La decrescita (in)felice

Il Granata Della Porta Accanto / Una strategia comunicativa basata sul terrorismo psicologico che serve solamente a costringere i tifosi a guardare il dito e non la luna…

di Alessandro Costantino
torino-atalanta

È sempre difficile dare i voti al calciomercato perché le operazioni che sulla carta possono sembrare positive, per alcuni, o negative, per altri,  vanno sempre poi giudicate e pesate alla prova del campo. Più che sul merito delle operazioni fatte in entrata ed in uscita, a me qualche perplessità l’ha lasciata piuttosto la tempistica con cui tali operazioni sono state condotte oltre alla sensazione che la strategia del mercato del Toro sia cambiata più volte durante questa sessione in balia degli eventi. Sulle tempistiche, bene lo slancio iniziale, molto male l’essersi ridotti all’ultimo per completare l’opera. Ed è un peccato perché gli acquisti di Bonazzoli e Gojak sono risultati agli occhi di tutti come delle seconde scelte quando invece con le giuste tempistiche avrebbero potuto essere considerati, per età e prospettive, dei validi innesti. Di pari passo, si può criticare la strategia di Vagnati (o di Cairo…?) che se avesse portato gli ex Sampdoria e Dinamo Zagabria a mercato appena iniziato avrebbe potuto dare alla piazza un forte segnale di rinnovamento e dipingere a media e tifosi l’idea che la società si muovesse in una determinata direzione. Lasciando perdere il teatrino sul regista, pedina fondamentale che non è arrivata per un problema di costi, e la pessima figura nel voler far credere che Giampaolo si fosse “innamorato” di Rincon spacciando il venezuelano per un Iniesta che ha passato la carriera a fingere di essere un umile medianaccio, anche sul fronte uscite la società ha nicchiato fino all’ultimo per cercare di vendere i propri “esuberi tecnici” a prezzi fuori mercato in epoca di Covid. Una strategia perdente che da un lato ha limitato il mercato in entrata, privato dei ricavi di alcune cessioni che erano da fare a tutti i costi (Lyanco, Izzo, Edera e almeno uno tra Zaza e Verdi) e dall’altra ha lasciato Giampaolo con potenziali scontenti nello spogliatoio, almeno fino a gennaio.

LEGGI: Il buono, il brutto e il cattivo

Dulcis in fundo ci ha pensato Cairo, con la solita dichiarazione fuori luogo, a tirare le somme del mercato del Toro: “avrei voluto fare di più, ma il Torino è già fallito quindici anni fa”. Una strategia comunicativa basata su un terrorismo psicologico che purtroppo trova ancora terreno fertile nella platea granata, ma che serve solamente a costringere i tifosi a guardare il famoso dito e non la luna.. . Il presidente ha gioco facile a mascherare una decrescita sportiva per lui felice perché lo mette al riparo dalla necessità di seri investimenti sfruttando la generale situazione critica del calcio in tempi di covid unita alla sempreverde minaccia di un fallimento che ancora oggi è un lutto mai del tutto elaborato da una buona parte della piazza granata. La verità è che ai tifosi la decrescita degli ultimi tempi non piace soprattutto perché non è mai stata bilanciata da una vera crescita nei quindici anni dell’era Cairo: se di crescita si può parlare questa è stata lenta, controversa e mai realmente consolidata ad un livello soddisfacente. Due settimi posti conditi da partecipazioni all’Europa League ottenute per demeriti altrui (Parma e Milan) sono un bottino magro per una società che non ha mai saputo darsi un’organizzazione strutturata per cercare di ambire alle prime sei posizioni di classifica. Lo specchio di tutto ciò, a mio parere, è la constatazione che i tre più costosi acquisti della storia (Niang, Zaza e Verdi) sono giocatori che dal punto di vista del rendimento non hanno apportato nulla al club. Il denaro è una variabile determinante per accedere ad un certo livello di competizione, ma non è l’unica discriminante a determinare tale successo: i sessanta milioni spesi per quei tre giocatori, una somma pari a circa un anno di fatturato del Torino, sarebbero potuti essere utilizzati in maniera più proficua se la società avesse avuto manager e tecnici più competenti inseriti in un contesto di un progetto sportivo chiaro e definito. E l’ultimo mercato ha confermato che siamo ben lontani da quella stabilità tecnico-manageriale che è la base per ambire a qualunque obbiettivo di successo sportivo. Inutile parlare dell’Atalanta, basta guardare in casa nostra e vedere ad esempio come il settore giovanile è cresciuto sotto la guida di Bava e del suo staff e come tale crescita si sia arrestata nel momento in cui Bava è stato spostato in Prima Squadra e il suo team è stato smantellato.

