Toro e la mentalità europea di Mazzarri

Toro e la mentalità europea di Mazzarri

Occhi Sgranata / Torna la rubrica del nostro Vincenzo Chiarizia: “Dopo il mea culpa nei confronti di mister Mazzarri, questa volta mi preme di fare un mea culpa verso il presidente Cairo”

di Vincenzo Chiarizia
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Dopo il mea culpa di venerdì scorso nei confronti di mister Mazzarri, questa volta mi preme di fare un mea culpa verso il presidente Cairo. Sono uno dei suoi più aspri critici su queste colonne, ma quando capita che le sue scelte si rivelano giuste, va riconosciuto senza dubbio alcuno. In particolare devo ammettere che il presidente ha fatto bene a puntare su mister Mazzarri. Sicuramente non mi è piaciuta la tempistica e la modalità del suo arrivo a discapito di un Mihajlovic additato ingiustamente come unico responsabile di una stagione storta. Il presidente Urbano Cairo con il tecnico livornese ci ha visto lungo. Giunto a gennaio 2018, il gioco del Toro non era granché e i risultati erano incostanti. L’anno scorso il Toro ha chiuso in crescendo con un gioco che definire brutto sarebbe riduttivo, ma che alla lunga, specie nel girone di ritorno, ci ha consentito di arrivare in Europa. Ora Mazzarri ha passato alla grande la doppia sfida del secondo turno preliminare di Europa League, ma quello che mi fa ben sperare nel mister non è il fatto in sé del turno passato (contro un avversario effettivamente modesto), ma di come sembra che ormai si trovi a suo agio nel Toro e, soprattutto, in Europa.

Toro, chi ben comincia è a metà dell’opera

A mio modo di vedere ha gestito il gruppo nelle due sfide in maniera egregia. Sappiamo tutti le difficoltà che ha dovuto affrontare a causa dello scarso tempo per la preparazione e dell’assenza di rinforzi, eppure ha messo il Toro in condizione di superare agevolmente il turno. Mazzarri ha la mentalità che ci mancava. Siamo passati da Vantura, che probabilmente sulla panchina dell’Italia pensava ancora che lui e il Toro venivano da Cittadella (ed infatti si è visto come è andata a finire), a Mihajlovic, mister dal grande temperamento e orgoglio, capace di farci ottenere delle grandi vittorie, ma anche delle brutte figure. Capace soprattutto di instaurare un rapporto unico con giocatori e ambiente, Mihajlovic sta vivendo la sua più grande sfida. La conferenza del tecnico serbo in cui ha annunciato la sua malattia è stato un momento che ha scosso la collettività granata e calcistica. A lui, sempre di più e sempre più forte, il continuo abbraccio di gran parte dei tifosi del Toro.

Oggi invece siamo nelle mani di mister Mazzarri che con poche parole ha quasi rivoluzionato il Toro. Abbiamo già trattato su queste colonne come la frase “Vincere deve diventare una cosa normale, non eccezionale” segni uno spartiacque della recente storia granata. Quelle parole spiegano quello che non è stato il Toro negli ultimi 25 anni e quello che un allenatore non ha mai pensato di dire negli ultimi 25 anni. Anche nel post gara contro il Debrecen, Mazzarri mi è piaciuto perché non si è crogiolato sul risultato ottenuto, ma ha evidenziato l’approccio molle con cui il Toro è entrato in campo nel secondo tempo. C’è indubbiamente da lavorare, ma intanto i messaggi arrivano chiari alla testa dei giocatori.

Il Toro sceglie di esordire in Europa League con una rosa ristretta

Ora però, presidente Cairo, dopo averle dato il merito di aver scelto un allenatore che sembra essere a suo agio nella dimensione europea, vogliamo consentire al tecnico di girare a lungo l’Europa con una macchina che non rischi di perdere i pezzi? La rosa oggi è ridotta all’osso. I big della passata stagione sono stati tutti confermati (non potrei immaginare altrimenti), alcuni giovani sono stati ceduti, altri verranno integrati, zero rinforzi e alla voce infortuni troviamo Parigini, Edera, Lyanco Lukic, Falque e ora Baselli. Non abbiamo ancora un secondo portiere (quali sono le difficoltà a scegliere un vice Sirigu?), ancora non arriva Aina e mancano un’alternativa sugli esterni e a centrocampo, mentre in attacco servirebbe qualcosa. Nelle passate dichiarazioni lei presidente aveva detto che avrebbe fatto tre innesti, salvo poi rosicchiare piano piano il numero degli acquisti, dicendo infine che serve un attaccante, che c’è tempo fino ad agosto ma che prima si fa e meglio è. Un insieme di concetti che disorienterebbe chiunque messo di fronte ad un dribbling di Ronaldo Luís Nazário de Lima. Ormai è emergenza e gli innesti devono arrivare prima possibile per poterli integrare negli schemi e dare modo al mister di sfruttarli anche nel terzo turno preliminare.

