Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

Sotto le granate / Torna la rubrica di Maria Grazia Nemour: “Si ritorna a giocare con regole che non avevano mai regolato il calcio: 5 cambi”

di Maria Grazia Nemour

Potremmo ritornare alla normalità cambiando tutto. O quasi.

Si ritorna a giocare dopo un sonnellino obbligato di lunghe settimane. C’era chi si allenava nella sua palestra personalizzata nel parco di casa, chi era confinato in alloggio e correva su e giù per le scale. Chi era da solo e chi non era mai stato così tanto tempo insieme alla moglie.

Il ricominciamento potrebbe risentire di quello stiracchiarsi tipico dei gatti dopo il riposino, quello che permette qualche risultato inaspettato a inizio campionato, quando qualcuno arriva dalle partite di Europa League, qualcuno da tornei esotici, altri in infradito, direttamente dalla spiaggia. Forme fisiche non ancora perfettamente omologate dallo standard prefissato dal progetto dalla squadra.

Si ritorna a giocare con un polmone in meno con cui correre, il fattore campo. Niente spinta fatta dell’energia di chi profondamente ama e fortemente tifa. La casa è il luogo migliore quando c’è amore, il peggiore quando si vive di delusione e rancore.

Smart calcio

Si ritorna a giocare con regole che non avevano mai regolato il calcio: 5 cambi.

Fino agli anni sessanta chi entrava in campo ci rimaneva fino al termine del confronto, dosava forza e recupero spalmando la prestazione su un tempo che conosceva e non poteva cambiare. Stoicamente, chi lasciava il campo prima del tempo, lo faceva in barella.

Successivamente, viene concessa una sostituzione.

Sono gli anni ottanta e le sostituzioni passano a due, nel 1995 si arriva a tre.

E tre… iniziano a diventare qualcosa di più che il modo per sostituire il giocatore zoppicante. Cambiare tre giocatori in una partita può diventare un modo diverso di giocarla, quella partita. La gara è concepita per 14 giocatori, non è così centrale il fatto che ne scendano in campo 11 alla volta. Ci sono allenatori che impostano le strategie di gioco investendo sull’equilibrio, ogni volta diverso, che si crea con la sostituzione di un ruolo o uno specifico profilo, in quel ruolo.

Nel 2020, l’anno bisesto della pandemia, la Fifa decide che le sostituzioni passano, momentaneamente, da tre a cinque. Un po’ perché si giocherà a ritmo serrato per recuperare la primavera vissuta sospesa in una bolla di incertezza, un po’ perché si giocherà con temperature inusuali, quelle tipiche dell’estate.

Fatto sta che se tre cambi, prima, potevano influenzare una partita, ora, cinque, sono in grado di determinarla.

Ei fu, 4 maggio

Mi torna in mente un vibrante derby giocato sui cambi. Era il 2016 ed era dicembre, sulle panchine Miha e Allegri guardano un primo tempo equilibrato, che ricomincia dopo 15 minuti di pausa allo stesso modo, equilibrato. Mancano poco più di 20 minuti alla fine, il gol di vantaggio è ballerino e Allegri sostituisce Lemina con Sturaro, Mandzukic con Dybala.

Miha replica con Acquah al posto di Baselli. Allegri sorride, tirando fuori Cuadrado e inserendo Pjanic. Subito Miha ringhia e ulula togliendo Benassi e Iago, dentro Martinez e Boyè.

Ecco, tanto per dire che anche con i cambi ognuno fa come può, con quello che ha, nel modo che più gli somiglia.

Avere una panchina di titolari, trasforma le scelte da ripiego in strategia.

Insomma, cambierà tutto.

E quando cambia tutto, il Gattopardo insegna… probabilmente non cambierà nulla.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

9 Commenta qui

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  1. rolandinho9 - 2 mesi fa

    i mondiali che si giocano d estate spesso con temperature proibitive e rose lunghe e di qualità prevedono 3 cambi nei 90 minuti…perchè farne fare 5??? si creerebbero solo perdite di tempo infinite nei finali di partita, sarebbe un obbrobrio, e inutile! bisogna saper dosare le proprie forze.
    a tennis puoi giocare 6 ore a parigi con 40 gradi a giugno e non ti fanno fare pause piu lunghe o ti accorciano il formato al quinto set in corso d opera, serve grinta!

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  2. gpmorano - 2 mesi fa

    Ricordo male io o Mazzarri, al Toro, ha dichiarato in più occasioni che 3 cambi erano pochi sia per il calcio iper-atletico di oggi che per poter cambiare veramente la strategia qualora si sia
    mandata in campo la squadra sbagliata?

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    1. christian85 - 2 mesi fa

      ciao gpmorano
      ricordi bene.

      Ma allora a questo punto mi urge un dubbio, visto che molti mi hanno detto che non era vero.
      Tutti mi dicono che è stato Mazzarri a volere la rosa ristretta, se è cosi allora qualcosa non mi quadra, se Mazzarri stesso ha dichiarato che 3 cambi sono pochi. Figurati con una rosa ridotta all’osso 🙂

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  3. Paul67 - 2 mesi fa

    Senza fare paragoni con altre squadre, noi 5 cambi di livello con i titolari nn li abbiamo, ma neanche prima con 3.
    Che DIO ci protegga, visto che ci sono anche i turni infrasettimanali.

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  4. maxx72 - 2 mesi fa

    Maria Grazia sempre la migliore di toronews. Grazie mille.

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    1. ninjiagranata - 2 mesi fa

      Sempre detto e qui lo confermo

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    2. Roland78 - 2 mesi fa

      Assolutamente d’accordo.

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  5. ninjiagranata - 2 mesi fa

    Infatti fini alla metà degli anni 80 si poteva parlare ancora di calcio come sport , ora non saprei come definirlo , se non usando parole di non ma volgarità rara , prima si giocava Titti alla stessa ora ed anche le coppe europee tutte il mercoledì con partite andata e ritorno , adesso 5 sostituzioni ( altro favore alle società ricche ) poi giocare ogni 3 giorni d estate , poi forse play off e play out , sinceramente non mi piace più questo calcio dove si cambiano le regole in corso d opera , vi sembra sport ? Ho nostalgia di me stesso che da bambino giocava a calcio nel cortile o nel campetto vicino a casa sognando d essere Pulici o Graziani ( sto invecchiando ) ed ascoltando alla radio tutto il calcio minuto per minuto , tra poco diranno che se una squadra con maglie a righe segna un goal conble mani sarà considerato valido ( ah già quello è sempre stato così)

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  6. christian85 - 2 mesi fa

    non ci fosse stato il lockdown, dopo Napoli Toro persa 2-1 inanellando la fantastaica settima sconfitta consecutiva, a quel punto, l’unica cosa che si poteva cambiare era mettere in campo direttamente la Primavera, visti e risaputi i problemi di dialogo nella societa’.

    Adesso, visto che lo stop in un certo senso ha chiarito un po’ le idee, voglio proprio vedere se i mercenari vorranno andare fino in fondo a fare schifo o se all’improvviso grazie all’intervento di Vagnati, tireranno fuori le palle e magari tra una cosa e l’altra il 7 posto lo andiamo ad acciuffare……

    Mi preoccupa purtroppo che dovranno giocare 3 partite a settimana con la rosa piu’ corta della storia granata.

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