La conclusione di questo ragionamento è che a nessun tifoso piace la decrescita felice che ci vuole sottilmente far digerire il presidente. Nessuno gli chiede di investire più risorse di quelle che ha a disposizione. Basterebbe semplicemente investirle meglio: negli acquisti, nelle strutture e negli stipendi. Non è solo una questione di totali, ma di mix nell’utilizzo delle risorse. Quando ci indicano la luna, ci piace pensare di poterla sognare: non di essere presi per stolti e costretti a guardare il dito che la indica.


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

32 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. abatta68 - 3 settimane fa

    Cairo è questo, la squadra è questa e sarà sempre questa. Ira sta ai tifosi farsi due conti in tasca e valutare se tutto ciò può ancora emozionare e valere la pena di essere sostenuto oppure no. Un mese fa dicevo di sostenere Giampaolo, zaza e meitè per che questi sono gli interpreti e questi vanno sostenuti. Se invece si vuole contestare, la guerra va fatta a chi questi giocatori li ha voluti! Sarà colpa di verdi se cairo deve ancora 20 milioni al napoli? Sarà colpa di rincon se non ha i piedi di iniesta? Sarà colpa di GP se dice che non gli serve nulla, a parte un milione e mezzo del suo contratto? Il tifoso granata, dopo 15 anni cosi, deve contestare il presidente e sostenere la squadra e l allenatore… riuscirà in questa opera di estrema coerenza?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. granataLondinese - 3 settimane fa

    Dai prendetevi una settimana di ferie in redazione che poi finalmente torniamo a parlare di calcio giocato, di regista che non fa il regista, di laterali bloccati, di schemi, del Maestro piu’ o meno talebano, delle scommesse con i nuovi giovani in campo, della delusione o emozione nel vederli in campo, degli infortuni e degli infortunati che guariranno.

    Mi sono stufato persino io di parlare della politica aziendale, dai sono 3-4 settimane che non scriviamo altro sui commenti basta!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Ardi - 3 settimane fa

    A parte che l’ho so già da me, togliendo le testate giornalistiche di cairo, leggo da giornalisti specializzati, sento da tifosi di tutte le squadre, non tanto di un voto insufficiente in questo mercato, quanto del mancato senso dei calciomercato dell’era cairo. Ovvero tutti concordano nel dire che la squadra è sempre incompleta e i giocatori spesso fuori ruolo e che ogniqualvolta si intravveda un senso, esempio prima parte gestione ventura, la squadra oltre a non essere puntellata per il famoso salto di qualità, viene smantellata nei suoi membri migliori, Gallo a parte. Le amenità che non dicono e che noi sappiamo poi sono tante altre, da un manto erboso mai all’altezza, dal rifiuto di creare strutture, dalla mancanza di una rete di osservatori, chissà perché milanetto e staff sono stati mandati via, nei mancati investimenti dalla primavera in giù, dalla gestione malevola dei pochi giovani che possano diventare calciatori di livello almeno potenzialmente, gli esperimenti sociali in curva Primavera ecc. insomma urbano si è dato un sette, forse è stato troppo umile, per me un bel 10 e lode con applauso

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. turin - 3 settimane fa

    Tra gli articolisti di toronews manca solo weatherill a raccontarci quanto cairo sia una sciagura per il toro. Poi il quadro delle analisi del corpo redazionale di Tn piu’ o meno uguali sara’ completo. Ha ragione bloody, facciamo un passo in avanti o continuiamo, in nome dei clik, con la stessa canzone? Cairo e’ una persona che, per chissa’ quanti e vari motivi, non sta riuscendo a fare il bene del toro. E’ inutile consigliarlo con vari articoli, che se apre il rubinetto dell’acqua calda dopo un po’ avvertitebbe tepore sulle mani. Suppongo lo sappia. Il problema allora e’ sempre lo stesso da anni: perche’ non la gira sta benedetta manopola dell’acqua calda? E’ forse contrario alla piacevole sensazione del calore che scorre sulle mani? Ecco, dai giornalisti attenderei qualche risposta su questo, non i soliti editoriali che raccontano a cairo come si dovrebbe gestire una societa’ di calcio. Lo abbiamo capito! E che diamine.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. abatta68 - 3 settimane fa

