Dal gioco di basso livello espresso dal Toro di D'Aversa a un'opinione sui singoli e sull'attacco in bilico: cosa ne pensano i Toro Club delle ultime in casa granata?
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Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Rosario Decrù (presidente Toro Club Condove e Valsusa), Floriano Barcellini (segretario Toro Club San Maurizio d'Opaglio "Neve Teofilo") e Mirella Zanino (Toro Club don Aldo Rabino). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.
La tendenza del Toro nelle ultime partite è questa: fare punti ma con un calcio di basso livello. Che ragionamenti bisogna fare a riguardo?
Decrù: "La materia prima dei giocatori è sempre quella: 4-5 giocatori medio-buoni, il resto è mediocre. Manca qualità di base. Ciò rientra nell’ottica degli ultimi 21 anni di questa gestione del Torino FC. È sempre la stessa minestra. Per quanto riguarda noi, io in particolare, sono due anni che non vado più allo stadio per protesta contro questo modo di gestire la società. La protesta attuale delle curve l’abbiamo predicata per anni, senza che la Maratona ne prendesse spunto. Sono contento che adesso la Maratona se ne sia accorta".
Barcellini: "Purtroppo, è la realtà dei giocatori che non ha scelto il mister, si è trovato una squadra in corsa, debilitata, non organizzata e porta a casa quello che può. I giocatori sono di bassissimo livello, la capacità del mister vecchio è stata quella di non assemblare un gruppo e di non far sentire i giocatori parte di un gruppo. Gli allontanamenti dei ragazzi non hanno certo aiutato".
Zanino: "Bisogna sempre lottare per dare di più come dice D'Aversa. Il cambio di allenatore è stato fondamentale e andava fatto anche un po' prima. D'Aversa sta lavorando da poco con i ragazzi, ma bisogna comunque puntare al massimo, anche se siamo a fine campionato, a salvezza raggiunta e senza stimoli. C'è un posto da riconquistare, perché siamo quasi sotto il 4 maggio e i pochi giocatori, che hanno piacere di onorare la maglia che indossano, devono dimostrare il proprio valore. Durante l'annata abbiamo visto grandi partite, ma altrettante sottotono".
Vedere Cristiano Biraghi con la fascia al braccio (D'Aversa nel postpartita ha spiegato il motivo), che effetto vi ha fatto?
Decrù: "Per me ha significato premiare i meno validi. Sicuramente nella squadra ci sono persone e giocatori che, pur non essendo dei campioni, hanno più spirito Toro rispetto a lui. Per esempio, Giovanni Simeone, Che Adams, lo stesso Alberto Paleari, nonostante non sia una cima".
Barcellini: "Io lo considero un bravo giocatore, un bravo professionista, ma soprattutto una brava persona. La scelta del capitano deve essere dettata anche dalla capacità di fare spogliatoio. Se hai esperienza significa che hai anni alle spalle e puoi insegnare ai ragazzi. Nelle difficoltà soltanto quelli di una certa età possono prendersi la squadra sulle spalle e risollevarla".
Zanino: "Non è giusto dare ad un giocatore come Biraghi, arrivato da poco e che non ha mai giocato una responsabilità così grande. La fascia bisognerebbe darla o a qualcuno che è cresciuto nel nostro vivaio e valorizzarlo oppure a giocatori che sono da anni nel Toro. Ad esempio come Vlasic, che dà l'anima in campo ed è attaccato alla maglia. Per quanto riguarda le critiche a Biraghi da parte dei tifosi: non le condivido, è il suo lavoro, e a mio avviso non si dovrebbe criticare nessuno".
Quanto sta mancando un giocatore come Emirhan İlkhan a centrocampo? È il caso di concedergli un’altra chance?
Decrù: "Assolutamente sì, è un giovane, può avere le sue pecche, ma deve avere la possibilità di crescere. Se non lo fai giocare, non lo sai. Il centrocampo che ha schierato finora D’Aversa era la soluzione con la farina che c’era. Ha fatto bene a dare continuità a Casadei, mentre su Gineitis ho più di un dubbio: deve crescere tanto tecnicamente".
Barcellini: "Sicuro. È una di quelle cose che non capisco. Noi vediamo le partite, non cosa succede negli allenamenti. Non vediamo come si comportano i ragazzi. I mister sono sempre più rigidi verso chi non si allinea alle scelte della società, fa male anche alla società, non solo alla squadra. Non si può eliminare da una struttura così come la nostra a centrocampo un giocatore bravo come Ilkhan. Poi magari è una testa calda e non lo sappiamo. Una volta il buon vecchio Mondonico mi disse: “Bello valutare i 90 minuti a settimana, bisogna essere a seguire i ragazzi dalle 9 del mattino alle 5 e poi magari intrattenere i rapporti extra lavorativi, spiegargli che il calcio è una vita e non solo il calcio vero e proprio. Spiegargli come ci si comporta con tutti”. Chiaro che se vedi i 90 minuti della partita, a volte puoi aver ragione, altre no".
Zanino: "Io gli offrirei un'altra chance. Non voglio entrare nel merito dell'allenatore, perché lui li vede in allenamento e in campo. Ma quando Ilkhan ha giocato ha dimostrato qualità ed è riuscito ad organizzare il centrocampo e il gioco del Toro è migliorato in maniera importante".
Sia Duvan Zapata che Giovanni Simeone lasciano qualche incertezza sul proprio futuro. Su Adams circola qualche voce di mercato. Vedete l’attacco in bilico in vista della prossima stagione?
Decrù: "È un film già visto, anche un po’ per scelta loro. Essendo un pelino sopra gli altri, non possono restare nel limbo tutta la vita. Hanno bisogno, comunque, di crescere e restare in una società che non ha nessun programma e nessuna ambizione per loro è degradante. Se ci sarà un’offerta importante, temo che la componente economica possa prevalere".
Barcellini: "Sicuramente. Parlo sempre da tifoso. Non ci manca una punta, ne abbiamo tre e sono tre di livello. Ma non abbiamo i rifinitori. Non abbiamo le ali, il quinto di centrocampo. Poi è chiaro che diventa pesante se le punte devono venire a fare spallate a centrocampo per guadagnarsi una palla. Zapata è arrivato al capolinea fisicamente, puoi tenerlo in panchina facendolo giocare 20 minuti. Ma uno come Zapata non rimane per giocare 20 minuti nel Toro. Non saprei chi tenere e chi provare a mandare via. Secondo me tutti e tre avranno la valigia in mano, per volontà loro".
Zanino: "Questa è una paura. Se vogliamo migliorare, dobbiamo incominciare a tenere le basi. Sarebbe importante che questi tre giocatori avessero la voglia di continuare nel Toro. Mi pare di aver capito che l'intenzione da parte dei giocatori c'è. Aldilà di questo, io credo che si dovrebbe anche valorizzare gli attaccanti italiani, anche in merito a quanto successo con la Nazionale. Io non porterei l'obbligo di avere 2 o 3 italiani in campo, ma anzi vorrei massimo 5 giocatori stranieri. Ci vorrebbe una rivoluzione in quel senso nel calcio italiano".
Interviste ai Toro Club a cura di Matteo Curreri, Davide Bonsignore e Andrea Novello
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