Palazzo Valperga: da casa granata a palazzo più bello del mondo

Palazzo Valperga: da casa granata a palazzo più bello del mondo

Rubriche / Torna Nel segno del Toro, la rubrica a cura di Stefano Budicin: “Palazzo Valperga, la “casa più bella del mondo”, fu anche la sede della squadra più forte del mondo, quel Grande Torino la cui aura divina ancora rapisce e incanta e ossessiona”

di Stefano Budicin
Palazzo Valperga, ex sede del Torino, ora palazzo più bello al mondo

Questo mercoledì i remi di Caronte fermano il traghetto sulle sponde di via Alfieri 6. Una via che a Torino ha assunto da un secolo un’impronta magica e misteriosa. Per quasi un quarantennio il club piemontese vi tenne riunioni, dibattiti, proposte di contratto, rinnovi. Ed è sempre lì che ritornano i passi dei tifosi che si spingono a esplorare le arterie della Cittadella. Perché Palazzo Valperga, la “casa più bella del mondo”, fu anche la sede della squadra più forte del mondo, quel Grande Torino la cui aura divina ancora rapisce e incanta e ossessiona.

Nel 1929 il Torino decide di cambiare sede, abbandonando le storiche sale di via Pietro Micca e trasferendosi in via Alfieri 6. E lo stabile preso di mira è Palazzo Valperga, piccolo gioiello del tardo Seicento costruito dall’architetto Maurizio Valperga. Ubicata al centro di Torino, a due passi dal Museo Egizio, la palazzina risale al 1663 e si distingue per lo stile barocco con cui è stata concepita. La posizione è inoltre strategica per la vicinanza del palazzo alle vie più “calpestate” della città, in modo tale da rendere il connubio calcio-vita quotidiana più forte e inossidabile di una lega d’acciaio. La via che la ospita è attorniata inoltre da opere architettoniche imponenti, simboli prestigiosi del potere economico e finanziario di Torino. Quale migliore occasione, quindi, per concentrare i processi decisionali del club piemontese in un’area così centrale e ricca d’importanza?

Al Torino venne destinato il primo piano del palazzo, descritto da Sauro Tomà come un “palazzo austero“, tra sale riunioni, stanze e uffici colmi di tappeti e tavoli circondati da poltroncine in velluto rosso, e sui ripiani delle bacheche coppe e trofei da far pensare all’argenteria della reggia di Versailles. 

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Chi si recava a Valperga aveva sempre la sensazione di entrare in un santuario tanto l’ingresso era capace di comunicare solennità, a partire dal portone con lo stemma societario in bella vista, fino all’atrio e a uno scalone elegante e sontuoso arricchito dalla consapevolezza di portare al cuore della società granata. 

Il palazzo ospitò negli anni ’40 Ferruccio Novo e il Grande Torino. Che altro si potrebbe aggiungere? L’atmosfera maestosa, elegante e raffinata del palazzo compenetrava perfettamente l’aura onnipotente emanata dagli Invincibili. Squadra e palazzo condivisero per un decennio la medesima visione. Scorreva tra le arterie del team capitanato da Ferruccio Novo un desiderio di rivalsa, l’anelito a una riscossa che potesse scuotere al tempo stesso tanto il mondo del calcio quanto la percezione che il mondo aveva dell’Italia, martoriata dalle atrocità della guerra appena passata. Le parole d’ordine erano tre: risorgere, reinventarsi, ripartire. Provare a realizzare l’impossibile per convincere il resto del popolo italiano che impossibile è solo un aggettivo. 

Il Torino rimase in via Alfieri 6 fino al 1962, anno in cui si decise dolorosamente di dover voltare pagina, cambiare, resettare tutto. Corso Vittorio Emanuele 76 fu presentata come la nuova e ideale destinazione per il club. Si sarebbe aperta la stagione del compianto Orfeo Pianelli alla guida dei granata, con i quali il presidente riuscirà a far vincere alla squadra il suo settimo scudetto. 

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In tutti questi anni, però, Palazzo Valperga è rimasto ancora lì, in cima alla lista delle preferenze dei tifosi granata. E dei design-addicted, anche. 

Non è un caso che il portale americano di architettura e interior design ArchDaily abbia etichettato l’immobile di via Alfieri 6 quale “casa più bella del mondo” inserendola nella sua gallery The Best Building. La selezione avvenne su un campione di 3000 progetti sparsi per tutti i continenti. La ristrutturazione, compiutasi nel 2013, ha valso al palazzo l’appellativo che lo connota grazie all’intervento del Gruppo Building di Piero Boffa, le cui mani da Re Mida hanno trasformato in oro l’immobile rendendolo un condominio state-of-the-art con palestra, spa, terrazzi con giardini e altre simili amenità. Una scelta coraggiosa e vincente, un amalgama sapiente di passato, presente e futuro che continua a irradiare magnificenza dovunque lo si ammiri. 

I 6500 mq di area del palazzo sono divisi in 36 appartamenti, scelta stilistica volta a favorire il ritorno di Valperga alla sua vocazione residenziale. Un patrimonio pubblico trasformato in un luogo iconico anche grazie a iniziative di vario tipo come le edizioni di Luci d’Artista, durante il quale il cortile del palazzo, aperto tutti i giorni e tutto l’anno, si popola di schiere di turisti curiosi e appassionati attratti tanto dalle sfavillanti sculture luminose dell’artista Richi Ferrero quanto dalla suggestione di trovarsi in quella che ancora oggi rimane per i tifosi granata la sede più bella e adorata di sempre. 


Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

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  1. user-14003131 - 2 settimane fa

    Splendido articolo.

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  2. user-13967438 - 2 settimane fa

    Quattro cazzuolate di stucco per abbellettare tre muracci non toglieranno mai dal cuore la sede più amata: il container.
    Sticazzi che ironia amara… manco le sinossi dei film di Fantozzi sono così deprimenti… (me lo dico da solo).
    Poi pensi che un’altra splendida sede è stata autosvenduta al figliulo ciccione del padrone più inviso di sempre, e il sole torna a splendere.
    Papillon

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    1. Immer - 2 settimane fa
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