      Veramente l articolo è firmato da alessandro Costantino.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. turin - 3 settimane fa

        Certo che l’articolo e’ scritto da costantino. Infatti ho detto che tutti su toronews hanno parlato, a causa dell’ennesima delusione del mercato, di cairo come scuagura del toro, tranne weatherill. Magari fra poco ne parla anche lui, cosi’ si completa il quadro. Il fatto che qualcuno abbia messo dei like alla tua precisazione, figlia di un evidente equivoco, dimostra lo stato mentale precario di alcuni frequentatori del forum. Capisco le necessita’ di un ego, ma pensare che non avessi letto bene la firma dell’articolo… suvvia

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Messere Granata - 3 settimane fa

    “Al tumbarèl ‘dla drügia” nuova rubrica di Toro News dove poter scaricare tutto lo “stallatico” possibile. Forza tifosi, non siate timidi e, come sempre, non c’è bisogno di essere originali. Vanno benissimo i vecchi successi come Cairo Vattene e tanti altri su tutti i giocatori. L’importante è “picconare” il Torino sempre e comunque. Mica vorremo lasciare, in questo, Cairo da solo?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. bloodyhell - 3 settimane fa

    ormai da giorni si continuano a pubblicare articoli fotocopia su quanto cairo non stia facendo per il toro.direi che ormai si è capito.comprendo come questo tipo di articoli facciano letture e like e siano valvola di sfogo per noi tifosi, ma sembra che editorialmente sulla situazione cairo/toro non si riesca più fare ulteriori passi in avanti nell’analisi e nelle possibili ipotesi di soluzione. forse perchè richiederebbe un lavoro di inchiesta e di approfondimento che o non si vuole fare o non si è in grado di fare

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. eurotoro - 3 settimane fa

      …quindi secondo Costantino a tutt’ora ci sono ancora scontenti in rosa…ma io mi chiedo come mai sti giocatori non li hanno mandati in prestito con diritto di riscatto? non era meglio x loro e x noi? mah!!!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. fabrizio - 3 settimane fa

    a giudicare da certi commenti, pochi per fortuna, questo tipo di crescita piace….

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. Clarabella - 3 settimane fa

    I nuovi acquisti sembrano o sono seconde scelte?
    No perchè a seconda del verbo, dal punto di vista sportivo fa una bella differenza.

    Se effettivamente sono seconde scelte non è che comprandoli un mese prima diventavano più bravi.

    Cerchiamo di distinguere l’aspetto sportivo dalla giusta critica sull’estenuante modo di condurre ogni anno il mercato.

    Quanto ai giocatori, dato che non lo sappiamo, o almeno io non lo so, aspetterei almeno di vederli in campo prima di giudicare, specie Gojak.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. granatasky - 3 settimane fa

    La scoperta dell’acqua calda….dpo 16 anni…!!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. Bastone e Carota - 3 settimane fa

    Un mercato azzoppato dalla scelta di vendere caro in periodo di vacche magre.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  11. suoladicane - 3 settimane fa

    si riassume tutto in una parola: COMPETENZA
    che latita da 15 anni
    CAIRO VATTENE

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  12. Mimmo75 - 3 settimane fa

    Nuda realtà. Dopo 15 anni non averlo ancora capito è grave.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Pedro - 3 settimane fa

      E bravo Mimmo! Meglio tardi che mai

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  13. Messere Granata - 3 settimane fa

    Cioè, se Bonazzoli e Gojak li avessimo comprati prima sarebbero stati più bravi. Cosa ne sai Costantino? Ma che ne sai? Ma bastaaaaaaa!!! Basta per favore con questi “Superboni” degli articoli delle balle!!! È il gioco al massacro, dire Torino in questo momento è come dire Merda, sempre e comunque. Ma finitela una buona volta!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro Loco - 3 settimane fa

