Tutti i dettagli sul dossier riguardo al Toro circolato negli ambienti della finanza: li svela Fassone
Non c'era bisogno di rivoluzioni (VIDEO)
Si sa, qualsiasi notizia, o voce, o anche sentore, esca riguardo a un possibile cambio di società, l'ambiente del Torino si scalda. La contestazione è la facciata di un rapporto tutt'altro che pacifico tra i tifosi granata e il presidente Urbano Cairo. Nelle ultime settimane sono circolate diverse voci riguardo a un dossier presente negli ambiti della finanza americana e, in particolare, in quelli legati a Bank of America, ente importante nell'economia statunitense e già protagonista nell'ambito delle cessioni di Milan e Inter. Poi è stato tirato in ballo anche il nome di Marco Fassone: “Ho letto anche io quelle voci. Ero all’estero, un mattino mi sono svegliato con il telefonino invaso di messaggi", ha raccontato ai microfoni di Radio Sportiva.
Torino in America? Fassone: "Vi dico la verità"
Ex dirigente di Juventus, Napoli, Inter e Milan, Marco Fassone negli anni si è costruito una figura importante come mediatore nei rapporti tra il calcio italiano e gli ambienti della finanza estera, in particolare in America e in Medio Oriente. Il suo nome è rilevante quando si parla di cessioni di club di calcio. Soprattutto se si parla di quelli italiani. Così è stato associato anche alla cessione del Torino: "Nel mio lavoro attuale faccio da consulente o advisor a tanti soggetti interessati a investire nel mondo del calcio in Europa - ha spiegato Fassone a Radio Sportiva -. L’anno scorso, a fine 2025, uno dei miei clienti mi aveva chiesto di fare un’esplorazione approfondita sul Torino. La cosa è nata e finita lì. RedBull? No, altri clienti. Al momento non c’è nulla di concreto, non ho nessun mandato né nessun cliente che mi ha chiesto concretamente di ragionare sul Toro". Queste parole tolgono ogni dubbio e raccontano un fatto, più che una notizia.La verità sul calcio italiano: molto più che un pallone
"Il calcio italiano in questo momento nel mercato europeo, unitamente alla seconda divisone inglese, è il campionato su cui si calamitano le attenzioni più importanti". Quando si parla di club di calcio bisogna sempre ricordare che non si parla soltanto di squadre. Innanzitutto si parla di società milionarie. E poi si parla di molto, molto altro: "Abbiamo un rapporto qualità-prezzo dei club molto favorevole e soprattutto siamo il paese che presenta le maggiori possibilità europee dal punto di vista delle infrastrutture", ha spiegato Fassone. Chi investe nel mondo del calcio è consapevole che, al di là degli 11 giocatori che inseguono un pallone, c'è tutto un contorno da curare e che può portare introiti ben maggiori rispetto alla gestione caratteristica del club. "Per un investitore, al di là dello sviluppo calcistico, c’è tutta la parte infrastrutturale (stadi e centri di allenamento) su cui siamo talmente indietro - analizza l'ex dirigente del Milan a Radio Sportiva - che un investitore istituzionale con un po’ di buon senso e che abbia la possibilità in 5-7 anni di sistemare il club e affiancare la proprietà con delle strutture “state of the heart” può fare anche del buon business”. Alla luce di queste parole, sembra evidente un concetto già esposto in precedenza: in un contesto simile, quando un proprietario - nella fattispecie, Cairo - si dichiara disponibile a intavolare una trattativa di cessione di una società milionaria, è più che naturale che qualcuno se ne interessi. Ma da qui, a passare alle "cose formali", la strada è comunque lunga.© RIPRODUZIONE RISERVATA