Le parole del tecnico della Primavera dopo la vittoria contro i giallorossi

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Torino-Roma Primavera 2-1: il film della partita

Al termine del match tra Torino e Roma, il tecnico granata Francesco Baldini ha parlato ai microfoni di Toro News commentando la vittoria della sua squadra dopo un finale incandescente al Robaldo. Di seguito le sue parole.

Spesso i finali vi hanno punito in questo inizio di stagione, oggi siete stati bravi a passare dalla sofferenza al gol. “Non mi piace mai parlare di fortuna o sfortuna, però nel calcio ci sono i periodi dove, come a Cesena, lisci la palla sul primo palo nell'ultimo calcio d'angolo, si crea una mischia in area e prendi gol. Detto questo, questa settimana abbiamo lavorato su questo aspetto con i ragazzi, parlando con loro. Devo devo fare i complimenti a questa squadra perché, a prescindere da oggi, mi sta facendo divertire. Vi farei vedere i ragazzi in allenamento durante la settimana: hanno ritmo e intensità. Finora quello che ci è mancato è che non siamo stati capaci di riportare in campo quello che era il lavoro fatto in settimana: c'è sempre stato qualcosa che non andava. Io penso che questa partita possa essere una svolta nella testa dei ragazzi, poi non si vincerà sempre, però avevano bisogno di questo risultato e se lo meritavano. Quindi i complimenti vanno ai ragazzi perché veramente durante la settimana vanno fortissimo. Non avevamo raccolto quello che secondo me meritavamo: se andiamo a analizzare la sconfitta col Milan al 94°, il 2-0 contro il Verona prima di farci riprendere, la sconfitta a Cesena. Con la Roma mi sembrava di vivere lo stesso incubo perché poi ci siamo presentati tre volte soli davanti alla porta e non abbiamo fatto gol, lo abbiamo preso alla fine della partita. Gli episodi fanno cambiare le stagioni, insomma. Penso che sia arrivata con la Roma una vittoria importante contro una squadra forte, a cui mancano dei giocatori perché sono in prima squadra e che poi dovrà giocare anche Youth League: se sono riusciti a tenere testa a noi in quel modo, vuol dire che sono veramente una squadra forte, bisogna darne merito. Però i miei ragazzi si meritavano questa vittoria e io son contento. Prima della partita gli ho detto 'Ho voglia di vedervi festeggiare', e son contento di averli visti festeggiare”.

Francesco Baldini

La sosta naturalmente vi ha tolto giocatori tra nazionali e prima squadra. A che punto è allora l'amalgama della squadra? “C'è stato un periodo che ci siamo allenati in quattro, in cinque: avevamo alcuni giocatori in nazionale e altri in prima squadra, a cui è giusto dare i giocatori. Ho rubato un po' di giocatori all'Under 18, ma poi la settimana dopo, quando noi eravamo ancora nella sosta, loro giocavano, quindi non ho dovuto influire portandone via tanti. La sosta dovrebbe essere il momento dove si lavora o dove si recupera, ma noi abbiamo avuto pochissimi giocatori. Detto questo, è un gruppo che sta bene insieme, ci può veramente dare delle soddisfazioni. Io sono veramente orgoglioso di questi ragazzi, è stata quasi emozionante questa vittoria perché la soddisfazione di noi allenatori poi è vedere questo, una squadra che si compatta, anche se i risultati non sono favorevoli, una squadra che nella sconfitta continua a lavorare senza sosta. E sapevamo che ci vogliono due, tre, quattro mesi, insomma, per diventare squadra. Abbiamo cambiato tanto, ancora da inserire dei giocatori, però è una squadra che sta bene insieme, l'ho visto anche mercoledì quando siamo andati a cena tutti insieme”.

Avete saputo soffrire con la Roma. La difesa e il centrocampo sono riusciti a mantenere la concentrazione. Ha lavorato particolarmente su questo? “Abbiamo un preparatore veramente molto bravo, Stefano Di Tunisi, viene dal football americano. È uno sportivo all'ennesima potenza e ha lavorato veramente duro con i ragazzi. Nella fatica il gruppo si è compattato. Ci mancava questa vittoria contro una squadra importante, per poter far partire, secondo me, il nostro campionato. Ma partire intendo a livello di spirito, a livello di concentrazione, di determinazione. Mi sarebbe dispiaciuto tanto pareggiare questa partita perché i ragazzi non se lo meritavano. Li ho visti festeggiare e sono molto contento. Ora, non abbiamo fatto sicuramente nulla, però questa, secondo me, è una squadra forte, composta da giocatori forti. È stato fatto un ottimo lavoro a livello di mercato, e quindi stava solamente a me metterli insieme. Ripeto, abbiamo ancora da inserire diversi giocatori che sono arrivati: Alexandre e Tchamda, li ho fatti giocare la prima partita dopo due giorni, rischiando, perché volevo vederli. Ne abbiamo ancora altri da inserire e secondo me questa può diventare una squadra forte. In campo ho visto lo spirito Toro, che è la cosa più importante in assoluto. A un certo punto, verso la fine del primo tempo, c'era stato tantissimi duelli e noi siamo stati lì a duellare, non ci siamo tirati indietro. Alla fine del primo tempo ho ribadito che non volevo che si tirassero indietro di un centimetro e son stati veramente tosti. Anche giocatori che magari hanno qualità diverse, come può essere Conzato, come può essere Scacchi, li ho visti lottare. Ed è fondamentale ritrovare lo spirito Toro: questa è casa nostra”.

Il trio Scacchi-Bonacina-Conzato è la sua idea definitiva di attacco? "Sapevo che la Roma giocava uomo contro uomo come gioca la prima squadra. E la mia idea era portare via terzini con Scacchi per lasciare gli esterni uno contro uno, oppure una mezzala che si inserisce. Quindi la prima volta che si presenta Luongo davanti alla porta è una soddisfazione doppia perché è quello su cui avevamo lavorato questa settimana: Scacchi che svuotava la zona davanti portando via terzini e cercando di sorprenderli con la velocità di Bonacina, Conzato, Luongo e Ballanti. Ci siamo presentati soli davanti alla porta, quindi poi dopo quando vengono anche le giocate che provi durante la settimana è una soddisfazione doppia”.

Il Toro ora ha una casa da difendere, dice spesso. C'era una bolgia con la Roma, la carica un ambiente così caldo in vista del derby? “Con la Roma è sempre una partita particolare, in campo ero così concentrato che non mi sono neanche accorto della bolgia e mi dispiace. Io sono stato alla Roma, ho vinto un campionato italiano con gli Under 17 e ho tanti amici. Il Robaldo è casa nostra e dobbiamo difenderla, anche nel derby. Io l'ho giocato dall'altra parte con la maglia della Juventus, al Filadelfia nel 2018: Torino-Juventus, ci saranno state 3.000 o 4.000 persone. C'era tutta la tribuna piena. Mi ricordo che si pareggiò, non mi ricordo neanche il risultato (2-2, ndr), però mi ricordo che quella partita fu incredibile. Ma il Torino è questo, il Toro è questo. Questa settimana siamo stati a Superga, sentiamo lo spirito. Secondo me a Cesena eravamo un po' mancati sotto questo punto di vista, perché ci ha battuto nello spirito, dei duelli, e una mia squadra non può accettare questo. E quindi questa settimana siamo stati dei martelli sotto questo punto di vista e la soddisfazione di oggi è che ho visto una squadra veramente da Toro”.

Articolo a cura di Eugenio Gammarino e Irene Nicola

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