Nuova Lettera alla Redazione: "Mai possibile che nel 2026 in uno stadio come quello di una società di Torino ci si debba ritrovare in situazioni simili?"
Culto: “Ma tranquillo, ci pensa Mazzola!” (VIDEO)
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Oggi la lettera porta la firma di Dario Mazzeo.
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Vi scrivo con un po' di ritardo per condividere una riflessione a seguito dell'ultimo incontro disputato fra le mura amiche in occasione di Torino-Inter. Visti l'orario e il meteo favorevoli, ho deciso di portare mia figlia di 2 anni e 8 mesi (grande tifosa del Toro e amante dell'inno) con me, abbonato nei Distinti. Ciò che mi porta a scrivervi questa riflessione è stato il susseguirsi di una serie di eventi che mi hanno portato a vedere l'esperienza stadio all'Olimpico Grande Torino in una ottica diversa.
Tutto inizia quando mia figlia chiede dell'acqua, cosa che mi porta a mettermi in fila all'ingresso del vomitorio di accesso al settore 226 per raggiungere il corner di vendita bevande lì situato. Arrivato il mio turno, l'addetto alla distribuzione delle bevande, che risponde al mio "Buongiorno, una bottiglietta di acqua per favore" con un secco "2 Euro", mi redarguisce in maniera anche abbastanza scocciata (e sgradevole!) a causa del mio pagamento con banconota da 20 €. Chiedo dunque di pagare con bancomat, cosa che mi viene vietata in quanto è possibile pagare solo in contanti, cosa che non so nemmeno se sia legale. A quel punto, rispondo all'addetto che non è un problema mio se, in assenza di pagamento elettronico, 20€ siano reputati eccessivi per l'acquisto di un articolo e il signore in questione, sempre sprezzante, mi dice che in realtà sì, è un problema mio e che a lui non interessa. Devo ringraziare alcuni altri tifosi e tifose, in fila come me, che hanno fatto presente che il problema è assolutamente di chi gestisce il servizio e non di noi consumatori.
Tutto ciò, chi ha figli lo sa, dovendo pure gestire una bambina che giustamente (e fortunatamente) era scevra da tutti questi meccanismi. La partita poi inizia fra persone attorno a noi che fumano e un intervallo che ci vede nello stesso punto prima citato, pressati fra la fila per le bevande, le file per i servizi igienici maschili e femminili e quella per chi doveva usare le scale del suddetto vomitorio. Ciò che dunque mi chiedo: è mai possibile che nel 2026 in uno stadio come quello di una società di Torino, come il Torino, ci si debba ritrovare in situazioni simili? Situazioni dove c'è poca accoglienza, nessun rispetto delle regole e casi ai limiti della sicurezza (vedi l'ingorgo sopra descritto). Non si dovrebbe forse partire (anche) da qui per migliorare la squadra, la società e l'ambiente granata?
Grazie e sempre forza Toro.
Dario Mazzeo
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