      Concordo.. Ma come disse il sommo: di lor non ti curar, ma passa e guarda.. O se preferisci, ricorda sempre che raglio d’asino non sale in cielo.. 😉

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  14. Fede Granata - 3 settimane fa

    Soliti articoli che non dicono nulla che noi tifosi non sappiamo già

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  15. f_p_b_qsv_14554814 - 3 settimane fa

    Grande Costantino. Ottimo articolo . Alla decrescita infelice della squadra e della sua storia si associa in maniera correlata inversa l’andamento beota dei tifosi sempre felici, terreno perfetto per la propaganda cairota

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  16. Guevara2019 - 3 settimane fa

    La chiudo qua anch’io stasera,sta diventando un minestrone indigeribile.

    Dicendo che anche il più “distratto” sa che non abbiamo un Abramovic,purtroppo abbiamo chi non è capace a organizzare una società di calcio,pazienza alcuni anni,tre lustri sono più che sufficienti.

    Dopo la partita col Cagliari avremo le idee più chiare,auguri e figli di qualsiasi sesso!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  17. granatayorkshir_13955399 - 3 settimane fa

    Basta per favore

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  18. granatayorkshir_13955399 - 3 settimane fa

    Per favore redazione, basta articoli deprimenti
    Per chi si martella I ….guardate quello che dice Salvadori a rigurardo la partenza del Toro 1975/76
    I tifosi erano uguali as oggi
    Ora.. nessuno accampa certe speranze pero’ almeno diamoci in po’ Di tempo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro Loco - 3 settimane fa

      Concordo con te. E me li ricordo bene i tifosi del 75 76..

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Pedro - 3 settimane fa

      Fare paragoni tra questi qua e quelli dello scudetto é come accostare la me rda al panettone.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. granatasky - 3 settimane fa

      Non si fanno paragoni tra il Toro 1975/76 e “quelli di adesso” (Cit. Paolo Pulici) alias cairese.

      Gaute la nata.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Toro Loco - 3 settimane fa

        Infatti.. Ma il paragone con i tifosi, si può fare eccome..

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. granatasky - 3 settimane fa

          Certamente: i tifosi granata del 1975/1976 uno come il mandrogno lo avrebbero già fatto correre da un bel pezzo, “quelli di adesso”, invece, lo elogiano come se fosse stato il “salvatore e il filantropo”, accontentandosi di una risicata salvezza e di essere servi dei gobbi, ma con i bilanci a posto.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Toro Loco - 3 settimane fa

            Se è per quello, anche allora c’erano tifosi scontenti, credimi, ma chiunque avesse augurato o profetizzato la retrocessione al Toro, avrebbe mangiato solo cibi liquidi per un bel po’..

            Mi piace Non mi piace
        2. abatta68 - 3 settimane fa

          I tifosi sono sempre gli stessi…è il calcio ad essere cambiato, in peggio purtroppo. I tifosi non si appassionano più perché non esiste passione in chi lo interpreta. Non c’è un protagonista o presunto tale capace di emozionare. È una roba che trovo sconvolgente

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. eurotoro - 3 settimane fa

            ..a me sirigu belotti rincon ansaldi emozionano e li vedo sempre appassionati e trascinatori…purtroppo tutta sta passione non ce l’hanno messa sempre izzo nkoulu e qualcun altro…spero si compatti un gruppo unito con spirito di rivalsa.

            Mi piace Non mi piace
          2. Toro Loco - 3 settimane fa

            In accordo con te sul calcio che è cambiato. Ma permettimi di ribadire che i tifosi non sono uguali ad allora. Nessuno che mi ricordi ha mai sperato che il Toro retrocedesse.. Certe cose si riservavano solo agli avversari. E per quanto riguarda le emozioni, io continuo ad averle ogni volta che il mio Toro entra in campo. E non mi importa che qualcuno sia scarso (ne abbiamo avuti tanti scarsi..) Fin quando vestono il granata, io non vedrò mai il fucsia.. Fin che rappresentano il mio Toro, non mi permetterò mai di storpiarne il nome.. Sarò limitato; non si può avere tutto..

            Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy