Giornata importante per l'ex difensore granata, passato da una sponda all'altra del Po

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Per i tifosi del Torino, il nome di Angelo Ogbonna resta ancora oggi legato più alla delusione che ai ricordi positivi. Eppure, per anni, il difensore era stato uno dei simboli della rinascita granata. Arrivato giovanissimo a Torino, cresciuto nel vivaio e diventato rapidamente titolare, Ogbonna sembrava pronto per diventare uno dei simboli del club. In quegli anni, del resto, il calcio italiano viveva ancora di bandiere, da Francesco Totti alla Roma ad Antonio Di Natale all’Udinese.

Torino FC v Atalanta BC - Serie A

Elegante, autorevole e sempre più centrale nello spogliatoio, Ogbonna era vicecapitano alle spalle di Rolando Bianchi e rappresentava il presente e il futuro del Toro. Le sue prestazioni lo portarono fino alla Nazionale e all’interesse delle big italiane. Poi, nell’estate del 2013, arrivò la scelta che cambiò tutto: il trasferimento alla Juventus. Una ferita che, per molti tifosi granata, non si è mai rimarginata. Perché Ogbonna non era un giocatore qualunque: era cresciuto con quella maglia addosso e veniva considerato uno dei pochi destinati a incarnare davvero lo spirito del Toro. Passare direttamente ai rivali storici fu vissuto come un tradimento sportivo difficile da accettare, soprattutto per il valore simbolico che il difensore aveva assunto negli anni precedenti.

Anche il campo, poi, finì per raccontare una storia diversa da quella immaginata a Torino. Alla Juventus Ogbonna non riuscì mai a diventare protagonista: da leader granata si trasformò in una semplice alternativa nelle rotazioni bianconere, senza mai lasciare davvero il segno. La sua vera rinascita arrivò soltanto più tardi, in Inghilterra, con il West Ham, dove è stato per quasi dieci anni un punto fermo della difesa e uno dei giocatori più apprezzati dell’ambiente. A Torino, però, il ricordo resta inevitabilmente legato a quell’estate del 2013. Perché certi trasferimenti, soprattutto sotto la Mole, pesano più di qualsiasi prestazione in campo.

Oggi il difensore compie 38 anni. Chissà se, alla vigilia del derby, anche lui ogni tanto ripensa a quella scelta che lo ha allontanato per sempre dal cuore del Toro.

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