Il 17 aprile 1893 nasceva una delle figure più iconiche della storia del Torino

Oreste Bolmida è una delle figure più emblematiche legate alla storia del Toro e del Grande Torino. Un personaggio ormai al confine tra realtà e mito, simbolo del celebre quarto d’ora granata. Una storia talmente particolare da sembrare uscita da un fumetto giapponese, e che ancora oggi rappresenta una delle immagini più forti dell’identità granata. Per molti, Bolmida può essere considerato anche un precursore del tifo moderno, quasi un padre spirituale dei futuri ultras.

Nato il 17 aprile 1893, Bolmida lavorava come capostazione a Torino Porta Nuova. Tra i suoi compiti c’era quello di suonare la tromba per segnalare le partenze dei treni: lo strumento divenne parte della sua quotidianità e finì per accompagnarlo anche allo stadio Filadelfia, dove seguiva il Torino negli anni del massimo splendore. Era una squadra dominante, ma soprattutto era una squadra con un tratto distintivo preciso: la capacità di reagire con forza quando la partita sembrava compromessa. In quei momenti entrava in scena Bolmida. Dagli spalti, alzava la tromba e lanciava un segnale sonoro potente, riconoscibile da tutto lo stadio. Era l’annuncio del quarto d’ora granata. Da lì in poi cambiava l’inerzia: intensità più alta, pressione costante, attacco totale. Il gesto simbolo di Valentino Mazzola, le maniche alzate, diventava la risposta in campo a quella chiamata. In pochi minuti il Torino si trasformava, trascinato da una carica collettiva che coinvolgeva squadra e tifoseria. Quel quarto d’ora è rimasto nella memoria proprio perché rappresentava l’essenza del Grande Torino: una squadra che non poteva arrendersi, pronta a dare tutto fino all’ultimo, capace di accendersi e brillare quando contava davvero.

La leggenda del quarto d’ora granata si è interrotta bruscamente con la tragedia di Superga, il 4 maggio 1949, quando l’aereo che riportava a casa la squadra si schiantò contro la collina. Con la fine del Grande Torino si chiuse anche una delle pagine più intense del calcio italiano. Bolmida suonò ancora un’ultima volta, ma non era più un richiamo: era un saluto. Un suono diventato simbolo di lutto, legato per sempre alla memoria di quella squadra. Oreste Bolmida resta così una figura centrale della Storia granata: un tifoso diventato icona, la voce di uno stadio e di un’epoca. E, soprattutto, il simbolo di quel Torino che nei momenti decisivi sembrava capace di fermare il tempo.

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