L'Editoriale del direttore Gianluca Sartori / Il Torino sta mollando dal punto di vista mentale e nervoso, la partita di Udine è stata una chiara conferma
Paolo Vanoli non riuscì a invertire la rotta, e anche Roberto D’Aversa – pure ostacolato da alcuni infortuni che si stanno sommando – appare in difficoltà, nonostante fosse in partenza consapevole del rischio a cui andava incontro. Non a caso, nella conferenza pre Udinese lanciò un monito: “Non è solo l’allenatore che deve impedire si ripeta quello che accadde l’anno scorso. Ma è tutto l’ambiente che deve aiutare”. A tal proposito, va rimarcato che rispetto al 2025 sono cambiati l’allenatore, il direttore sportivo e metà squadra. In confronto a un anno fa, al momento non ci sono nemmeno i tifosi, che in casa scioperano e in trasferta (almeno nelle ultime due partite) non possono andare. Non è cambiata invece la società, dalla quale arrivano gli input e i segnali che possono far percepire ai giocatori la realtà in cui si trovano. E forse proprio a questo si riferiva D’Aversa con quel monito. Intanto, ora arriva il 4 maggio: vedremo se almeno il ricordo del Grande Torino riuscirà ad aiutare. L’anno scorso non fu così.
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