "Il mercato del Torino è da Europa, ora tocca a Miha", titolavamo il primo settembre. Lo stesso tecnico, con la sincerità che lo contraddistingue, davanti ai microfoni ringraziò la società per il mercato compiuto e disse: "Se questa squadra non andrà in Europa, sarà solo colpa mia".
Peraltro, eravamo in buona compagnia, nel giudicare positivamente la campagna acquisti dell'estate scorsa, quella che ha costruito la squadra attuale. Un sondaggio lanciato sempre il primo settembre su queste colonne chiedeva ai lettori di Toro News di dare un voto al mercato granata. Ebbene, il risultato è cristallizzato: il 41% ha dato un 8, il 27% un 7. Solo il 5% giudicò insufficiente il lavoro fatto in sede di costruzione della squadra, su più di 5000 votanti. Il giudizio condiviso dai più, dunque, era il seguente: squadra più forte di quella della passata stagione, idonea al raggiungimento dell'obiettivo dell'Europa League. Oggi, sei mesi dopo, il Torino ha gli stessi punti, dopo 26 giornate, rispetto alla stagione precedente. Delle due l'una: o 5000 persone si sono sbagliate tutte insieme, o questa squadra ha dato meno di quel che è/era nelle sue potenzialità, per responsabilità in primis di chi l'ha gestita (e qui ovviamente non si parla di Mazzarri, al Toro da due mesi) e dei giocatori.
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