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UNA VOCE FUORI DAL TORO

La mutazione del DNA del tifoso del Toro

Foto Lapresse/Ufficio stampa Torino FC

Una voce fuori dal Toro / Torna la rubrica di Enzo Borgna: "Resto convinto che se Juric saprà rivalutare la squadra, Cairo non si tirerà indietro con i giusti reinvestimenti"

Enzo Borgna

Toro News presenta "Una voce fuori dal Toro", una nuova rubrica a cura dell'avvocato Enzo Borgna, autore di svariate pubblicazioni in materia giuridica, ex dirigente sportivo e ovviamente tifosissimo granata. Con Enzo si arricchisce il ventaglio degli opinionisti di Toro News, che da sempre fa del pluralismo delle idee (e della loro circolazione) un tratto distintivo della propria politica editoriale. Buona lettura. 

In questa seconda puntata della mia rubrica preliminarmente vorrei ringraziare tutti coloro che hanno commentato il mio articolo precedente, alcuni con l’ironia che ha sempre caratterizzato il tifoso granata. Ed è proprio l’approccio del tifoso granata alle vicende attuali della squadra che vorrei discutere questa volta.

Il DNA originario del tifoso del Toro vuole che sia un combattente, intimamente convinto che, anche se troppe volte sconfitto e financo deriso, la ragione per cui tifava era la maglia granata. Se infatti già in passato non sono mancate le contestazioni (addirittura finirono nel mirino anche Gigi Radice e Orfeo Pianelli), la stagione successiva si ripartiva sempre con rinnovato entusiasmo nell’ambiente. Da qualche anno invece respiro solo disfattismo (che da ultimo è sfociato nel cattivo gusto, non certamente imputabile alla maggioranza dei veri tifosi, di invitare il Presidente a non seguire la squadra in ritiro). Walter Mazzarri è stato addirittura contestato pure avendo conquistato l’Europa League, e la sua squadra è stata contestata dai tifosi persino dopo una vittoria, quella contro il Genoa.

Oramai purtroppo qualunque decisione, anche la più radicale (il cambio di dirigenti), viene contestata a prescindere. Prendiamo ad esempio la scelta di puntare su Milinkovic-Savic. Il Mister evidentemente vuole correre il rischio di scoprirne le potenzialità, anche se si è cautelato con un portiere d’esperienza disponibile a fare il secondo, a mio parere non meno affidabile del Sirigu delle ultime 2 stagioni. In questo caso nulla c’entra la asserita taccagneria di chi ha in mano la cassa. Il vero problema è che oramai Cairo viene additato come il male del Toro e, a leggere i commenti di tanti, ove se ne andasse tutto andrebbe meglio.

Io credo invece, anche tenuto conto delle esperienze negative passate, ivi compreso il progressivo declino finanziario di quel galantuomo di Pianelli, che una delle cose che a un tifoso dovrebbe interessare della squadra del cuore è che abbia un bilancio sano. So bene che non è una grande soddisfazione, ma ci aiuterebbe ad avere un altro tipo di approccio e la squadra ne trarrebbe benefici. La stessa Atalanta di Percassi è cresciuta soprattutto grazie al Gasp, ed all’origine delle sue fortune la differenza non l’ha fatta la campagna acquisti. Non conosco personalmente Cairo, ma resto convinto che se Juric saprà rivalutare la squadra non si tirerà indietro nell’effettuare i giusti reinvestimenti. Concludo dicendo che non vedo l’ora di tornare allo stadio per rivedere gli amici, sentire la Maratona incitare la squadra e cantare (quest’ultimo è un privilegio che hanno solo i tifosi granata) senza esporre striscioni polemici.

Avvocato generalista da oltre 40 anni, autore di un saggio sulla storia della professione forense pluripremiato (con un lontano passato di direttore sportivo di due squadre militanti in Eccellenza) e tifoso del Toro da quando Meroni ha vestito la maglia granata.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.