Non tutti i mali però vengono per nuocere. L’aspetto positivo dell’immobilismo societario sul mercato è che siamo riusciti a vedere gli esordi di Singo e Millico in Europa League. Felicissimo per loro e soprattutto per l’esordio del numero 22 granata. Millico è entrato nell’ultimo quarto d’ora. In due occasioni è apparso frenetico nell’incaponirsi nel cercare la porta e le sue iniziative puntualmente si sono dissolte. Alla terza è stato più bravo: ha ragionato, ha fatto la cosa giusta servendo Zaza in profondità ed alla fine è stato premiato, segnando il 4 a 1. Millico deve ricordarsi questo esordio, per capire che in campo esiste la squadra e non gli individualismi e che se si fa la cosa giusta alla fine si viene premiati.

Toro: tanto entusiasmo, ma il presidente lo anestetizza

Bremer sta acquisendo sicurezza, Berenguer sta diventando un vero jolly e Zaza è in gran forma. L’ex Sassuolo è un altro giocatore rispetto alla passata stagione. Un gol e un assist e se l’intesa col Gallo dovesse definitivamente sbocciare, il Toro potrebbe davvero incutere timore a chiunque. Il capitano è apparso invece meno brillante del compagno di reparto, e ci può stare a questo punto della stagione, soprattutto perché se quando non è brillante comunque riesce ad andare a segno, le premesse sono buone.

Restiamo dunque fiduciosi per il futuro del Toro, con la speranza che l’operato della società in fase di mercato possa realmente regalare ciò che serve per migliorare il rendimento del Toro. Anche perché d’accordo che Mazzarri l’anno scorso voleva la rosa corta, ma quest’anno il Toro è su tre competizioni e sono sicuro che mai e poi mai lui avrebbe voluto ritrovarsi con tutte queste defezioni nel bel mezzo della preparazione e dei preliminari di Europa League.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

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  1. PrivilegioGranata - 3 settimane fa

    Lukic regolarmente ad allenarsi, ieri.
    Baselli anche lui in campo con un personalizzato e la notizia che non ci sono complicazioni.
    Ne consegue che per giovedì avremo la scelta a centrocampo tra Rincon, Meité, Lukic e Baselli per due posti.
    Zaza non è lo Zaza dello scorso anno. E’ un giocatore nuovo, fisicamente esplosivo, inserito negli schemi.
    Berenguer sta stupendo per la crescita, l’intelligenza calcistica, le giocate importanti. Fate mente locale tra andata e ritorno col Debrecen in quanti gol è stato determinante.
    Le uniche notizie spiacevoli riguardano Djidji, Lyanco e Falque. La loro assenza riduce il ventaglio di scelte di Mazzarri, anche se in difesa con Izzo, N’Koulou, Bremer e Singo per ora siamo coperti a sufficienza.
    Parigini è un bene che si sia operato di sport ernia e tornerà più forte di prima.
    Edera non mi è piaciuto, prima si è fatto le vacanze, poi si è operato (alla spalla?). E’ in partenza perché fuori dal progetto?
    Ultima cosa, Ola prendi esempio dal Gallo, da Rincon & c.: tagliati le ferie e vieni a lottare, stronzetto.

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  2. granata - 3 settimane fa

    Articolo un po’ sconclusionato. La frase: “Mazzarri ha passato alla grande la doppia sfida del secondo turno preliminare di Europa League…”, rasenta il ridicolo vista la poca consistenza dell’ avversario. Qualcuno pensava veramente che il Debrecen (squadra da Serie C italiana) potesse impensierire il Toro? E poi la frase su la “rosa ridotta all’ osso” è un tantino azzardata, se si pensa che soprattutto in difesa e in attacco c’ è un discreto numero di giocatori (Ola Aina, De Silvestri, Ansaldi, Bremer, Djidji, Izzo,’Nkoulou, Lyanco, Bonifazi; Belotti, Zaza, Berenguer, Edera, Parigini, Millico). Altro discorso se si dice che, dopo qualche sfoltimento, mancano un paio di elementi per far fare un vero salto di qualità alla squadra. Manca soprattutto un centrocampista di personalità, fisico e buona tecnica, doti che finora nè Meitè, nè Baselli hanno mostrato di avere a sufficienza.

