Un'amichevole dall'amaro epilogo, la trasferta dalla quale gli Invincibili non tornarono più

Cominciò tutto a Genova, in un Italia-Portogallo. I lusitani vanno in vantaggio, poi le quattro reti azzurre: Menti, Mazzola e anche Maroso. Finirà 4-1 per la Nazionale allenata dal presidente granata Ferruccio Novo: a tutti gli effetti un Ital-Toro. Al termine di quella sfida ci fu l'incontro che avrebbe cambiato per sempre le sorti del calcio italiano e mondiale. Francisco Ferreira si ritrovo a parlare con Valentino Mazzola e gli propose qualcosa di speciale: "Vorrei affrontare la squadra più forte del Mondo". Questo il preambolo di quella che, ai posteri, sarà ricordata come l'ultima partita disputata dal Grande Torino. Cadeva oggi, 3 marzo, di 77 anni fa.

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La carriera di Ferreira era agli sgoccioli e, di certo, non era il calcio dei 'paperoni' a cui oggi siamo abituati. Non aveva guadagnato molto e per questo affrontare il Torino poteva essere una buona opportunità sia dal punto di vista strettamente tecnico, nel confrontarsi sportivamente contro l'eccellenza calcistica, sia - o soprattutto - per garantirsi un ottimo incasso come liquidazione. Mazzola, lusingato e disposto ad aiutare Ferreira, spinse Ferruccio Novo a trovare la data giusta per questo confronto di respiro internazionale. Andò in porto e, così, dopo un Inter-Torino in cui i granata si assicurarono la vittoria del quinto scudetto consecutivo, volarono verso la penisola iberica. L'Estadio Nacional fu teatro dell'ultima esibizione di quella macchina perfetta. Fu una recita spettacolare: Ossola, colui che rappresentò il primo tassello di quel progetto che si assicurava vincente, fu il primo a finire a tabellino, poi le quattro reti dei padroni di casa, fino alla definitiva rete del 4-3 siglata da Romeo Menti.

Il resto è ben conosciuto a chiunque abbia un minimo di interesse verso la città di Torino, il calcio o i racconti che mescolano sport al mistero che riservano certi fatti della storia. Da Lisbona si creò il mito e trasformò quei ragazzi in qualcosa di più della squadra più forte della loro epoca. E anche domani, alla Basilica di Superga, per la 77a volta gli ereditari di quella tradizione, dai tifosi ai giocatori, si ritroveranno di fronte alla lapide per ricordare la memoria di questi uomini grandiosi trasformatisi in Eroi.

BENFICA-TORINO 4-3

Arbitro: Pearce (ENG)

RETI: pt 9' Ossola (T), 23' e 39' Melao (B),33' Arsenio (B), 37' Bongiorni (T), st 40' Rogerio (B), 44' Menti rig. (T).

BENFICA: Contreros (Machado), Jacinto, Fernandes, Morira, Felix, Ferreira, Corona (Batista), Arsenio, Espiritosanto (Julio), Melao, Rogerio.

TORINO: Bacigalupo, Ballarin, Martelli, Grezar, Rigamonti, Castigliano (Fadini), Menti, Loik, Gabetto (Bongiorni), Mazzola, Ossola.

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