Torino, la parabola granata di Meité: storia di un talento mai sbocciato del tutto

Focus on / Dal gol di San Siro contro l’Inter ai tanti cali di rendimento: il francese ha vissuto due anni e mezzo sotto la Mole all’insegna della discontinuità

di Redazione Toro News

Soualiho Meité lascia il Torino per trasferirsi al Milan. Come ampiamente raccontato nelle scorse ore sulle colonne di Toro News, il centrocampista francese classe ‘94 è sempre più vicino a trasferirsi alla corte di Stefano Pioli con la formula del prestito con diritto di riscatto. Non un addio del tutto definitivo (almeno per il momento) dunque per l’ex Monaco, che lascia il Torino dopo due anni e mezzo fatti di qualche buona giornata ma anche di poca costanza di rendimento.

MILAN, ITALY – NOVEMBER 22: Roberto Gagliardini of Inter Milan looks to break past Soualiho Meïté of Torino during the Serie A match between FC Internazionale and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on November 22, 2020 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

NUMERI – 3 gol e 7 assist in 94 presenze complessive con la maglia granata. Sono questi i numeri raccolti da Meite in due anni e mezzo di Toro. Numeri che parlano di un giocatore molto utilizzato da tutti e tre gli allenatori che si sono alternati sulla panchina granata dall’estate 2018 a questa parte (Mazzarri, Longo e Giampaolo), ma che non tutto ci dicono del rendimento del classe ‘94. Arrivato dal Monaco nell’estate 2018 nell’ambito dell’operazione che portò Antonio Barreca a trasferirsi nel Principato, l’avventura in granata di Meité cominciò in modo molto promettente. Prima l’ottima prestazione nel match d’esordio contro la Roma (perso 0-1, era il 19/08/18), poi il primo gol con la maglia del Torino, segnato a San Siro contro l’Inter in un match che terminò poi in parità (2-2 ndr). Di lì a poco arrivò subito il secondo gol, un siluro sotto la traversa segnato in casa dell’Udinese.

PARABOLA – Un impatto che fece crescere le aspettative della piazza nei confronti del centrocampista francese: potente e tecnico, sembrava un giocatore in grado di poter cambiare il volto della mediana granata. Con il passare delle settimane però Meité ha cominciato a mostrare anche qualche limite, gli stessi limiti che avevano convinto il Monaco a rinunciare a lui dopo una metà di stagione altalenante giocata in prestito al Bordeaux. Il classe ‘94 è andato via via in calando in termini di prestazioni fino a spegnersi definitivamente nella stagione scorsa, quando tra gennaio e febbraio fu uno dei giocatori più protagonisti in negativo del calo a picco della squadra di Mazzarri. Dopo il lockdown, Moreno Longo riuscì a rivitalizzare un giocatore frenato da evidenti problemi di autostima e il francese fu tra i più positivi della parte di campionato giocata in piena estate.

DISCONTINUITA’ – Anche Giampaolo, sin dal suo arrivo, ha subito dato piena fiducia a Meité. Ma gli ultimi mesi di quest’anno hanno parlato di un Meité che ha saputo produrre qualche giocata estemporanea (il gol alla Sampdoria, l’assist di tacco per Zaza con l’Inter) in mezzo a tante partite approcciate senza la giusta cattiveria. “E’ un giocatore forte, ma deve compiere uno step importante dal punto di vista psicologico”, ha detto di recente il tecnico abruzzese riguardo al francese. Un giocatore che – parafrasando quanto detto in più di occasioni da Mazzarri, che addirittura lo paragonava a Paul Pogba – avrebbe le doti atletiche per essere tra i centrocampisti più forti nel suo ruolo, ma che per diventarlo dovrà cambiare ancora qualcosa dal punto di vista mentale. Anche per questo motivo la chiamata del Milan – ad oggi prima forza della Serie A – potrebbe rappresentare un’occasione irripetibile per Meité: l’occasione di affermarsi ad un livello che a Torino il giocatore ha soltanto espresso a tratti.