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    1. FVCG'59 - 3 settimane fa

      Se si vuole fare il famoso salto di qualità, lo si deve fare anche come mentalità e Mazzarri è sicuramente un po’da aggiornare. Mi viene in mente il grande Gigi Radice:se non avesse inventato il suo nuovo e coraggioso modulo di gioco, lo scudetto e i Gemelli del gol ce li potevamo scordare! Nel calcio, come nella vita, bisogna osare! ma certo, non tutti hanno nel loro DNA questa qualità…

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      1. dariog - 3 settimane fa

        esatto

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      2. PrivilegioGranata - 3 settimane fa

        Il che significa che hai capito niente di come attualmente Mazzarri schiera la squadra in campo e con quale obiettivo.

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  3. Garnet Bull - 3 settimane fa

    Un aspetto che non mi è chiaro dell’articolo è il voler continuare, dopo quasi due anni, ad esentare miha dalle colpe della stagione fallimentare. Un allenatore esonerato in quasi ogni sua esperienza, incapace di effettuare cambi e reo di schierare una squadra completamente sbilanciata, così come non capisco perché si debba continuare ad innalzare ventura ad unico colpevole della disfatta nazionale…. Ci rendiamo conto che in campo ci vanno i giocatori? Quindi ventura avrà si 70% delle colpe ma come potrà mai essere l’unico capro espiatorio? Bella a tutti

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    1. ddavide69 - 3 settimane fa

      Dunque per ventura la colpa era dei giocatori, invece per mihaijlovic la colpa era solo di mihaijlovic. Ventura ha giocato due partite fotocopia con la svezua e ci ha fatto uscire dai mondiali, continuando a fare cross al centro e lanci lunghi contro gente più alta di dieci centimetri in media più dei nostri, invece di entrare palla al piede in arwa. Mihaijlovic non è stato in grado di cambiare mentalità e avendo quasi esclusivamente gente che difendeva poco, però col Bologna qualcosa ha fatto.

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  4. tororussia - 3 settimane fa

    le solite minchiate di un leccaculo

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    1. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

      Ciao Vanni.
      Al pari del tuo compagno di merende obiettivo che confonde Ungheria con Bulgaria dovresti cambiare nick in ToroBielorussia

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    2. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

      ToroRussia alias almeno altri 8 nick come al solito non hai capito quanto scritto nell’articolo.

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  5. Mimmo75 - 3 settimane fa

    Bravo Chiarizia. Non sono d’accordo solo solo su Miha. Gli auguro di tornare in formissima ma lo reputo una delle scelte più sciagurate della storia del Toro. Per il resto sottoscrivo tutto.

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    1. Mimmo75 - 3 settimane fa

      …o meglio…sottoscrivo il senso dell’articolo perché non ho da fare mea culpa verso Cairo per la scelta di Mazzarri. Speravo nell’arrivo di Walterone già per il dopo Ventura e ho glorificato Cairo quando, finalmente, lo chiamò per sostituire Sinisa.

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  6. Tifoso Obiettivo - 3 settimane fa

    Per i vari attendenti di 104 che si limiteranno a leggere le prime 3 righe e si precipiteranno a commentare qua sotto.
    Si è scusato per averci visto lungo sulla scelta di Mazzarri.
    Ma la critica ad un mercato penoso e assolutamente vomitevole e vergognoso rimane.

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    1. unasolafede - 3 settimane fa

      Grazie della precisazione MAESTRO.

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    2. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

      Buongiorno dottore oggi non da del camerata a nessuno?
      Con profonda disistima le auguro una radiosa giornata.

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      1. Garnet Bull - 3 settimane fa

        Mi aggrego all’augurio

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        1. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

          Comunque buon sabato a tutti!!
          E giuve merda a tutti i non gobbi scriventi del sito

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          1. Garnet Bull - 3 settimane fa

            Ma guarda te oh, li nomini e spunta un dislike! Inventiamo uno spray anti gobbi o qualcosa che comunque li tenga lontani

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          2. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

            Il loro olezzo è inconfondibile caro Garnet@ e vedrai che i dislike aumenteranno.
            saranno messi da persone alle quali sto sui maroni non da gobbi.

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  7. GranaSiempre - 3 settimane fa

    Apprezzo il “mea culpa” di Chiarizia, segno almeno di onestà intellettuale che riesce ad abbattere qualsiasi pregiudizio.
    WM vero valore aggiunto e le sue parole di ieri sera sono emblematiche!
    Avanti così

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  8. Policano - 3 settimane fa

    Non ha parlato dei gobbi…..

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