Torna #CuoreGranata, la rubrica su Toro News di Andrea Arena: "Il derby di domenica assume un significato ancora più forte. Perché finalmente rivedremo l’Olimpico Grande Torino pieno"
Sabato scorso, allo stadio Olimpico Grande Torino, non è andata in scena soltanto una partita della storia. È stato un momento di celebrazione, di condivisione, di memoria collettiva. Un pomeriggio dedicato a uomini immensi, a campioni che hanno scritto una delle pagine più straordinarie della nostra identità: lo scudetto del 1975-76. Per chi, come me, quei giocatori li ha potuti conoscere soltanto attraverso le pagine dei giornali, le immagini televisive e i racconti tramandati da chi c’era, vederli oggi camminare ancora fieri sul prato del Grande Torino è stato qualcosa di profondamente toccante. Uomini brizzolati, segnati dal tempo ma ancora dritti nella schiena e nello spirito. Castellini, Salvadori, Zaccarelli, Pecci, Sala, Pulici e tutti gli altri protagonisti di quella cavalcata straordinaria hanno condiviso ancora una volta la loro gioia con il popolo granata. E averlo vissuto dal vivo è stato un momento forte, autentico, difficile da dimenticare. È vero, non tutto lo stadio era presente per celebrare questi uomini come forse avrebbero meritato. E non nascondo che questa cosa mi abbia lasciato addosso un senso di occasione mancata. Perché quella squadra rappresenta una parte fondamentale della nostra storia, del nostro orgoglio, del nostro modo di essere Toro. Però chi c’era era coinvolto, commosso, partecipe. E soprattutto la giornata aveva anche un significato benefico importante, pienamente raggiunto grazie al sostegno dato a Casa UGI. Anche questo conta. Anche questo è Toro. Gli oltre cinquemila presenti hanno comunque vissuto qualcosa di speciale. Sentire Pupi dialogare con la folla, vedere quei campioni accolti dall’affetto della loro gente, percepire quel filo che unisce generazioni diverse sotto un unico simbolo: tutto questo ha avuto un valore enorme.
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Ed è proprio per questo che il derby di domenica assume un significato ancora più forte. Perché finalmente rivedremo l’Olimpico Grande Torino pieno. Finalmente pieno di granata. E allora il messaggio lanciato dal Torino in questi giorni assume un valore ancora più profondo. “Un solo colore” non è soltanto uno slogan: è un invito a sentirsi parte della stessa anima. Domenica sera lo stadio dovrà essere interamente granata. Non basta la sciarpa. Bisogna tirare fuori tutto ciò che abbiamo nell’armadio, maglie storiche, felpe, t-shirt, simboli di appartenenza. Perché questa volta ogni settore dovrà parlare la stessa lingua e mostrare lo stesso colore. E sarà fondamentale esserci presto. È arrivata comunicazione che i cancelli apriranno alle 18:45 e l’obiettivo è chiaro: riempire lo stadio già durante il riscaldamento, far capire subito ai giocatori quale atmosfera li accompagnerà. Far sentire immediatamente che questa non sarà una partita come le altre. E per una volta bisogna dirlo chiaramente: la direzione marketing del Torino FC ha fatto una scelta difficile e giusta. La decisione di limitare la vendita dei biglietti ai soli possessori della tessera Cuore Granata, impedendo di fatto l’invasione bianconera che negli ultimi anni aveva spesso snaturato il derby, ha restituito dignità a questa partita. Finalmente gli avversari avranno soltanto il loro settore. Finalmente il nostro stadio tornerà a essere davvero casa nostra. Inutile dire che questa scelta ha certamente comportato anche una rinuncia economica. Migliaia di tifosi juventini avrebbero acquistato subito i biglietti, anche a prezzi più elevati, soprattutto immaginando uno scenario che tutti ricordiamo bene: loro in festa per la Champions e noi a rischio Serie B. Ma questa volta la storia è andata diversamente e dobbiamo anche dire grazie alla pazienza del nostro marketing, che ha saputo resistere alla pressione di bruciare subito tutti i biglietti aspettando il nostro arrivo. E così noi abbiamo conquistato la salvezza. E la Juventus potrebbe restare fuori dall’Europa che conta. Le Curve sono già esaurite e restano soltanto gli ultimissimi posti disponibili nei Distinti Sud e in Tribuna Laterale e sempre riservati ai possessori della tessera Cuore Granata. Ed è bello pensare che tanti tifosi stiano cercando di aiutarsi a vicenda per riempire davvero ogni posto perché domenica nessuno vuole mancare.
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Per questo domenica serve unità. Serve ricordarsi chi siamo. Serve ritrovare, almeno per novanta minuti più recupero, quello spirito granata che troppe volte, in questa stagione sciagurata, sembrava essersi smarrito. Perché è stata un’annata difficile, durissima. E non possiamo dimenticare gli errori della società, a partire dall’esonero prematuro di Paolo Vanoli, una scelta sbagliata che ha contribuito a complicare una situazione già delicata. Però dobbiamo anche riconoscere il lavoro importante fatto da D'aversa e Petrachi, capaci di recuperare una squadra in enorme difficoltà e di meritarsi oggi un derby con tutto il popolo granata dalla loro parte. Le contestazioni probabilmente ci saranno ancora. Ed è normale che ognuno mantenga le proprie idee sul futuro della società e sulle responsabilità di questi vent’anni. Ma domenica viene prima il Toro. Prima i nostri colori. Prima la nostra gente e la nostra Storia. Perché la Juventus, da sempre, rappresenta il nostro antagonista storico. Ed è impossibile non tornare con la memoria proprio a quel 1975-76, allo scudetto vinto davanti a loro, e a quell’anno successivo perso per un solo punto. È una rivalità che attraversa generazioni, che vive nei ricordi dei derby sofferti, combattuti, indimenticabili. Allora domenica tutti uniti. Tutti di un solo colore. Tutti granata. E quando partirà “Ancora Toro” toccherà a essere l’unico cielo sopra il Grande Torino con le nostre voci. Perché certe emozioni non si spiegano: si cantano insieme. E io lo farò con mio figlio e tutti voi! Godiamoci questo momento. Sosteniamo la squadra fino all’ultimo secondo. Facciamo sentire ai ragazzi in campo cosa significhi davvero giocare un derby nel cuore del popolo granata. Perché anche loro possano ricordarsi, un giorno, di aver vissuto una notte speciale: un derby vero, dentro uno stadio finalmente e orgogliosamente granata. E poi, dopo, torneremo a chiedere il Torino che meritiamo. Una società più forte, più ambiziosa, più degna della propria storia e della propria gente. Ma forse, per una notte almeno, quel Toro lo avremo già ritrovato. Perché domenica saremo di nuovo una cosa sola. Domenica saremo soltanto TORO!
Andrea Arena #CuoreGranata
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Learning Advisor, mi occupo di formazione e sviluppo organizzativo aiutando persone e team a crescere nelle competenze, nella leadership e nella capacità di collaborare. Credo che ascolto, empatia, condivisione e fiducia siano le vere leve per generare cambiamento e risultati sostenibili, per questo accompagno aziende e organizzazioni in percorsi su misura dedicati allo sviluppo delle performance e alla costruzione di una cultura collaborativa. Con #CuoreGranata porto questa stessa visione nel racconto delle storie di tifosi e professionisti legati al Toro. Attraverso interviste e testimonianze, raccolgo voci e passioni che si intrecciano con i valori granata, ispirandomi al modello del Grande Torino: resilienza, organizzazione, missione e visione che parlano al presente e al futuro.
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