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  1. maccabee - 1 mese fa

    Che sia un calciatore forte è fuori dubbio, ma in due anni al Toro è stato una delusione continua.
    Come in qualunque tipo di relazione (professionale o sentimentale), non bastano i valori assoluti ma sono fondamentali le interazioni e le relazioni che si riescono a concretizzare; e se non ci si riesce, ognuno per la sua strada: senza rimpianti!
    Il Toro ci ha provato, ha creduto in lui, lo ha aspettato… ma non può continuare ad aspettarlo in eterno

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    1. neleserra - 1 mese fa

      maccabee, opinione condivisibile al 90%. Il 10% lo lascio alla sciagurata direzione della società negli ultimi 3 anni. Peggio di così non poteva andare. Non so se Meitè riuscirà a ritagliarsi uno spazio nel Milan, lo spero x lui.

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    2. Junior - 1 mese fa

      Sono d’accordo ma credo lui abbia vinto un terno al lotto. Dal Noi al Milan non è una punizione ma una promozione.

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  2. Scott - 1 mese fa

    Meitè farà bene al milan perchè avrà vicino il play, il trequartista e un terzino come theo che viaggia come un bolide.

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  3. pupi - 1 mese fa

    Concordo assolutamente con granata, vendita assurda per modalità. Poi vorrei sapere come si sente il gallo ora che Meité va a giocarsi il campionato e lui rimane prigioniero in questa palude. Sai che stimoli avrà ora!

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  4. sandro - 1 mese fa

    Bomba di mercato: trovato il regista che occuperà il centrocampo del Toro. Si chiama Antonio Comi ed è già tesserato ……si tratta sull’ingaggio: 5 bignole al giorno! Speriamo si chiuda……nel caso sembra che Vagnati virerà su un altro giovane….tale Renato Zaccarelli…..

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  5. robytrol_181 - 1 mese fa

    giocatore molto forte, il più forte che avevamo a centrocampo. Ma anche lento e svogliato, purtroppo. Ma lo capisco, anche lui come Nkouou, Sirigu ecc.. si è scazzato quando ha capito in che società senza obiettivi era capitato.

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    1. Simone - 1 mese fa

      se si è scazzato come dici te lo è stato per oltre 60 partite xkè io me lo ricordo sopra la sufficienza solo in 2/3 occasioni

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  6. luna - 1 mese fa

    Concordo su tutto, forse una rosa più tecnica e veloce è ciò che secondo me è mancato a questo ragazzo per mantenere costantemente elevato il suo rendimento.
    Vedremo se le cose stanno così ora che al Milan troverà le condizioni ottimali.

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  7. Granata - 1 mese fa

    A me che sia andato, non me ne frega nulla. Che sia andato così mi girano. Perché? Perché guardo chi arriva/arriverà. Cosa avrei fatto ? Avrei preteso di prendere Pobega a giugno alle stesse condizioni. Vagnati non ha la libertà nemmeno di spendere 500mila€ per andare a prendere un bel centrale giovane , straniero, fortissimo di testa e di gamba.

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    1. Bischero - 1 mese fa

      Non te lo avrebbero dato granata… Inutile stare a girarci intorno. Non abbiamo una proprietà lungimirante e proiettata al futuro. Per Cairo il toro é un azienda che ha dei costi. Si guarda all oggi. Al massimo al domani quando realtà economiche come la nostra dovrebbero fare programmi a lungo termine almeno su un triennio. Mercato aperto da 10 giorni. 0 arrivi nonostante evidenti lacune. Obbiettivi in prestito senza garanzie o giocatori di 32 anni a fine carriera.un presidente così é da prendere a calci nel culo dal mattino alla sera. Quando se ne andrà sarà una liberazione.

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  8. Bacigalupo1967 - 1 mese fa

    Un fiore sboccia se viene coltivato da mani esperte, se viene concimato e bagnato nel momento giusto.
    Non è un caso che i talenti all’atalanta una volta fuori da quel contesto rendano molto meno.
    Al Torino purtroppo manca tutto per far spuntare anche solo un filo d’erba.
    Con Mazzarri e Petrachi quando una parvenza di società c’era ancora qualche buona partita l’ha fatta.

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    1. sandro - 1 mese fa

      Bravo bravo bravo hai centrato il punto! Ad uno puoi regalare il più bel fiore del mondo ma se non lo cura….muore! La pensiamo uguale! E guarda che bombetta di mercato! Un abbraccio!

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  9. Mimmo75 #prexit - 1 mese fa

    Sono daccordo con quanto detto sia da Mazzarri che da Giampaolo: se svolgerà ci mangeremo mani, polsi, gomiti e clavicole…

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